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L'uso delle maiuscole e delle minuscole - grammatica italiana

Quando usare le maiuscole

A cura di Cinzia D'Antonio

 

 

 

Vai all'indice della grammatica italiana

 

L’uso delle maiuscole e delle minuscole: la calligrafia è un’arte, lo sapevano bene i maestri giapponesi e i nostri copisti medievali, questo per dire che ogni piccolo particolare stilistico va trattato con cura, come nell’ortografia italiana. Per questo motivo bisogna essere oculati nell’utilizzo delle maiuscole, di modo che leggere una pagina scritta è come trovarsi di fronte ad un bel quadro dipinto nel rispetto delle proporzioni.


Secondo l’ortografia italiana le maiuscole vanno usate:

a) all’inizio di un periodo o dopo un segno di punteggiatura forte, cioè dopo il punto fermo, il punto esclamativo e il punto interrogativo. Dopo i puntini di sospensione qualora la frase precedente sia conclusa. Dopo i due punti solo se segue un discorso diretto - Allora Pietro domandò: “Domani andiamo alla mostra di Mirò?”;

 

b) con i nomi propri. In certi casi alcuni nomi comuni vengono promossi a nomi propri, quando, per esempio, si riferiscono ai simboli o agli oggetti di culto, come “la Fede”, “la Croce”.


Sono scritti con la maiuscola oltre i nomi propri di persona e di animali, i cognomi, i soprannomi (il Magnifico, il Guercino, il Delfino) e gli appellativi antonomastici (il Caravaggio, il Savonarola, il Certaldese). L’appellativo che accompagna un antroponimo solitamente si scrive con la minuscola (l’avvocato Rossi, santa Teresa, il cardinal Poletti), tranne nei casi in cui l’appellativo fa le veci del nome proprio, allora si usa la cosiddetta “maiuscola reverenziale” (l’Avvocato, Il Giudice, il Profeta).


I nomi dei luoghi geografici: i nomi delle città, Firenze, Napoli, Roma; i nomi dei fiumi, Po, Tevere, Arno; i nomi dei monti, Pirenei, Alpi. Nei toponimi accompagnati da un nome comune, il nome comune può essere scritto sia in maiuscolo che in minuscolo: monte o Monte Bianco, corso o Corso Trieste; l’odonimo vero e proprio richiede sempre la maiuscola: via del Governo Vecchio, piazza Esedra.


I nomi dei corpi celesti: Saturno, Giove, Mercurio, Vega, Sirio; il sole, la luna e la terra, hanno la lettera minuscola, tranne nel loro utilizzo scientifico: «la Terra è l’unico pianeta abitabile del sistema solare per l’essere umano», «intorno al Sole ruotano i pianeti», mentre «il sole tramontava dietro i monti».


I nomi delle festività religiose e civili: Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, il Primo Maggio.


I nomi delle associazioni, degli enti, delle istituzioni,dei partiti politici: La Croce Rossa, lo Stato, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l’Università degli Studi di Roma la Sapienza, la Corte dei conti, la Regione Lazio, il Partito Democratico; mentre, i nomi come stato, scuola, regione, università, repubblica, chiesa etc. sono scritti con la lettera minuscola quando sono usate in modo generico e non come nomi propri. Quindi la maiuscola va utilizzata solo nei casi in cui i nomi indicano effettivamente un’istituzione.


I punti cardinali, est, ovest, nord, sud, occidente e oriente vanno scritti con la lettera minuscola, mentre si utilizza la maiuscola solo nei casi in cui indicano delle precise aree geopolitiche: Il Nord Italia, l’Oriente, etc.


I nomi di secoli, di periodi, di avvenimenti storici importanti e di movimenti culturali si scrivono sempre con la maiuscola: il Quattrocento, il Seicento, il Rinascimento, la Resistenza, le Guerre Mondiali, l’Esistenzialismo, il Cubismo, etc. in modo che il lettore comprenda subito di cosa si stia trattando, perché si intende parlare di un qualcosa di unico e di specifico avvenuto in una determinata epoca storica.


I nomi di popoli e di etnie di norma si scrivono in minuscolo: gli italiani, i francesi, i siculi, i greci, poiché sono dei sostantivi derivanti da un nome geografico, ovvero indicano gli abitanti di un certo territorio, ma si può trovare la maiuscola per distinguere un popolo antico da un popolo moderno «gli antichi Greci e i greci di oggi».