Massimo Vasena

Cliccate sulle immagini per ingrandirle
acrilici

10-29X53 acrilici carta strappata e graffi su legno (351 x 600)

acrilico pastelli

21-51X30 acrilici pastelli carta incollata incisioni su legno (371 x 600)

brucia tutta la città

1- BRUCIA TUTTA LA MIA CITTA' 27X31 acrilici e inchiostri su pagina di rivista fotografica carta incollata strappi (450 x 600)

6-31X30 impronte di tempera su carta incollata e strappata (598 x 600)

9-45X45 acrilico e materia su tela (600 x 589)

matite carta incollata

4-30X50 colori acrilici matite pastelli caffè su carta incollata strappi (600 x 366)

La mia pittura


Come il gioco della pallacanestro, la mia pittura si nutre di pensieri veloci, morbide coordinazioni tenaci corpo a corpo.
Contatti dilatati con profondità differenti permettono di rintracciare vedute reali, realizzate con stile paesaggistico topografico con tagli di luce suburbani e naturalistici insieme.
Spazio e colore protagonisti assoluti sanciscono con puntuale disinvoltura la relazione tra contenuto e forma.
La pittura come un confine da leggere puntinato e variamente allineato tra la realtà e il suo contrario, come favole; immaginazione e incanto.
Quando un quadro è finito me lo grida forte lo sguardo si fa più attento, prolungato assente concentrato vi si può entrare e perdersi, tutto sembra andare ovunque niente va da nessuna parte.

                                        Massimo Vasena

ESPOSZIONI PERSONALI

Giugno 2004                “SCORCIATOIE”                   -linea di confine- (la libreria di Baggio)
                                                                                    -SUD- (associazione culturale) MILANO

Luglio 2001                 “DANZA IMMOBILE”            -7°serate dell’arte di Lora (CO)

Marzo 2001                 “Performance di pittura            -Teatro Galilei Romanengo (CR)
                                    Dal vivo durante lo spettacolo
                                    Teatrale-20anni di piccolo parallelo”

Apr/Magg 1997           “TUTTI I PESCI VENNERO A GALLA”            -Villa Pallavicini (MI)

Febbraio 1997             “Tra cielo e terra”(fotografie)           -Bar Fiore Milano-

Maggio 1996               “Pezzi Vecchi”                                    -Bar Fiore Milano-

Maggio 1994               “Sotto il pavè spiagge infinite” -Green Horse Pub Milano-

Marzo 1992                 “Sottosuolo, sottocutaneo, sott’acqua” –Studio Panigatti Milano-

Marzo 1991                 “Articolazioni”                          -Studio Panigatti Milano-

Ottobre 1990               “ESERCIZI DI STILE”                        -Tesi di pittura all’accademia bellearti
                                                                                                            Di Milano

Esiste un modo per cavalcare le nostre visioni e condurle là, al centro della radura, in quello spazio incontaminato dove i fantasmi della notte si quietano e svaporano, lasciando nell’aria mattutina solo lievi aliti di vento e trasparenti gocce di rugiada?
E se la porta è sbarrata che fare?
La domanda ci consegna alla nostra parte nascosta, affida al proprio io profondo la traversata verso quella zona sconosciuta, dove sono annullate le distanze e il tempo scorre diversamente. E’ lì, in questo mondo di un sogno senza sonno che gli artisti e gli uomini sensibili a volte approdano superando le barriere della logica e della geometria. In questa atmosfera rarefatta, ogni sicurezza vacilla; dove sono?, chi sono? Chi risponde alle mie domande? Sembra, e per molti lo è, una situazione terrificante, ma forse i mostri della notte non sono poi così cattivi per tutti.
Per alcuni avventurieri dello spirito (e Massimo Vasena è per me, che lo conosco da anni, uno di questi) lo smarrimento iniziale si trasforma in gioia, in una condizione di meraviglia che si diffonde nel corpo, nei sensi aperti ad abbracciare questa alba del mondo.
Massimo ama i suoi fantasmi con tenerezza, la radura in cui l’incontra è luminosa, le ombre si rivestono di colori morbidi, avvolgenti, sensuali.
E’ un paesaggio dell’anima che vibra, quasi tattile, materico e materno; ci si lascia avvolgere, si respira all’unisono senza chimere o vincoli.

Giugno 2004 Paola Oggioni