IL Pianeta delle anime perdute

Di Gaetano Nasca.

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Il sordo e sincopato rumore dell'eliveicolo fendeva l'aria, espandendosi verso ogni direzione e echeggiando ritmicamente lungo i verdi declivi .
Questo ticchettare aritmico si sovrapponeva al gorgoglio scrosciante di una cascata, la valle sottostante era ampia estesa fino al limite dell'orizzonte visibile.
Al suo centro si apriva una insolita cicatrice una serpentina luccicante, brillante come un monile d'argento posato sul fondo di una profonda fenditura trasversale, un solco sicuramente provocato da una faglia di origine tettonica.
E proprio lì, in quel punto una nube di vapore acqueo si innalzava verso il cielo rendendo tremolante l'aria intorno , il placido corso d'acqua sottostante si trasformava in una maestosa cascata d'acqua ribollente e gorgogliante.
Un rimbombo incessante, rendeva più viva la silenziosa e vasta foresta di alberi, simili ai pini grondanti di foglie aghiformi, le cui cime si innalzavano fiere a sfidare il cielo. Tutto li intorno odorava di natura selvaggia e incontaminata , una folta vegetazione ricopriva la superficie, fino alle pendici delle alture.
Maestosa sullo sfondo si ergeva una catena di monti dalle vette innevate , che spiccavano, alte e imponenti, su un cielo azzurro e terso illuminato dalla due stelle, "Amrat" splendente di luce gialla e la sua compagna "Briot" dalla luce pallida e rossastra.
Gutit, da più di quattro cicli di Amrat, seguiva le tracce di uno Sgront, un enorme animale, un erbivoro dalle dimensioni all'incirca doppie delle sue. Quell'esemplare non era niente di inusuale per lui ne qualcosa di speciale , era solo il suo pane quotidiano , quello per cui fin dalla nascita era stato addestrato a cacciare visto che delle sue saporite carni la popolazione del suo villaggio si cibava e sostentava nell'ardua lotta per la sopravvivenza..
Ma ora la stanchezza delle sue membra cresceva proporzionalmente alla sua irritazione per il lungo inseguimento a cui l'animale lo stava costringendo. Quello Sgront un maschio di mezza età si era rivelato più furbo e tenace del solito, era incredibilmente riuscito a sfuggire a tutte le trappole che Gutit aveva preparato e si era allontanato dal villaggio in modo silenzioso e veloce, per un attimo fu assalito dal dubbio che qualche dispettoso Galat , uno di quei spiritelli che popolano i racconti che si narrano nei bivacchi notturni al dolce tepore del fuoco, si stesse prendendo gioco di lui.
- < Faro una brutta figura se non riporto la sua pelle e le carni al villaggio , lo sciamano mi rimprovererà, additandomi a pessimo esempio per gli altri cacciatori...> .Questo pensava Gutit trascinandosi dietro quasi senza sforzo la pesante slitta di sterpi stretti da lacci e rami ricoperta di pelli di Sgront scuoiate.
Lo Sgront non è un animale feroce, si nutre di erba , piccoli insetti e germogli, la sua carne è molto tenera e facilmente conservabile sotto sale, le sue pelli sono utili per forgiare pellicce, calde e vitali a quelle latitudini, il suo popolo , il popolo di Gutit , viveva di Sgront. Essi si catturavano facilmente, a parte quello a cui stava dando la caccia, penso con una certo fastidio .
Esseri di indole pacifica non opponevano mai una grande resistenza alla loro cattura e nella stagione calda che constava di circa 250 cicli di Amrat ogni cacciatore ne catturava all'incirca 20 che portati al villaggio venivano gestiti dallo sciamano e distribuiti nella fredda e lunga stagione invernale di circa 400 cicli. Questo assicurava la sopravvivenza alla comunità composta da 500 individui.
Odiava ritornare a mani vuote , specialmente per Puves lo sciamano del suo villaggio , che poca considerazione aveva di lui . Antipatia reciproca, anche lui dal canto suo di certo non nutriva affetto per quello stregone, più di una volta Gutit si era lamentato per la distribuzione dei viveri al suo clan durante la stagione fredda, più di una volta l'aveva accusato di favorire il clan da cui discendeva, i Gropart, a scapito degli altri clan e dei Grubak il suo clan.
