Che peccato

di Mario Irace

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Stamattina, prima di uscire, non ho potuto ricordare a Sandra di andare a ritirare il mio vestito in tintoria: dormiva ancora. Ieri è stato il compleanno di Giulia nostra figlia (mia e di Sandra). Ha compiuto cinque anni, ma sembra molto più grande e matura per la sua età. Quando ha ricevuto il regalo, una cucinetta completamente attrezzata di mobili ed elettrodomestici perfettamente funzionanti, tutto a pile, le sono venuti i lacrimoni e la voce tremolante nel dire: "Papà, mamma, come è bello". Erano settimane che ne vedeva per televisione la pubblicità ed ogni volta le luccicavano gli occhi. Sandra ed io, un pomeriggio, due giorni prima del compleanno, siamo riusciti ad affidarla a mia sorella che ha due figlie appena più grandi di Giulia e, quindi, siamo andati a comprarla; corsi a casa abbiamo, con molta fatica, trovato come nasconderla, al riparo delle scorribande esplorative di Giulia che le permettono di scovare cose che erano perdute da tempo immemorabile. Per oggi pomeriggio abbiamo programmato di ritornare da mia sorella per far giocare, insieme, Giulia e le cuginette con la cucinetta. A proposito: domani, domenica, ho appuntamento con i colleghi di lavoro per una partita a calcetto. Mia moglie non è tanto d'accordo, ma sono riuscito a farmi perdonare mostrandole due biglietti per il balletto classico di sabato prossimo. Sto pensando, però, che non potrò mantenere questi impegni e me ne dispiace Che peccato che il paracadute non si è aperto!