Matrimonio del 1944

di Valeria Chieregatti

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   Ieri sul divano di casa mia ho fatto un caffè alle mie amiche : mi piace coccolarle perché sono ragazze di 81-86-92 anni ed a volte siamo in nove , sempre dell’età media ultraottantenni.

   Io ho 58 anni e sono andata in pensione in un modo “burrascoso” è dir poco: sono stata improvvisamente operata di cancro e…queste mie vicine di casa non mi hanno mai fatto mancare il loro bene e la loro compagnia ed ora che sto un po’ meglio me le godo e le “incoccolo” con caffè-tisane-biscottini-cioccolatini…pensa che qualcuna “si nasconde qualcosa di dolce in tasca” …si torna proprio bambini …

   La TV è accesa ma noi chiacchieriamo tanto , ma tanto che devo togliere l’audio e ieri, mentre servivo il caffè, in televisione si vedeva un servizio da the in peltro ed in argento ed ho chiesto loro se avessero ricevuto in dono di nozze un servizio prezioso e da qui i racconti delle loro nozze sono stati “spaccati di vita in tempo di guerra” che i nostri giovani d’oggi avrebbero proprio bisogno di sentire.

   Alberta è simpaticissima e modenese d’origine…pertanto quel che dice raddoppia di simpatia per questo dialetto coloratissimo d’accenti ed incomincia a raccontare:

“ Nel 1944 mi sono sposata in una giornata estiva con il mio adorato marito Socrate. Lui abitava a 25 km da me e, per quei tempi, era una distanza enorme poiché di macchina ce n’era una pubblica per paese (quando andava bene) , non c’erano né telefoni in ogni casa né tantomeno cellulari ed i contatti erano difficoltosi. Il mio futuro marito era riuscito a noleggiare un’auto per il nostro matrimonio ed io, pur essendo la cerimonia fissata per le 10,30…alle 6,30 ero già vestita…dicevo per prova ma non riuscivo a lasciare quel vestito “gessato” che, anche se riciclato, rappresentava il massimo della bellezza per me diciassettenne innamoratissima…erano ben poche le occasioni ed i vestiti di festa in quegli anni…

   Già pronta dalle 6,30 del mattino e tutta la famiglia che mi prendeva “bonariamente” in giro…alle 9,30 nel cortile davanti a casa cominciò ad arrivare gente del paese per vedermi , com’è tradizione, uscire per andare in chiesa a piedi…in corteo…Dio mio che emozione…avevo le mani fredde a tenere stretto il mio bouquet di plastica e…i minuti non passavano mai!!!

   Arrivano le 10,30 e di lui nessuna traccia…la gente in cortile è tanta, sento il vocìo spiando dalla finestra ma io non voglio né vedere né salutare nessuno perché sono agitatissima…perché lui non arriva???

   Alle 12 la gente comincia a lasciare il cortile e tutti vanno alle loro case a mangiare e mio padre e mia madre :”Albertaaaa…Albertaaaa vieni giù a mangiare!!!”

   A mangiare? Ma chi può riuscire a mangiare? Ho un nodo in gola che mi soffoca…ma cosa sarà successo???

    E siamo alle 13,30 ed il mio vestito è “invecchiato” dalle tante ore che lo indosso…il gambo di plastica del mio bouquet si è sfilacciato e si intravede il fil di ferro per il tormento che gli ho dato con le mani …il mio viso è sempre appiccicato al vetro della finestra che mi permette di vedere la strada ghiaiata da dove lui dovrebbe arrivare…infatti vedo nuvolette di polvere alzarsi in lontananza e…è una bicicletta…è lui su quella bicicletta e…eccolo sulla mia soglia…mi precipito giù per arrivare per prima a parlargli e lui mi appare così: Indossa un abito blu del fratello (che è in guerra a far il soldato) che sicuramente è buono ma circa 4 taglie in più…i calzoni e le maniche sono arrotolati all’inverosimile ed hanno raccolto nelle pieghe tutta la polvere possibile ed immaginabile…il colore dentro le pieghe è blu intenso mentre il resto del vestito è azzurrino pallido (sembra imborotalcato dalla polvere) e Socrate mi racconta che dopo essere riuscito a trovare la moglie dell’autista ,che non è mai andato a prenderlo e non l’ha mai avvisato , lei gli ha detto:  “Mio marito è stato chiamato d’urgenza per una donna che si è sentita male e non è ancora tornato e se non ti è venuto a prendere impedendoti di sposarti TI HA FATTO SOLO UN FAVORE!!! Ma cosa credi di fare a sposarti? C’è solo da tribolare!!!”

    Disperato per il trattamento Socrate era tornato a casa dal padre per farsi dare la bicicletta buona e tentare di arrivare prima possibile per quei 25 km di strada ghiaiata : il padre, saggiamente, gli dà la bici ma anche una cameradaria di scorta vista la strada irta di sassi appuntiti, nel timore che possa forare…Infatti a metà strada circa la bici scoppia proprio davanti e Socrate comincia il “trapianto” : ma la taglia della cameradaria è ben piu grande della ruota e solo Dio sa con che nodi l’ha inserita…Grazie a questo la ruota invece di girare “saltellava 3 volte al giro” ed immaginiamo tutti dove Socrate avesse male (oltre all’attrito , il caldo per l’ora di punta ormai sopraggiunta)…insomma un viaggio allucinante ma finalmente erano insieme e tutti riuniti ed in un attimo dritti in chiesa : il parroco non li apre perché sta mangiando e vuole fare un riposino dopo, lo deve fare per suoi problemi e poi loro sono troppo in ritardo…tornano a casa e ritornano dopo due orette e finalmente gli viene celebrato il rito del matrimonio.

   Se state pensando al viaggio di nozze…ve lo spiego subito: bisognava andare a casa di Socrate, ora mio marito, in bici…sulla canna io e lui pedalante…ma ormai l’orario fa presumere che arriveremo di sera e la mia famiglia ci ha obbligati ad accettare la compagnia di mia sorella maggiore…

   “Ma papà sono sposata adesso!!!”…nulla gli fece cambiare idea e partimmo in tre con due bici …la mia “sobbalzante” e “immaginatevi dove” e la polvere come rinfresco di nozze.

   Arrivati a casa era ormai sera davvero…ero alzata “da sempre” …stravolta per emozioni e tensioni …in più c’era “la prima notte” da affrontare…non avevo mai dormito fuori casa, non ero mai stata a letto con un uomo…ero agitatissima…cosa farò…cosa dirò…come sarà la stanza che la casa è così piccola e loro sono in tanti???

   Mentre riflettevo sua madre (oddìo mia suocera) con un tono serissimo disse:” Venite che vi accompagno in stanza” e …fatte le scale …ci disse che aveva preparato un letto per noi ma…dato che avevo portato mia sorella…lei avrebbe potuto dormire solo con noi!!!

   A sinistra Socrate…io in mezzo…e mia sorella a destra…CHE PRIMA NOTTE DI NOZZE!!!...e lui “tentava” anche di allungare le mani…ed io agitatissima lo respingevo…

   Siamo stati in famiglia sua per sette anni…avere la propria intimità è un bene indescrivibile ma come tutte le cose PER APPREZZARLE bisogna che prima ci manchino e che poi diventino conquiste fatte insieme…allora la coppia “si salda” ed io ho avuto la fortuna di stare con il mio Socrate per sessant’anni TUTTI D’AMORE!!!