Si gratto il ventre ricoperto di folta pelliccia, aveva il solito dolore allo stomaco, e non era certo per fame. Sapeva bene che quel dolore non cessava mangiando stecche di slack, cioè carne di sgront affumicata condita con erbe e poi salata. Puves gli aveva detto che quei dolori erano dovuti alle ire di Briot, la dea identificata con la stella che gli Ehlama il suo popolo considerava la divinità creatrice del loro mondo.
Ma l'Eptaà, la sua anima doppia gli diceva che era "gastrite" , una parola che gli riportava alla mente altri concetti senza senso , l'interno di corpi di animali immaginari non ricoperti di pelo, aveva chiesto a Zurt il capo del suo clan perché tutti avevano le strane visioni dell'Eptaà e lui gli aveva risposto di non pensarci , perché apensarci troppo si diventava matti.
Ma ora lo Sgront era in trappola nella piccola radura nella foresta dove stava brucando erba di fiag, lentamente Gutit si cerco un nascondiglio contro vento in modo che la preda non sentisse il suo odore, e fuggisse, poi si tocco le due piccole corna che portava in fronte. Questo era il gesto scaramantico che tutto il suo popolo faceva prima di iniziare la caccia , come "Guruk" il padre , il primo di loro aveva raccomandato di fare a tutti i suoi discendenti.
Abbandono la slitta e prese la sua lancia, un bastone a cui era attaccata una selce di lava molto tagliente, e si avvicino alla preda, era quasi giunto al punto buono per aggredirla quando senti un rumore forte e sincopato in lontananza , rumore avvertito anche dallo Sgront che sentendo aria di pericolo si allontano verso gli alberi in tutta fretta.
- < Maledizione , Briot deve essere molto adirata con me, quando ritornerò al villaggio sacrificherò una sgormat per lei, forse si placherà. >
Pensava questo , ma poi si preoccupo perché il rumore si faceva più forte come se si stesse avvicinando a lui, ebbe come una certezza un pensiero si impadronì della sua mente.
- < Un elicottero!,... si sta avvicinando. >
Un elicotter...? Cosa...? Era stata la sua Eptaà a dirgli questo, e istintivamente aveva alzato lo sguardo in alto, la sua schizofrenica anima inconscia proiettava nella sua mente l'immagine di una grossa capanna volante con delle pale che ruotavano vorticosamente.
- < Ci mancavano solo le allucinazioni dell'Eptaà! >
Penso irato, maledicendo quel ciclo in cui tutto andava storto, ma poi lo vide davvero l'elicottero, venire verso di lui dal cielo. Non provo alcun terrore qualcosa la sua Eptaà gli diceva che non c'era niente di anormale era solo un elicottero, ed altre immagini riaffioravano nella sua mente, lui con un corpo completamente glabro, vestito con strane vesti verdi di una fibra finissima, e con strani bastoni in mano fatti di materiale freddo non caldo come il legno a cui era abituato, insieme a lui altri esseri dalla faccia calva con strani aggeggi in testa, e dei nomi che riaffioravano Capitano Anselmi, Sergente Rossi, Lo Bianco, Ludovisi, Aiello, Lo Sciuto e lui Morelli , Tenente Antonio Morelli.
Si riprese dal flashback mentale e guardo l'elicottero che si abbassava verso di lui, creando enormi folate di vorticoso vento.........
......
- Anna c'è una radura li sotto abbastanza grande per atterrare!
Mike si volto verso la donna seduta nel posto accanto a lui nella comoda e spaziosa cabina dell'eliveicolo.
- Si credo anch'io che sia adatta, atterriamo preleviamo questi campioni di vegetazione e torniamo al campo base, questa foresta mi da i brividi.- disse la donna.
- A me sembra abbastanza comune se fai conto che ci troviamo a trenta anni luce da casa è abbastanza simile alle nostre foreste della taiga russa.
- Sarà ma non è la stessa cosa ho come un presentimento, l'istinto mi dice....
- Oh ci risiamo voi donne e il vostro primordiale istinto del c.... rispose sarcastico Mike.
