Dedicato ad un amico

di Matteo Gallo

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Una domenica pomeriggio mi trovai con Luca. Ci eravamo conosciuti alle medie ed è stato l’unico dei miei compagni che ho continuato a frequentare anche finita la scuola. Eravamo soliti trovarci di pomeriggio a casa mia, dove ci attaccavamo al computer. Dopo uscivamo, una breve passeggiata lungo la quale nascevano interessanti discussioni su temi vari, e andavamo ala fermata a prendere il bus per spostarci a casa sua. Luca abitava in un paese vicino. Mi ha ‘iniziato’ ai mezzi pubblici. Davvero. Sul bus andavamo sempre a sederci in fondo perché non c’era quasi mai nessuno. Io dalla parte del finestrino. mi piace vedere il paesaggio che scorre di fianco a me. Dava l’idea di un viaggio. Brevissimo, ma pur sempre un viaggio. Naturalmente anche sul bus si passava il tempo a elaborare discorsi complessi, che riguardavano soprattutto nostre esperienze, il modo di vedere le cose, il territorio che ci circondava, e la visione relativa del tempo. Luca finito la medie aveva iniziato il liceo, ma dopo due anni lo aveva abbandonato. Non faceva per lui. Non faceva parte della sua vita. Ora lavora in un’ azienda vivaistica da qualche anno. La stessa azienda dove andavo io finita la scuola, durante le vacanze estive. Gli piace. Sicuramente non ha intenzione di rimanere lì per tutta la vita, però quel lavoro forse gli da qualche soddisfazione in più di qualsiasi altro. Se vedeste Luca lo scambiereste per una comparsa di un film ambientato agli inizi del 1900. Oppure potreste pensare di avere dinanzi a voi un uomo proveniente dal passato. Invece davanti a voi ci troverebbe una persona splendida, una persona che davvero ‘ha le palle’ come si usa dire oggi. Luca non si riconosce in questo mondo. Il suo mondo ideale e desiderato sarebbe il mondo alle porte del 1800. Prova un’attrazione fortissima per quell’epoca e non si lascia scoraggiare. Siamo nel ventunesimo secolo e lui indossa i vestiti che si portavano agli inizi del secolo scorso, e intorno a lui cerca di ricreare l’ambiente dell’epoca. Quello è il suo sogno più grande e lo sta inseguendo benissimo. Ho detto che ‘ha le palle’ perché lui visto da una persona ignorante potrebbe sembrare il paradiso delle battute e delle prese in giro. Un bersaglio perfetto. E di persone ignoranti il mondo è pieno. Luca se ne sbatte di cosa dicono di lui però. Perché ha le palle, appunto. È una persona nel posto giusto, ma al momento sbagliato. Un momento lungo più o meno un centinaio di anni. Mica poco. Luca è l’amico più caro che ho. Uno di quegli amici che di te conoscono tutto, che nella tua vita ci sono sempre stati e sembra quasi che ormai sia diventata anche un po’ la loro. Uno di quegli amici che hai reso partecipi a tante cose della tua vita, dai momenti più importanti a quelli più banali. E che non dimenticano. Nel libro voglio che ci sia una parte dedicata a Luca. Un capitolo magari. Dedicato ad un amico. Vero.