Alberto Besson

La pittura astratta non è certo un genere verso cui è facile avvicinarsi, e parlo anche a livello personale. Tuttavia, Alberto Besson non usa questo tipo di pittura per nascondere una povertà di contenuti e forza espressiva, al contrario, questo artista riesce ad instillare nelle sue opere la massima intensità emotiva, lasciando affiorare tutto un mondo fatto di forti emozioni, di luoghi meravigliosi, di poesia, d'umanità; ma anche di tormento, di annientamento dell'animo umano, causato dal suo stesso proprietario. Besson riesce a farci vedere oggetti e concetti pur senza mostrandoceli, interpretandoli col suo estro artistico e consegnandoci senza indugio o remore il risultato, che è straordinario. Se visiterete il suo sito, capirete meglio ciò che voglio dire

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Un leggero alito di vento

Colorado, 2007

Cina, i peschi di Suzhou, 2007

Abbadia Cerreto

Luce dell'India, 2007

Grecia, i mille fiori di Tessaglia, 2007

Argentina, il tango, 2007

Il cavaliere del tempo, 1990, acrilici su tela cm

Alberto Besson nasce a Crema, ove tuttora risiede.

Significativi riconoscimenti al Castello Sforzesco di Milano e alla Società Belle Arti di Torino lo incoraggiano a continuare, tra mille difficoltà, il proprio discorso artistico iniziato nel 1965.

Gli anni ‘70 sono di grande fervore creativo, favorito dalla frequentazione degli ambienti artistici milanesi dove allestisce tre personali. Altre personali a Brescia, Firenze, Ferrara, Varese, Bergamo, Reggio Emilia, Pisa e Monte Carlo. Terminato il servizio militare, si laurea in giurisprudenza presso la Statale di Milano.

Seguono anni di esperienze diversificate.

Dal 1980 partecipa a manifestazioni d’arte in Svizzera, Francia, Spagna, Lussembrugo, Svezia, Malta, Giappone, Stati Uniti, Canada.

Le sue opere sono presenti in Gallerie d'arte, Fondazioni e Musei.

Ha sempre ammirato l'arte priva di spazio prospettico delle culture primitive in cui massima è la semplificazione per rivelare l'essenza.

SI è così avvicinato al Matisse finale delle sagome ritagliate e delle carte incollate ed ai ritmi dinamici del Balla futurista.

E' convinto che l'arte debba superare l'idea della realtà alla quale è geneticamente legata e procedere verso una visione in equilibrio tra razionalità e creazione emotiva secondo i principi complementari della concezione taoista.

Il contenuto dell'opera va quindi attentamente bilanciato e armonizzato secondo le correnti di energia cosmica eliminando gli spazi che creano squilibri e impediscono al principio base di tutto l'universo, di fluire liberamente ed interagire con l'osservatore.