Campioni

di Adriano Russi

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In quel momento alzando gli occhi vidi quel ritaglio di giornale “campioni”

e la mia mente tornò indietro di anni .esattamente al quel luglio del 1982,la spiaggia era affollata, intere famiglie si crogiolavano al sole ed i bimbi guazzavano festosi in acqua,io come al solito sedevo sulla mia sdraio controllando che tutto procedesse normalmente, la mia maglietta rossa ormai fradicia di sudore mi dava un senso di onnipotenza la scritta bagnino era per me un senso di orgoglio ormai tutti mi riconoscevano e mi apprezzavano e si fidavano.

il fatidico giorno era arrivato ,le bandiere sventolavano al vento e tutti parlavano della stessa cosa “stasera vinciamo” vecchi,giovani,bambini,donne tutti erano stati contagiati dalla nazionale

zof,gentile,cabrini e così via ormai tutti sapevano a memoria la formazione .

Erano circa le 17,00 quando sentii delle urla ,in un primo momento pensai che si trattassero di urla festanti ma impiegai pochissimo a rendermi conto che non c’era nessuna festa nessuna gioia in quelle urla. Mesi di controllo, di aiuti a sistemare le sdraio di pulizie dell’arenile ed in quel momentoTutti gli occhi erano su di me, avevo la sensazione di essere paralizzato i miei occhi scrutavano il mare per vedere per trovare ma davanti avevo solo i loro sguardi le loro urla , in un attimo realizzai ciò che stava accadendo e corsi in acqua nuotando mi resi conto di essere sospinto dalle loro urla, loro mi indicavano dove andare la mia mente era focalizzata solo ad ascoltare ciò che mi dicevano

Senza rendermene conto la vidi era una ragazza che urlando e gesticolando mi fissava con i suoi occhi pieni di paura ,l’afferrai con tutta la mia forza e sentivo il suo corpo che si affidava al mio

In quel momento la paura mi assalì in maniera totale e spaventosa tutto il mio coraggio la mia forza

Il mio altruismo sembravano svaniti nel nulla quegli attimi erano infiniti, non sapevo dove mi trovavo cosa facevo dove andare il mio cuore sembrava esplodere .

Il giorno dopo mi svegliai in ospedale impiegai un secondo a realizzare cos’era successo, avevo fallito mi sentivo svuotato frustato impotente ,ma in quel momento entrò un infermiera nella stanza e mi chiese se mi sentivo in grado di ricevere visite dissi di si.

La riconobbi subito i suoi occhi erano gli stessi non più colmi di paura ma di gioia , fu l’abbraccio più forte della mia vita.

La nazionale be! Si vinse alla grande .