- Sei proprio uno stronzo , prendiamo questi campioni e andiamo via.
- A sentirti direi che non ti piace la mia compagnia, vero pupa? - disse con un sorriso sfottente il pilota.
- Non chiamarmi , pupa!
- Certo Signore!
Più che un omaggio al suo grado quello sembrava uno sfotto, eravamo nel 23° secolo ma certi pregiudizi nei riguardi delle donne erano duri a morire.
Il veicolo comincio ad abbassarsi, lentamente con sicurezza nella valle il suolo del pianoro li sotto si fece sempre più vicino mentre le cime degli alberi intorno si piegavano e ondeggiavano a causa delle folate di vento create dalle pale.
Un animale locale , un quadrupede ricoperto di setati e lisci peli marrone delle dimensione leggermente più grandi di un bisonte che stava brucando l'erba alzo il capo infastidito e si allontanò con una rapidità incredibile, nascondendosi all'interno della foresta.
- Cos'era ? chiese Mike.
- Il " C.A.P.S. 1 " dice che è la forma biologica an56m282, già registrato, nessun nome comune un cervide di grosse dimensioni erbivoro dalla forma muscolare incredibilmente sviluppata con capacità mimetiche e velocità simile a quella di un ghepardo, vive qui nell'emisfero settentrionale nei continenti “AN56uno” e “AN56due”, innocuo non aggressivo.
- Beh almeno sappiamo che non caricherà l'eliveicolo.
Anche Gutit che aveva assistito all'atterraggio dell'elicottero si nascose dietro le sterpi, ai a confini della radura e spiò gli strani esseri che la sua Eptaà gli suggeriva chiamarsi "Uomini", e la cosa strana che sentiva, anzi ne era certo che anche lui era o era stato un uomo!
Mike e Anna appena atterrati si slacciarono le cinture di sicurezza che li tenevano legati ai loro sedili, nella cabina di comando e Anna per prima si reco sul retro dove prese una valigetta di metallo trasparente, molto leggera.
Poi apri uno comparto sulla parete dietro di lei e prese due "digac 3", non ci dovevano essere pericoli, l'unica forma indigena intelligente era stata ribattezzata Smols , ed aveva un livello culturale simile agli uomini del primo eneolitico, e non erano particolarmente aggressivi almeno nelle zone temperate.
- Le armi... perché ? - chiese entrando Mike. -
- Ci sono due o tre villaggi Smols nelle vicinanze, generalmente non sono aggressivi, ma non si può mai sapere?
- Cosa vuoi che ci possano fare quei grossi scimmioni con la faccia di cane coperti di peli e con le corna intesta, sono ridicoli per il solo aspetto.
- Voi militari, siete meno intelligenti di loro, sono dei cacciatori quindi anche se non ci hanno mai aggredito, un minimo di aggressività devono averlo.
- E voi ricercatori siete gli umani più pavidi dell'universo, ricorda che la paura del diverso genera violenza, mia cara scienziata.
- Non essere insolente Mike, non vorrei essere costretta a farti una nota quando rientriamo al campo base.
Anna era veramente indispettita dal comportamento di Mike, il fatto di esser stata per un breve periodo la sua compagna , sembrava autorizzarlo a comportarsi in modo poco professionale e si sentiva autorizzato a prendersi troppe confidenze che un subordinato comune non avrebbe osato. A parte questo lo consolava il fatto di aver rotto la relazione sentimentale , era proprio uno stronzo, come lei aveva constatato.
Lentamente la porta meccanica dell'eliveicolo si aprì toccando il suolo e facendo da passerella per i due occupanti che scesero lentamente, guardandosi intorno.
- Fa freddo! - disse Mike
- Non più che in Canada! - preciso Anna. A dire il vero il freddo pizzicava il suo volto , che era l'unica parte scoperta del suo corpo, il resto era ben coperto dalla tuta termica , all'occhio umano un semplice vestito invece era un abito intelligente capace di assorbire il calore esterno, accumularlo e emetterlo quando c'era freddo , il tutto guidato da un microcomputer cellulare che manteneva costante la temperatura esterna.
- Ci saranno 7 ,8 gradi centigradi, è una temperatura accettabile, non dovremmo prendere particolari preoccupazioni.
