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L'uso della virgola e delle virgole - grammatica italiana

A cura di Cinzia D'Antonio

 

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La virgola ( , )




la virgola indica una pausa breve. È il segno di uso più comune e articolato. Si usa nei seguenti casi:

a) Nelle enumerazioni, nelle descrizioni e nelle frasi coordinate per asindeto, cioè senza l’uso della congiunzione correlativa e; mentre nelle serie collegate mediante sindesi, ossia unità sintattiche separate da una congiunzione coordinativa e, , o, ma, ecc., la virgola in genere manca, soprattutto se si tratta di elementi all’interno della stessa frase.

Nelle enumerazioni prima di eccetera e dell’abbreviazione ecc. la virgola può esserci (caso più comune) oppure no.

b) Negli incisi di qualsiasi tipo. La tipologia può essere varia: la virgola contrassegna il semplice inciso costituito da una congiunzione, «Guarda che panorama, però, una vista mozzafiato»; oppure può isolare strutture complesse «l’epoca storica, quella italiana dei primi del novecento, è stata segnata da fatti rilevanti…».

c) Prima di un’apposizione: «il Prof. Fortini si era recato in vacanza al lido di Ostia, località balneare del Lazio»; prima e dopo un’apposizione situata al centro di una frase: «Valentina è partita con il primo treno per Milano, sua città natale, dalla quale mancava da tre anni».

La virgola, di norma, non va usata all’interno di blocchi unitari di parole, per esempio tra il soggetto e il predicato, tra il sostantivo e l’aggettivo. Tuttavia, questa regola viene meno, quando si vuole mettere in evidenza uno o più elementi di un sintagma, invertendo l’ordine sintattico abituale delle parole. Per esempio: «camminava, Antonio, senza ombrello, sotto la pioggia», la virgola tra il predicato e il soggetto è richiesta dall’inversione; prolessi dell’oggetto «Dài retta al Saggio, Fabio quel testo, leggilo subito», in questo caso si ha una prolessi dell’oggetto, seguito da una virgola, che viene ripreso nella frase successiva col pronome lo.

d) Prima e anche dopo un vocativo assoluto: «Paolo, muoviti!»; «Ricordati, caro Lucio, di fare gli auguri alla zia».

e) Per separare una proposizione da una coordinata introdotta dalle congiunzioni ma, tuttavia, però, anzi: «oggi il cielo è nuvolo, ma non piove».

f) Per separare da una proposizione principale una frase subordinata introdotta da anche se, per quanto, poiché, benché, giacché, sebbene, quando, mentre, se (con valore ipotetico): «ti ho comprato un maglione nuovo, anche se non ne avevi bisogno». La virgola non deve essere usata tra proposizione principale e proposizione soggettiva, oggettiva o interrogativa indiretta, mentre con le subordinate relative, in taluni casi, la virgola svolge una funzione distintiva e la sua presenza o assenza modifica il senso di una frase: «I giovani che non lo conoscevano sono rimasti sorpresi dalle sue doti affabulatorie» ( = non tutti i giovani, ma solo quelli che non lo conoscevano); «I giovani, che non lo conoscevano, sono rimasti sorpresi dalle sue doti affabulatorie» ( = nessuno dei giovani presenti lo conosceva).

 

Il punto e virgola ( ; )

 

indica una pausa più lunga della virgola e più breve del punto. Generalmente si usa in alternativa al punto per separare due preposizioni coordinate complesse collegate da una continuità di contenuto; in alternativa alla virgola, per non generare equivoci, nelle enumerazioni o nelle elencazioni, quando i singoli elementi sono seguiti da un’apposizione o da un’espansione più o meno lunga.