Marcello Picardi

marcello picardi

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la donna cannone La donna cannone
Il cielo in una stanza Il cielo in una stanza
caruso Caruso
due note Due note

Marcello Picardi, fotografo musicista e pittore

inizia a dipingere nel 1972.

Nel 1960 comincia lo studio della  musica  (sax ten. e sax basso). 

Nel 1969 collabora con quotidiani e agenzie in qualità

di fotoreporter e cronista sportivo.

Dal 1970 al 2003 ha svolto l'attività di fotografo professionista.      

Nel 1989 attua l'unione tra gli archi dell'orchestra da camera

e i fiati della Banda musicale dando vita

all'Orchestra filarmonica di Ancona.

Nel 1993 fonda l'Orchestra sinfonica delle Marche.

Attualmente vive e lavora ad Ancona.

Nell’epoca della comunicazione più sfrenata, dell’alta tecnologia, del web e dei telefonini ha ancora un senso la pittura? La risposta affermativa di Marcello Picardi è anche la chiave di lettura della sua ultratrentennale vita artistica. Con la sua anima, con il suo senso del mondo Picardi dà – e non è un gioco di parole – un senso al suo modo di esprimersi. I colori le linee i profumi e le sensazioni costituiscono l'immaginario mentale di questo pittore di origini siciliane che vive e lavora ad Ancona. I suoi personaggi dipinti sono frutto del suo bagaglio di ricordi che si intrecciano con il presente e il futuro; i suoi paesaggi rappresentano percorsi a volte conosciuti e amati, altre volte visti e non osservati. Tutto il suo fare pittura è una dichiarazione d'amore verso la vita: se potesse dipingerebbe anche il canto del gallo all'alba, tanto è forte in lui il desiderio di proseguire nei temi della famosa "Realisation" cara a Paul Cezanne. La pittura è per lui la via dell’essere l’immagine è ritmo, per lui (musicista di vecchia data) è musica. Ma è anche messaggio che vuole trasmettere emozioni. “Sta a chi osserva cogliere il senso dell’immagine: del resto il linguaggio dei segni, come quello dei suoni è antico quanto l’uomo.

L. Martino  (il resto del carlino)

Il mio tempo

Cerco di rappresentare con linee e colori il tempo che mi circonda, esso fa parte di me ed è costituito di memoria. Ogni volta che mi appresto a dipingere una superficie qualsiasi sono guidato dalle sensazioni di quel momento, che a loro volta attingono dal mio personale patrimonio di ricordi, anche quando si tratta di raffigurazione da modelli.

Il fatto di non avere committenti mi assicura una certa libertà nella impostazione del lavoro, che può così attingere da suggestioni anche molto diverse, dal puro riflettere ai regali del caso.

Ciclicamente mi trovo a rimeditare su dei lavori ultimati da tempo, riprendendo a lavorarci per curiosità, e pure alla ricerca di nuovi stimoli. Ciò che allora appariva ben delineato, con la rivisitazione si presta a nuove e diverse soluzioni, talvolta contrastanti: aggiungere, togliere, ammorbidire o rafforzare il segno, la forma, il colore. Il rapporto fra il tema originario e il soggetto cambia per sempre, e il dipinto diventa un piccolo percorso a tappe: l’ultima è visibile a tutti, mentre le precedenti, da cui essa è nata, restano nel mio tempo.

Accade pure, e mi fa sempre molto piacere, che il visitatore stesso esprima spontaneamente le sue sensazioni in merito a quello che ha osservato e su cui si è maggiormente soffermato: cosi facendo mi rende partecipe di alcuni frammenti del “suo” tempo e tutto ciò mi arricchisce.

Io non appartengo al tempo, ma se il mio lavoro risulterà efficace chiunque potrà accedere al mio.

M. Picardi

Ottobre  2008  Palazzo dei convegni  Jesi    “Immagini della mente”

……….Picardi non metteva insieme dei colori, non rappresentava banalmente uno scorcio panoramico ma proponeva un insieme di pensieri che rappresentavano l’introspezione della sua mente e i suoi sentimenti più profondi  “Io penso quindi esisto”.  Marcello, la tua non è una pittura muta, parla e dice quello che anch’io vorrei poter esprimere. Non riesco ed allora consentimi, da buon amico, un pizzico d’invidia che è la stessa che provo per chi sa scrivere, fare di musica e perché no, recitare; sono artisti puri e tu lo sei.

Gerardo  Fiorio