- Smettila di parlare come un libro scritto, io ti ho solo detto che fa freddo come un semplice essere umano, non volevo una relazione scientifica , Miss Ice.
Questa volta stranamente Anna non perse la calma si voltò verso l'uomo e sorridendo gli disse:
- Non volevo essere scortese , parlavo per esperienza personale ,quando avevo dodici anni ho vissuto quattro anni in Canada, a Fort Edmonton nell'Alberta, mio padre era un etologo ed stava facendo delle ricerche sugli comportamento degli orsi, questo luogo è molto simile ai posti dove ho vissuto la mia adolescenza.
Mike sorrise poi fece la sua solita battuta.
- Ecco perché sei così fredda mia regina delle nevi.
- Oh, sei incorreggibile. - disse la donna con un espressione di resa sul volto.
Il terreno era duro, ricoperto di incredibile erba dal colore rossastro, al parte il freddo l'odore dell'aria era fantastico, si sentivano gli aromi delle resine della foresta, mischiati con l'odore caratteristico dell'erba morta del sottobosco che macerava in quell'ambiente freddo e umido. Anna prese dei guanti li indossò e comincio a raccogliere campioni di erba, e piante infilandole in sacchetti di plastica con etichetta numerata, e dettando dopo aver precisato il numero del campione le sue osservazioni al C.A.P.S.
Mike invece si guardo intorno allontanandosi alcune decine di metri dall'eliveicolo, quel posto gli metteva i brividi ed aveva a strana sensazione di sentirsi spiato, quindi decise di fare un giro li intorno per accertarsi che non ci fossero pericoli, il mammifero che avevano visto pochi minuti fa' atterrando, non costituiva di certo un pericolo, ma dove cerano erbivori potevano esserci predatori, e ricordava benissimo i Kranx, grossi felini simili a tigri siberiane con zanne , feroci e letali, visti sull'olovideo al briefing, prima della missione.
Temeva più loro che gli indigeni del posto, gli Smols, che seppur primitivi costituivano una forma intelligente dai comportamenti, rozzi ma logici e prevedibili e non erano guidati dall'istinto come i Kranx.
Un Smols ti può vedere come uno straniero una possibile minaccia, in base al tuo comportamento può aggredirti per paura, ma per un Kranx sei solo un cibo, esotico ma sempre un cibo pensò Mike.
Non cerano comunque tracce di orme fresche di Kranx sul suolo e questo lo rassicurò , ma nella sua ricerca si accorse di alcune orme fresche simili a quelle umane ma a tre dita.
- < Smols! >
Si chinò e poso le sue dita sull'incavo dell'orma , prese un filo d'erba spezzata all'interno e le sue dita si sporcarono di fango e di rosso il colore dell'erba, era stata spezzata da poco, si alzò controllo meglio le impronte era un solo individuo, almeno così sembrava, sfiorò un tasto sulla cinghia e si mise in contatto con Anna.
- Anna, potrebbe esserci un cacciatore Smols qui intorno, sta attenta.
Anna si alzo tenendo in mano un campione di funghi almeno questo era il loro aspetto esteriore, e si guardo intorno , ma non vide niente.
- Sei sicuro! - chiese la donna.
- Si , ho trovato delle impronte a circa venti metri dal veicolo si perdono nel sottobosco, generalmente gli Smols si tengono alla larga da noi ma meglio stare attenti questo potrebbe non aver mai visto un umano e potrebbe avere paura.
Anna mise i funghi nell'apposito contenitore di plastica per campioni, e dopo essersi guardata nuovamente intorno si avviò verso l'eliveicolo.......

Era una donna, una femmina umana, con capelli rossi , neanche tanto bella ma non brutta , pensò Gutit chiedendosi in base a quali riferimenti la sua mente condizionata dall'Eptaà, faceva simili considerazioni. La donna sembrò prelevare alcuni campioni di flora, e infilarli dentro strani contenitori di materiale sconosciuto, non poté fare a meno di pensare che strano stupido essere fosse quell'umano prendeva delle erbe che non avevano nessuna utilità, non erano commestibili, e poi gli vide prendere dei "trokis", di cui un solo boccone era capace di fare cadere anche il più grosso Sgront al suolo morto stecchito in pochi secondi, avvelenandone la carne anche per i successivi predatori e mangiatori di carogne.
