E’ fuori discussione che la vita sia un palcoscenico dove amore e noia magicamente si abbracciano, cullandosi senza fine; dove tutte le luci e le ombre che ognuno di noi positivamente coltiva nell’orto della propria esperienza vengono fuori lasciando la scia di perfide lumache dopo la pioggia.
L’esistenza (ma soprattutto la sopravvivenza) alla maniera di Charles Bukowsky è di nuovo al centro: con le ansie e le disavventure (vere o fasulle), l’alcool, le donne e la musica.
Non mancano però dei piccoli spunti intimi e passionali, dedicati agli affetti più vicini (come in questo caso) per i quali (sembrerebbe inutile a dirlo, ma è efficace) non si sarebbe ciò che si è….
In fondo siamo soltanto nani sulle spalle dei giganti.
Muzi Michele, nato ad Orvieto (TR) il 29 luglio 1977 e residente in Canale Nuovo di Orvieto (TR) Piazza Centauro, 5 è diplomato presso il Liceo Classico “F.A. Gualterio” di Orvieto e maestro di musica diplomato in fisarmonica classica presso il C.D.M.I. di Orvieto, magistralmente guidato dal M. Giancarlo Canestri e diplomato in teoria e solfeggio presso il conservatorio statale “Morlacchi” di Perugia.
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