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Pop Art - storia e considerazioni sull'Arte Popolare o "Arte del consumo"

La Pop Art, o Arte Popolare, (Popular Art) è certamente una delle forme d’arte più controverse, che ha scatenato dibattiti e infiammato gli animi di molti artisti e critici d’arte. Il termine è stato con tutta probabilità coniato da Lawrence Alloway (Londra, 1926 – New York, 2 gennaio 1990) critico inglese autore di molte recensioni e curatore, per diversi anni, del Solomon R. Guggenheim Museum (New York) luogo nel quale, neanche a dirlo, fece il suo meglio per promuovere tanti giovani artisti della Pop Art. La Pop Art espone una nozione d’arte abbastanza spiazzante, specie per coloro abituati ad un concetto piuttosto classico e convenzionale di arte, a tal punto che taluni nemmeno la considerano una forma d’arte e, al contrario, ne hanno un disprezzo assoluto. Richard Hamilton, pittore inglese nato a Londra il 24 febbraio del 1922, considera la pop art una forma d’arte transitoria, popolare, economica, spiritosa, sexy, giovane, e soprattutto capace di generare grossi introiti economici. Da non dimenticare, un particolare degno di nota: un’opera di Hamilton, un collage intitolato “Just What Is It Makes Today's Homes So Different, So Appealing?”, creato nel 1956 per la mostra “This is Tomorrow” dell'Independent Group presso l’Institute of Contemporary Art (ICA) di Londra, è considerato da diversi esperti d’arte e storici dell’epoca, la prima vera opera di Pop Art. Quindi possiamo ritenere che Richard Hamilton abbia tutto il diritto di definire questa forma d’arte.

Andy Warhol Marilyn

Esempio di opera di Pop Art: Andy Warhol: Marilyn

La Pop Art, ad ogni modo, trascendendo dai propri gusti personali, è di certo una delle più importanti correnti artistiche del dopoguerra. Compare in Gran Bretagna alla fine degli anni '50, ma si sviluppa soprattutto negli Stati Uniti d’America, sempre a partire dagli anni '50, estendendo ben presto la sua influenza su tutto il mondo occidentale.

campbell soup pop art

Campbell's soup 1 1968 Andy Warhol Kerry Stokes Collection, Perth
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc
Trademarks, Campbell Soup Company. All rights reserved.



Quest'arte arriva al punto estremo di sostituire un’immagine creata a somiglianza dell'oggetto, come avviene appunto nelle classiche forme d’arte, con l'oggetto vero e proprio, e ponendo l’accento sulla dimensione grottesca della realtà americana dove la prepotenza martellante dei mass media annienta ogni giudizio libero ed autonomo del singolo individuo. Detto questo, si comprende ben presto come la Pop Art, sebbene possa all’inizio sembrare il contrario, non sia affatto una forma d’arte semplicistica o povera di contenuti profondi, al contrario, la Pop Art, pur facendo uso alle volte di immagini umoristiche o popolari, esprime in realtà tutto il dramma dell’uomo moderno, oramai disumanizzato e vittima della sempre più pressante ed incalzante tecnologia. Quest’arte fa un uso abbondante e oculato delle forme più popolari di comunicazione: fumetti, pubblicità, scatolette alimentari, attrici o attori famosi e tutto ciò che sia alla portata e conoscenza dell’uomo dei nostri tempi. Si ritiene che la Pop Art si ispiri o si sia almeno all’inizio ispirata al Neoplasticismo, al Dadaismo e al Suprematismo. La Pop Art è “L’arte degli hamburger” e questo non è inteso affatto in senso dispregiativo. La Pop Art va a fondo in tutti i contrasti e contraddizioni della nostra moderna e perversa società, e per far questo necessita per forza di immagini reali, vive, vicine all’essere umano, alla sua quotidianità. Questo non sminuisce affatto il valore artistico di questa arte, poiché, se l’arte non riesce a stare vicino alle persone, a far sì che da loro sia considerata viva, reale, allora quest’arte non raggiunge il suo scopo, e rimane un qualcosa di sterile, freddo, astratto, incomprensibile e lontano. Ovviamente, sta poi al bravo artista, alla sua tecnica, al suo estro, trasformare l’immagine di una banale scatoletta di carne in gelatina in una vera opera d’arte capace di attirare l’attenzione e suscitare l’interesse dell “Uomo della strada” perché proprio per lui è concepita questa straordinaria forma d’arte. La Pop Art si rovescia nella nostra banale quotidianità, irrompe nel nostro grigio mondo, ribalta tutte le nostre convenzioni, e fa riflettere col suo stile semplice ma forte e deciso come una lama di coltello nella carne viva. Certo la Pop Art non è solo questo, alle volte è anche semplice e puro umorismo e spensieratezza, una piccola dose di buon umore e allegria, dipende dall' artista, ma di questo ognuno avrà la sua opinione personale, come ogni opera potrà suscitare le più disparate emozioni in ognuno di noi.

 

Gli artisti della Pop Art, seppur con tutte le sfumature diverse possibili, ritraggono immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del cinema e della televisione, oppure anche da alcune riviste a carattere popolare, immagini di cartelloni pubblicitari, insegne, foto di giornali e così via. La pop art si presta bene è dà il suo meglio sia con la pittura che con la scultura.

Andy Warhol (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987) è di sicuro uno dei più famosi esponenti della Pop art.

Altri rappresentanti di questo movimento artistico sono : Richard Artschwager, Peter Blake, Allan D'Arcangelo, Mario Schifano, Franco Angeli, David Hockney, Robert Indiana, Frank Stella, Wayne Thiebaud, Gianni Bertini, George Segal, Concetto Pozzati, Domenico Gnoli, Lucio Del Pezzo, Piero Manzoni, Mel Ramos, Red Grooms, Robert Rauschenberg.

Andrea Mucciolo

 

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