Ma la cosa che più lo incuriosì era che la donna sembrava emettere strani suoni come se parlasse con qualcuno, ma intorno a lei non c'era nessuno, solo che il suo volto fu attraversato da un fremito di paura, e preso il suo contenitore si mise in cammino verso di lui, non senza prima essersi guardata intorno.
-...ha fiutato la mia presenza...- pensò Gutit.
Poté vedere il colore dei suoi occhi verdi e la sua mente fu attraversata da un improvviso flashback....
"...era disteso su un giaciglio così morbido e comodo che non aveva alcun metro di paragone possibile con tutti i giacigli dove aveva dormito dalla sua nascita, accanto a lui una femmina umana con capelli lunghi rossi e un sorriso particolare completamente, nuda come lui d'altronde, le stava carezzando il viso con una dolcezza a lui impensata, quel dolce viso pieno di punti rossi , sentiva una felicità enorme, avevano fatto l'amore da poco e lei riposava appagata... Valeria... il suo nome il suo dolce nome...."
Poi la visione svanì, e lui poté vedere meglio la femmina umana, la guardò negli occhi erano verdi, smeraldi penetranti nel suo animo......
" Bvagleria!!!"
Le sue corde vocali emisero lo strano suono gutturale che ebbe come effetto quello di far gridare la donna e farla scappare impaurita in direzione della boscaglia.
- Maledetta Eptaà, cos'ho fatto non volevo impaurirla perché è scappata!
Guardò la donna infilarsi nella boscaglia, aveva lasciato cadere la sua scatola con i campioni, era impaurita , gridava istericamente , era in pericolo andava senza rendersene conto dritta... dritta tra le fauci del Kranx.
Il cacciatore non rimase per molto tempo a rimuginare sul suo errore, ma rapidamente senza esitare e con una agilità che un osservatore avrebbe trovato incredibile per la sua grossa e rozza corporatura, si lanciò all'inseguimento della donzella in pericolo e grazie ad una conoscenza innata del terreno su cui si muoveva la raggiunse e superò in pochi minuti. Ma il kranx aveva già fiutato la sua preda, che con le sue isteriche grida e i feromoni della paura che spargeva tutt'intorno , era stata individuata non solo dal feroce animale ma da tutti gli abitanti della foresta , ora uno strano silenzio pervadeva il luogo , sembrava quasi che qualcuno con un telecomando avesse tolto l'audio, facendo svanire il naturale brusio di sottofondo. Il kranx era il "Re" , l'animale dominatore di quella foresta e non aveva nemici da cui difendersi, a parte gli "Smols".
Camminava indifferente con passi felpati ma aveva già messo a fuoco la sua preda, ed aspettava silenziosamente senza perderla d'occhio che arrivasse a portata di balzo. Era uno strano animale quello che era finito nel suo mirino, ma dagli odori che emetteva sembrava un prelibato bocconcino. Si sentiva relativamente sicuro e concentrato ma quando un predatore è troppo concentrato sulla sua preda, si distrae da altri predatori specie se si presume di non averne.
E Gutit con movimenti sincronici e collaudati, preparo la sua lancia arcuando le sue forti braccia, i cui muscoli ben allenati davano all'arma la capacità di perforare mortalmente anche le pelli più resistenti, anche quelle di un Qualak un grosso erbivoro dotato di corazza cartilaginea particolarmente aggressivo e irritabile. Lascio che il predatore prendesse lo slancio , e quando si alzo con un secco salto nell'aria per lanciarsi verso la preda lancio la sua lancia con forza.
Il sibilo della lancia ruppe il silenzio innaturale della foresta, Anna si voltò rapidamente vide solo l'enorme carnivoro afflosciarsi ai suoi piedi con una lancia ben conficcata sulla gola. Rimase impietrita per lo stupore e il terrore e non si accorse se non dopo alcuni istanti della presenza di Gutit, che rimase immobile a fissarla, non voleva fare di nuovo l'errore di spaventare la donna con bruschi movimenti o suoni.
Quando Anna si accorse della presenza dell'indigeno, ebbe un fremito di paura, ma capì subito che quell'essere, quell'alieno le aveva salvato la vita.
