Non voglio più accontentarmi

di Matteo Gallo

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Estate 2005. Il Tanaro scorreva lentamente dopo la curva e nell’aria si udivano lo schiamazzare dei gabbiani e il rumore delle foglie mosse dal vento. Nuto era in un parco, seduto su un tavolo di legno, e con lo sguardo perso nel vuoto guardava al di là del fiume. Adagio, i suoi occhi si posarono sulle scritte che rivestivano il tavolo. Dichiarazioni d’amore, insulti, dediche, simboli, sigle, racconti; ce n’erano di tutti i tipi, ma tutte avevano gli stessi autori: gli adolescenti. Nuto iniziò a leggerle una per una. Gli ricordavano quando anche lui era stato adolescente e aveva scarabocchiato qualche tavolo del parco. Scese dal tavolo e si diresse lungo la stradina inghiaiata che faceva il giro del parco. Con aria nostalgica arrivò ne alla fine. Si girò quasi a salutarlo e lanciò un lungo sguardo fino all’orizzonte, fissando nella mente fino ai più piccoli particolari: la disposizione degli alberi, la posizione delle panchine, dei tavoli e dei cestini. Sentiva dentro di sé che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe rivisto il parco. Incamminandosi verso casa, passando nel controviale, si soffermò a guardare l’edificio di fronte a lui. Questo fabbricato enorme e tinto di rosa ospitava la scuola media che Nuto aveva frequentato. Si riaccesero in lui i ricordi dei giorni passati in quella scuola, luogo di permanenza forzata con la sua piccola realtà quotidiana. Pensieroso, si sedette su una panchina del controviale puntando gli occhi sulla strada. Tra poco tempo doveva lasciare la sua città natale per trasferirsi a Torino dove aveva sede l’università da lui scelta. Prima di partire però, voleva dare sfogo ad una sua ambizione: scrivere un libro. Non uno qualsiasi, una sorta di libro della sua vita contenente vari episodi e pensieri e che non sembrasse troppo ad un diario. Cominciò a pensare ad un possibile inizio… “Ho deciso. Scrivo un libro. Si, lo so, può sembrare un po’ pazza come idea buttata lì però ci pensavo da tempo ed ora sembra che sia giunto il momento. La mia occasione. La vita è fatta da occasioni: tocca a noi coglierle. Ed io per una volta, forse per la prima volta, sto cercando di coglierne una. Dove mi porterà questo libro non lo so, sarà un lungo viaggio. Un viaggio lungo la vita, dentro i sentimenti ed i pensieri e lungo i cambiamenti. Quei maledettissimi cambiamenti che ti gioca la vita. Ognuno nella propria vita ne avrà visto a centinaia, ciò non toglie che è molto difficile farsi trovare preparati. In questo caso anche l’esperienza è di scarsa utilità. Tornando al mio libro ho iniziato adesso ad abbozzarlo. Non ho in mente un percorso o una storia esatta; mi lascerò guidare dalle mie emozioni e dai miei pensieri momento per momento. Alla fine si vedrà. Quel che so di certo è che voglio impegnarmi fino in fondo e crederci. Voglio raggiungere il mio scopo. Voglio dare una svolta a tutto. Si, nella mia vita non voglio più accontentarmi: voglio andare oltre.”