ho capito mi rivesto

titolo: ho capito mi rivesto
dimensioni 70x70
tecnica: acrilico su tela

chiamami ancora biondina poi vedi

titolo: chiamami ancora biondina poi vedi
dimensioni: 80x80
tecnica: acrilico su tela

sono sempre in ritardo

titolo: sono sempre in ritardo
dimensioni 70x50 
tecnica: acrilico su tela

che serata di merda

titolo: che serata di merda
dimensioni: 30x50
tecnica: acrilico su tela

Giovanni Rosazza

Nato a Torino nel 1961

diploma di Liceo Artistico conseguito a Biella

frequenta due anni la Facoltà di Architettura presso il Politecnico di Torino collaborando nel contempo con un importante studio di Architettura e Design e contestualmente espone in varie gallerie del Piemonte.

dal 1982 al 1987 mostre di pittura ed illustrazioni editoriali oltre ad alcuni lavori di grafica e restauro.

dal 1987 al 2001 dirigente presso una soc. di servizi.

Seppur in altro settore, in questo periodo ( 1987 / 2001 ) prosegue la propria attività di pittura ed illustrazione.

Dal 2001 collabora con gallerie d'arte Piemontesi ed espone in diverse zone d' Italia e all'estero.

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. recensione di Sandra Mirto - critico d'arte

Giovanni Rosazza, nasce in quel di Torino agli inizi degli anni 60, la sua passione per l'arte si manifesta prepotente già in giovane età, quando spinto dal sacro fuoco, indirizzò gli studi al liceo artistico, proseguendo poi con architettura presso il politecnico di Torino.

Successivamente ha lavorato presso un importante studio di design.

Giovanni ha quindi dalla sua parte una formazione di base di tutto rispetto, conosce la teoria dell'arte, l'ha fatta sua e l'ha trasfusa in concreto alla tela con risultati encomiabili, prediligendo la pittura acrilica.

Pitture di grande impatto emotivo, ogni opera di Giovanni è un racconto articolato e complesso,

pregno di sfaccettature, sfumature, dettagli.

Ogni quadro di Giovanni Rosazza è un microcosmo, la cura e la precisione che trasfonde dal pennello alla tela rende le sue pitture straordinarie, la sua è un'arte espressiva, loquace, quasi urlante, non si rimane indifferenti dinnanzi alle opere di questo straordinario artista contemporaneo.

Anche un occhio non esperto s'incanta innanzi alla ricchezza di dettagli, resta stupito della cura del particolare che si evince palpabile, si ha quasi voglia di sfiorar con mano per sentire sotto le dita la tela palpitante di vita.

Il rosso: accesso e vibrante, da calore, luce, anima quasi le opere di Giovanni.

Il giallo: solare, ardente, vivo, infonde vigore alle tele.

L'azzurro: radioso, folgorante, rubato all'ampiezza infinita del cielo per instillare all'occhio di chi si accinge ad ammirare le sue opere, tutta la vastità e l'estensione dell'anima che ha dato la genesi alle miriadi di pensieri e sensazioni pulsanti e vitali.

I colori urlati, rubati con ardore alla tavolozza del cosmo, fatti propri e infusi alla tela con ardore e passione.

Giovanni Rosazza ama dipingere, adora infondere anima nell'anima dei suoi dipinti, sa renderli vitali, sfacciati, dispettosi, sofferenti e reali, Giovanni dipinge la vita, ne coglie particolari attimi, e li trasporta mediati dal suo essere artista alla tela, immortalandoli per l'eternità, rendendo così momenti fuggevoli, perle senza tempo.

Le donne spesso sono soggetto delle opere di Giovanni, egli ne coglie le sfumature dell'anima,

le immette sulla tela ne "fotografa" gli aspetti interiori.

In "queste non vanno bene." un acrilico su tela, Giovanni ci sorprende piacevolmente, egli ha saputo con perizia cogliere e fermare le delicate e sensuali movenze femminee, la mano che delicata si accinge ad allacciare il sandalo, gesti apparentemente banali, resi straordinariamente speciali.

Giovanni Rosazza ancora ci stupisce in "basta!!!..." , l'artista che innegabilmente alberga in lui, afferra senza alcuna difficoltà, la grandiosità del dolore dell'anima, tutto concentrato in una posa dimessa e sofferente della donna che ha lasciato cadere sul pavimento l'anello, simbolo di un legame con una gioia che non le appartiene più, e nuovamente le mani, a simboleggiare una gestualità emotiva, più eloquente che mille pagine.

Dolore, sofferenza, tormento, tutto racchiuso in un istante che Giovanni ha saputo sapientemente cogliere e passare alla tela.

Giovanni Rosazza nelle sue opere racconta la vita, esperto ne coglie l'istante che sovrasta ragione e sentimento, coglie l'attimo da serbare nelle pieghe della memoria e lo serba in quell'immortalità che solo l'arte può.

Ogni dipinto di quest'artista ci parla, ci avvolge e ci coinvolge, ci trascina in esso, ci rende complici e partecipi, ci implica, ci rende protagonisti.

Un plauso a Giovanni, che ha saputo e sa come far prigionieri attimi e istanti, rendendoli immortali con la sua arte.

Sandra Mirto.