Il destino in volo

di Abbondio Sedda

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Allacciando le cinture , Paolo udì l’accensione dei motori, il cuore batteva decisamente più veloce del previsto. Questo sarebbe stato il suo primo volo completamente solo. Si era lanciato atre volte, ma sempre insieme all’istruttore e aveva provato davvero un emozione fortissima ,ma oggi l’avrebbe superata.

Fece un sorriso verso Flavio, il suo istruttore, il quale era nervoso per i lanci dei suoi allievi, ma fiducioso che tutto sarebbe andato per il meglio. 

Paolo chiuse gl’ occhi e prese un grosso respiro per calmarsi un po’ , “ se mi agito già da adesso chissà dopo!” pensò mentre teneva ancora gli occhi chiusi” . Per depistare la sua forte emozione tentò di pensare alla sua ragazza Sara che doveva aspettarlo sulla pista con la telecamera a filmare l’ atterraggio .

“ ma sei impazzito” le gridò Sara la volta che le disse che si era iscritto a un corso di paracadutismo, ma con l’andare del tempo comprese e per essere vicino al ragazzo che amava si faceva trovare tutte le volte sulla pista ad aspettarlo e anzi aveva messo su una bella collezione di foto e video che lo ritraeva in momenti diversi della sua nuova passione.

Il giorno Sara sarebbe andata direttamente alla pista senza salutarlo alla partenza, come di solito amava fare, perché aveva un impegno di lavoro che l’avrebbe trattenuta fino all’ultimo momento.

Il rumore dei motori diventò improvviso fortissimo e Paolo aprì gl’occhi e si mise a guardare dal finestrino capendo che si preparavano per la partenza. Non era riuscito a placcare la sua emozione quindi sospirò diverse volte anche perché doveva concentrarsi, non si trattava di una sciocchezza quello che stava per fare , non poteva permettersi di sbagliare , in gioco c’era la sua vita.

Decisa fu l’accelerazione che lo spinse al sedile e gli fece sentire strano lo stomaco come se tutto all’interno si spostasse. Alcuni secondi e l’aereo prese il volo verso la quota per il lancio.

Intanto nella pista diverse persone si erano accomodate sugli spalti , alcune di quelle non mancavano mai ai così detti battesimi dell’aria, altre erano conoscenti dei provetti lanciatori, circa una decina che da li in poi sarebbero stati paracadutisti a tutti gli effetti. Ormai mancava circa mezz’ora al lancio e Sara con affanno concluse il suo lavoro e si mise in macchina per raggiungere la pista. Aveva qualche minuto di ritardo ma passando dalla tangenziale avrebbe guadagnato di sicuro qualcosa.

Un occhiata al sedile di fianco, dove era appoggiata la telecamera e la sua macchina fotografica , si allacciò la cintura e decisa si immise in strada con una guida veloce e sostenuta.

La strada non era tanto trafficata ma non era neanche vuota e un eventuale ingorgo l’avrebbe intrattenuta giusto il tanto per farle perdere l’arrivo del suo amore e questo non l’avrebbe potuto sopportare.

Arrivati alla quota giusta tutti si alzarono e a coppie si verificarono le cinghie dei paracaduti, ultime raccomandazione di Flavio che poi si mise di fianco allo sportello. Tutti in posizione in fila lungo il corridoio verso l’uscita, che venne aperta in quell’istante provocando un rumore fortissimo e il cambio repentino della temperatura abbattuta dall’aria che entrava a forte velocità. Paolo era il penultimo della fila il cuore ormai galoppava , gli lacrimavano anche gli occhi , si asciugò con la manica e si abbassò gli occhiali che aveva in testa , era pronto per il grande salto.

Velocemente si lanciarono quelli prima di lui , accompagnati da un saluto dell’istruttore che dava una pacca sulla spalla e gridava forte qualcosa , anche se paolo non riusciva a capire cosa. Si lanciò quello che lo precedeva e si accostò allo sportello incrociando lo sguardo con quello dell’istruttore che contraccambiò con un sorriso, il cuore viaggiava come un motore di una f1 , si posiziono e senti la mano dell’istruttore appoggiata alla spalla , “ ci vediamo al chiosco della pista” urlò all’orecchio Flavio . Una spinta e il vuoto lo avvolse, il rumore del motore sparì in pochi secondi sotto di lui la terra era veramente distante , un urlo liberatorio gli uscì anche non disse niente di sensato ma gli provocò un senso di sollievo. L’adrenalina era a livelli massimi, l’aria era fredda ma veniva compensata dal calore del suo corpo rialzato dal’emozione fortissima.

Sotto di lui alcuni facevano gli sbruffoni e ruotavano nell’aria come trottole . Claudio e Carlo tirarono la corda un po’ troppo presto, forse presi dalla fifa . Paolo gli sorpassò velocemente sempre più in preda all’emozione, il vento gli premeva in tutto il corpo .Velocemente si avvicinava al suolo e allungò la mano per cercare la cordicella . Non la trovò e per un attimo si fece prendere dal panico ma ad un secondo tentativo la trovò e si calmò leggermente. Ormai era giunto il momento di tirarla , fece un lungo sospiro e la tirò con tutta la forza, di colpo venne strattonato verso l’alto segno che il paracadute si era aperto non sapeva se avrebbe resistito ancora a tale emozione forse aveva rischiato l’infarto ma cazzo se ne valeva la pena .