Gli occhi dello Smols erano inespressivi, almeno a suo parere era di una specie diversa di quella con cui avevano avuto a che fare alla base aveva due strane corna arcuate che gli sporgevano dalla fronte, non sembrava particolarmente aggressivo sicuramente non nei suoi confronti, era sicuramente il suo primo contatto con degli esseri umani, cerco di non essere particolarmente aggressiva e di non fare niente che potesse essere equivocato, anche se l'istinto gli diceva di fuggire o avvertire Mike.
- Grazie! - pronunciò piano guardando l'alieno dritto negli occhi , e subito chiedendosi stupidamente che secondo logica non avrebbe capito.
-...Thank you..- l'eptaa gli diceva che era inglese una lingua diversa dalla sua ma che lui conosceva, poi la sua mente gli diceva che tutto ciò era pazzesco, e sempre l'eptaa lo spingeva a parlare.
- Dnot abver paura dno bvoghhio farpti male!
Anna rimase impietrita, quello Smols parlava la sua lingua anche se in modo orrendo visto la diversa conformazione delle corde vocali. Per quanto sapeva era il primo smols che pronunciava parole umane si era sempre pensato che questi esseri fossero incapaci di parlare e che comunicassero tra di loro tramite gesti, un pò come facevano i Neandertaliani sulla terra di tanti milioni di anni fa'.
- Tu parli la mia lingua?
- Dsi io bconuosvco bvinglese epk lda mia Eptaa , bnon so pcome pfacciuo , pma eptaa mi bdice chpe spono Itpaliano.
Era una cosa stupefacente quell'uomo diceva cose assurde ma con un significato ,che se lei aveva ben capito , quell'essere diceva di essere "Italiano", cioè di appartenere ad uno dei popoli del suo pianeta e anche se la cosa , poteva apparire assurda, ma quante cose che apparivano impossibili l'umanità aveva scoperto negli ultimi tempi, non rimaneva che fare il passo successivo :
- Io sono Anna !
- Anna è bel nome, io bsono Gutit,... io bsono Btony ,Btony Smomrelli.
Anna guardo l'essere gli era sembrato che ci fosse qualcosa di strano in lui sicuramente era curioso, l'uomo aveva detto io sono Gutit e poi dopo un po come se fosse un altro essere distinto io sono Tony, questo lo aveva capito, non aveva dubbi e Smorelli o Mondelli , curioso sicuramente cerco di farsi capire meglio.
- Io Anna! - e porto la mano destra sul petto poi indicando lo smols disse con poca convinzione :
- Tu Gutit, Tony Smorelli!
Gutit sembro intuire i dubbi della donna e in fin dei conti anche lui aveva molti dubbi sulla cosa ,quindi cerco di spiegare anche se pronunciare suoni umani gli veniva particolarmente difficoltoso.
- Io Bcapire che Sdiffibcile Scabire , Io Gutit , Odnar bclan Grubak, ma io abnche Btony Bsmomrelli , mia Eptaà , io Ibtaliano , Tepnente Esdercito Ibtaliano .
Anna lo guardò incredula, quello smols gli diceva incredibilmente di avere due identità ma ciò che era assurdo era che diceva di essere un ufficiale dell'esercito Italiano, qualcosa che era incredibile e anacronistico come la scena a cui stava partecipando.
Se non era svenuta e stava solo sognando questa era la scoperta del secolo, il suo nome sarebbe stato scritto a lettere cubitali su tutti i trattati di xeno biologia, ora una incredibile curiosità si era impadronita di lei, cerco di scovare nei meandri della sua mente quelle poche parole di Italiano che conosceva sufficienti ad una presentazione più approfondita.
- Io mi chiamo Anna Stevens , tenente Anna Stevens sono Canadese sono un ufficiale della Flotta Spaziale del Pianeta Terra e... siamo nell'anno Terrestre 2456 .
Gutit trasecolò la donna aveva capito e le sue due personalità sembravano essersi fuse ora era consapevole come se quell'incontro avesse finalmente maturato la sua personalità ora ricordava tutto e capiva anche il senso delle ultime parole della donna.
