Damiano Gulluni


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Donna sgogggiolata da Jackson - 1992

Carloforte - 2003

Carnevale

Il cagnolino di Carla Accardi - 1998

Damiano Gulluni è nato a Mammola il 19/09/1960, ha studiato al Liceo Artistico di Siderno e quindi al Politecnico di Torino, dove ha conseguito la laurea in Architettura; successivamente a Reggio Calabria ha conseguito l'abilitazione all'insegnamento di educazione artistica, disegno e storia dell'arte. Svolge l'attività di "architetto LSU" con la Regione Calabria presso il Comune di Mammola (RC), nonché di artista pittore.

Soggetti:

Composizioni astratte, informali, concettuali, op art.

Tecniche:

Tecnica mista, tempera e acrilico su cartoncino.

Esposizioni:

8.12.2002, Palazzo dei Congressi - Salsomaggiore Terme (PR), 26° Concorso Nazionale di Pittura e Grafica "Cristoforo Marzaroli" - Medaglia Terme di Salsomaggiore, Sezione Grafica;

Dall'11 al 22 Gennaio 2003, Galleria d'arte Modigliani, Milano - Nuova Figurazione Concettuale - Mostra antologica del Turismo;21.2.2003 - Award 2003,www.artmajeur.com/0/art-awards/artmajeur_art_award_2003_136.pdf;

Dal 06 agosto al 5 settembre 2004 - "Segni, colori, immagini: esposizioni, incontro, confronto" - Palazzo Comunale - Mammola (RC).


Critici:

Salvatore Perdicaro, Gianni Latronico, Carla Marino, Elena Scarfò, Paolo Gastaldo, Vilma Torselli.


Bibliografia:

L'elite, selezione Arte italiana 2003 - La Voce del Kellerana - L' Eco del Chiaro - Boè


Ho scritto recensioni per gli artisti:

Christophe Gulluni, Rinaldis, Latronico, Fazzari, Panetta, Biundo, Giovinazzo, Marino, Verderosa, Vicari.


Le opere di Damiano Gulluni scorrono sottili nella trama leggera di astrattismi geometrici fino ad evocare architetture e tracciati inconsapevoli di percorsi urbani definti da cromie intense solari e mediterranee. Un linguaggio moderno ed essenziale che potrebbe offrire stimoli al design e alla ' utilizzo di queste cromie nella creazione d' oggetti d' uso come: tessuti d' arredamento ,ceramiche per interni ,e decorazioni d' ambienti.

Le opere di Damiano Gulluni scorrono sottili nella trama leggera di astrattismi geometrici fino ad evocare architetture e tracciati inconsapevoli di percorsi urbani definti da cromie intense solari e mediterranee. Un linguaggio moderno ed essenziale che potrebbe offrire stimoli al design e alla ' utilizzo di queste cromie nella creazione d' oggetti d' uso come: tessuti d' arredamento ,ceramiche per interni ,e decorazioni d' ambienti.
Percorsi che anche altri architetti autorevolmente come Alessandro Mendini http://www.ateliermendini.it/cms e Gaetano Pesce, http://www.gaetanopesce.com/ hanno esplorato portando loro codici grafici e decorativi all' applicazione ed impiego negli oggetti d'uso, e nella decorazione d'interni.
Una metodologia interessante che discende come lezione dal Bauhaus è l'abbreviazione di Staatliches Bauhaus, una scuola di arte e architettura della Germania che operò dal 1919 al 1933. Fu la corrente più influente che costituiva quello che è conosciuto come modernismo in architettura.
La scuola fu fondata da Walter Gropius e Mendelson a Weimar nel 1919, dalla fusione della Scuola Granducale di Arti Plastiche e della Kunstgewerberschule. Gran parte dei contenuti dei laboratori fu venduta durante la seconda guerra mondiale.
Un apprezzamento quindi al lavoro di Damiano Gulluni ed un incoraggiamento a magari esplorare anche in quanto architetto, questi territori espressivi che possono agevolmente dilatarsi nella dimensione dall' arte applicata al design.

Paolo Gastaldo

L'architettura mentale di Damiano Gulluni

Rem tene, verba sequentur dicevano gli antichi Romani, per indicare che il germe dell'ispirazione è nella mente e che basta possedere l'idea, per eprimerla in un linguaggio visivo di linee, colori, forme, sulla tela o su cartoncino. Damiano Gulluni idee ne ha da vendere, non per nulla è passato dal disegno ornato a quello geometrico, dal figurativo al naturalistico, dall'espressionismo astratto all'informale concreto, con spontaneità e senza restrizioni. La sua sensibilità espressiva si manifesta nell'impeto visionario, nel segno tormentato, nel gesto ieratico, per la sua concezione dell'arte, come rischio, missione e scoperta di altre forme di vita, di altre vrità nascoste, di altri misteri, da svelare a tutti gli uomini.
La linea morbida, il segno geometrico, il rilievo architettonico fanno di Damiano Gulluni un artista poliedrico, con l'acquisita sapienza dei maestri classici, con l'abile inventiva dei pittori moderni e con la positiva prospettiva degli artisti contemporanei. In lui, la sinuosità della forma è pari soltanto alla consistenza del volume ed alla seduzione dell'immagine, in labirinti virtuali e figure attinenti al reale, ma con l'afflato delle fantasie poetiche, in una dimensione psichica di rilievi concavi e convessi. I colori brillanti si adeguano ai soggetti variopinti e luminosi, dal Carnevale di Rio alla Donna Fatale, dai Labirinti psichici al Volto di Cristo, dai Grattacieli di New York ai templi della Magna Grecia.
Lui ricorre all'architettura mentale, per trasferire in pittura antichi templi greci, planimetrie reali, fantastiche ed informali, inserirvi labirinti psichici, foreste amazzoniche, grattacieli elevati, carnevali brasiliani e gallerie con sfaccettati, variegati vetri cattedrale.
Passando all'action painting, in mezzo a colonne megalitiche di stalattiti e stalagmiti, lui incastra volti gialli di uomini martiri, donne sgoggiolate e bambini appena abbozzati, che appaiono e scompaiono tra segni svolazzanti, gesti concitati, visioni apocalittiche.
Il periodo blu del mare cobalto, cielo azzurro, delle reti celesti lo conduce all'arte concettuale, povera, minimalista del primo Gulluni, con esiti sorprendentemente nuovi, significati, attuali. Il suo dono esclusivo del'infinito viene espresso in segni sinuosi, forme suadenti, immagini affascinanti ed incantevoli come il canto delle sirene Scilla e Cariddi, la danza delle ore, delle ninfee e della vita.

Gianni Latronico