Francesco Serafini

francesco serafini

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Padmasambhava Padmasambhava
tramonto Tramonto
Nel nulla Nel nulla
alba Alba III

Biografia:

Francesco Serafini nasce a Perugia nel 1959 sotto la costellazione dello scorpione.

Dopo aver brillantemente frequentato il liceo classico, a ventitré anni si laurea a pieni voti in ingegneria chimica. Durante gli studi rimangono latenti la passione per i classici, l'archeologia, l'antropologia e l'esoterismo, pronti poi a fornire il substrato per la futura evoluzione artistica.

Dopo pochi anni di lavoro nell'industria chimica, nel 1988 lascia per sempre il lavoro da ingegnere e si dedica all'insegnamento.

Il suo maestro ideale è Salvador Dalì. Le scene quasi ermetiche del grande artista sono sempre state per Francesco un linguaggio vicino alla sua concezione dell'universo.

Nel 1995 conosce il maestro Zhao Ming Hua, medico agopuntore, grande maestro di antico lignaggio di arti marziali, di Taiji e di Qigong. La disciplina del Taiji risveglia in Francesco doti e capacità inaspettate. Dopo aver seguito per quindici anni il maestro Zhao, Francesco ora è maestro di Qigong. Questa disciplina è parte sostanziale della sua esistenza e si riflette in ogni sua opera pittorica.

Le opere di Francesco sono il risultato di un pensiero, di un'astrazione filosofica. Sono la messa su tela di un concetto già completo: << Ogni quadro che realizzo è già finito nella mia mente, è solo una questione di tecnica >>. Nell'arte trova la possibilità di esprimere una visione della realtà che è innanzitutto filosofica. Le grandi spirali nel cielo che sembrano di derivazione cubista, in realtà esprimono una visione della realtà che non ha una consistenza euclidea ma è un insieme di campi di materia-energia, che si inseriscono in uno spazio da loro stessi creati.

Le opere di Francesco rappresentano luoghi della mente. Sono la resa artistica di pensieri, di ragionamenti, di congetture e soprattutto della ricerca interiore della propria spiritualità. Le filosofie orientali insieme allo studio delle frontiere della fisica moderna tolgono certezze sulla consistenza del modello mentale del mondo materiale e, allo stesso tempo, ci forniscono la possibilità di abbracciare una visione più ampia dell'intero universo. La pratica del Qigong, del quale Francesco è maestro già da vari anni, ci mette in contatto con forme di energia non convenzionali e ci dà una prospettiva di più ampio respiro. Le forme geometriche si distorcono dando un'immagine che può sembrare post-cubista. Ma se si vuole dare una collocazione artistica alle opere, possiamo parlare di surrealismo e di metafisica. Dipingere è il risultato del bisogno di esprimere concetti. Per Francesco i colori e le forme possono esprimere una visione della realtà metafisica meglio di qualsiasi trattato. Le sensazioni che vuole suscitare nello spettatore derivano dal bisogno di comunicazione di un metamodello non convenzionale del cosmo. Chi vede una vivace fantasia nelle sue opere in realtà sta accedendo alla fantasia filosofica dell'artista.