- <...2456 sono trascorsi 440 anni , come è possibile chi sono... dove sono.. o che cosa sono.... >
Capiva, tristemente e dolorosamente , capiva !
Intuiva che anche quella donna che lo fissava , con gli stesso sguardo di chi vede un cane che parla, aspettava le sue parole con impazienza , si chiese ancora una volta cosa doveva pensare quella donna di un essere come lui per la prima volta il suo essere , il suo corpo gli parve qualcosa di estraneo di alieno chi o che cosa era diventato, dove era finito il suo orgoglio di Smols .

Gutit allungo il suo peloso braccio per toccare sfiorare la donna e il viso un po' teso ma sempre dolce fu l'ultima cosa che vide.
Un lampo di energia violetta lo colpi , passo dalla luce al buio delle tenebre in un microsecondo, la dolcezza è il buio il buio infinito così senza dolore.
- Noooo... idiota che hai fatto!!!
Il grido della donna interruppe l'irreale silenzio di morte che si era venuto a creare , dietro ad una decina di metri Mike con un Digac in mano guardava stupefatto per l'inaspettata reazione della donna che ora era chinata in lacrime sullo smols.
- Anna , va tutto bene, ti senti bene.
La donna con il volto rigato delle lacrime alzò il capo, guardando il compagno.
- Era un uomo... ! Hai ucciso un uomo !
Mike resto immobile, Anna dava i numeri molto probabilmente era lo shock dovuto alla brutta avventura solo allora si accorse della carcassa della belva feroce trafitta di una lancia poco più in la, capì di aver commesso un errore un tragico errore.
- Mi dispiace ho pensato che stesse per aggredirti.
La donna lo guardo inebetita e ripete ancora una volta :
- Era un uomo, era un uomo......

Eurinome , danzava con leggiadria fra le correnti del tempo e dello spazio, lei la dea di tutte le cose che esistevano nel nostro universo, senti una impercettibile increspatura nel Continuum , qualcosa aveva deviato un piccolo corso degli eventi, qualcosa stava lentamente ma inesorabilmente cambiando , erano ancora una volta quegli esseri limitati i figli di Pelasgo gli umani che nella loro assurda e limitata ricerca della conoscenza avevano creato uno scompenso nell'ordine infinito di tutte le cose.
Senti un alito era il suo compagno Ofione, che le si era affiancato da quanti eoni non parlava con lui, un tempo prima della rottura erano stati molto vicini.
- L'equilibrio e stato rotto che intendi fare!
- Guardare gli eventi solo Dio sa quello che è giusto se il nostro sistema si è rotto vuol dire che così doveva essere. - rispose Eurinome, ma la pacata risposta della dea non soddisfo il serpente primordiale.
- Tu sei il simbolo del non agire il principio di indeterminazione del nostro universo, ma io voglio agire dobbiamo fermare gli umani, io non posso sopportare il rimorso di essere colpevole di tutto ciò... se non li fermiamo diverranno come noi allora tutto potrebbe sparire, finire per sempre... io non lo sopporto non posso permetterlo.
- No non ti permetterò di farlo, Ofione desisti o ti distruggerò, lascia che il fiume del tempo e delle vicende scorra, l'universo guarirà le sue ferite.
Ofione con dispiacere tacque, non poteva permettersi uno scontro con lei non ancora almeno per il momento.......

....La luce , dopo il buio forte accecante indistinta poi la nebbia ....indistinta per non so quanto tempo... poi due visi due esseri due umanoidi con strane creste sulla parte centrale della fronte, sorridevano erano felici una lo teneva in braccio , era piccolo indifeso ma per niente impaurito, empaticamente si sentiva legato ai due umanoidi.
L'altro lo prese usci da una specie di Tenda di pelli circolare lo alzo al cielo e grido alcune parole in uno strano idioma .
Se Antonio Morelli "Gutit" ne avesse conosciuto il loro significato avrebbe sentito più o meno queste parole.
" Ardas Stella della vita questo e Cafash figlio di Arkash , della Prima casa di Irian , che la sua futura vita onori la memoria dei suoi Antenati ."

 

Nasca Gaetano 2004

 

1 Sta per Alienworld Natural 56 Mammifero 282