Ridotasi la velocità e la distanza che lo separava dal suolo si mise ad osservare meglio il panorama , godendosi il momento magico. Il cuore stava rallentando l’andatura ,anche se restava sostenuta, il sangue fluiva mille volte più veloce del solito era caldo e attutiva l’impatto con l’aria fresca.

D’improvviso vide un nuvoletta bianca che saliva verso di lui ,sembrava una nuvola ma era diversa dalle altre, anche perché non era ferma come le altre ma saliva vertiginosamente. Pochi secondi e lo travolse .

Una strana sensazione lo attraversò come se quell’istante fosse durato un’eternità.

Si trovò dentro un mondo di piccole bollicine bianche e ogn’una delle quali rifletteva delle immagini della sua vita trascorsa, guardandole una per una riuscì ad rivivere degli attimi di vita vissuta insieme a Sara.

Più le guardava e più percepiva che si trattava della sua vita. Ma a completare le immagini così incredibilmente reali era l’audio, la voce di quello che indicava l’immagine, ed erano voci conosciute, voci familiari. Il cuore stette fermo per la durata di quell’attimo che sembrò eterno ma che fu così fugace.

Uscendo da tale nuvola si senti svuotato di qualche cosa e la sensazione era come quella di un risveglio da un lungo coma. La osservo per qualche istante prima di perderla di vista mentre saliva come un missile lanciato sullo spazio e più la guardava e più gi sembrava reale e strana la sensazione appena trascorsa.

Scosse la testa, sempre in volo verso il suolo e si convisse che quello che aveva passato era frutto dell’eccesiva affluenza di sangue al cervello, si. Si trattava sicuramente di un allucinazione che aveva come di qualcosa di palpabile.

Il tasto Rec. Si accese ma l’obbiettivo rimase scuro.

Il suolo era ormai vicino, la temperatura era più gradevole e la pressione dell’aria sul corpo andava scemando.

Nero . nero, nero.

Paolo ripassò velocemente la procedura di atterraggio e la mise perfettamente in pratica . toccò il suolo e rotolò come da copione . l’atterraggio fu esemplare e rialzandosi in piedi , arrotolò il suo paracadute sul braccio e si diresse verso le tribune scrutando l’eventuale viso di Sara.

Nero. Buio , niente sole.

Le tribune divennero sempre più vicine e di Sara neanche l’ombra, fu sempre più avvolgente la sensazione che il lavoro o qualche contrattempo l’aveva trattenuta, pazienza ci sarebbe stata qualche altra occasione di rivivere il medesimo momento.

Scuro, il sole è scuro , Rec. Rec.

Ormai rassegnato per la mancanza di Sara si fece dare un passaggio da un compagno di lancio , il volto era triste ma scaricava ancora le emozioni del lancio.

Durante il tragitto si fermarono per un ingorgo , alcuni minuti di piccoli passi delle macchine e notarono nella corsia opposta una macchina grigia piantata su di un pino al lato della strada e gli tornò d’incanto la sensazione della nuvola che lo aveva travolto.

Rec. Rec. Tutto nero nessuno che mette a fuoco.

Stop.


Commenti

abbondio - Venerdi, 29 Maggio, 2009 alle ore 08:54:10


commento: grazie per i complimenti , sono felice di aver trasmesso delle emozioni nonostante sia un racconto breve. Communque  ho trovato una casa editrice che pubblicherà un mio racconto.

 

eliodora - Giovedi, 21 Maggio, 2009 alle ore 17:51:27

commento: sei grande!!! un gran bel racconto davvero: denso, emozionante, scritto con abile chiarezza! vorrei leggere qualcos'altro e... auguri per la prossima opera!!!!

 

Pietro - Martedi, 8 Luglio, 2008 alle ore 16:31:55


commento: Mi è piaciuta miltissimo. Letta dall'inizio alla fine in un battibaleno.
Il paradosso che questo racconto mette in evidenza è geniale: quando Paolo raggiunge il suolo con il paracadute e non vede Sara, si intuisce cosa potrebbe essere successo. Ma questo non toglie nulla, anzi arricchisce un finale che contiene un segreto a cui mai avrei pensato: la nuvola

 

mavo - Domenica, 8 Giugno, 2008 alle ore 15:39:05

commento: notevole... e bravo abba
mavo

 

omareli - Giovedi, 1 Maggio, 2008 alle ore 14:51:57

commento: Siamo rimasti sorpresi da questa tua passione,non sapevamo di avere a che fare con uno scrittore.La storia era molto carina e realista visto che non ci risulta che tu abbia mai volato,dunque buona fantasia.continua cosi.un saluto da Omar ed Elisabetta