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Sintassi del periodo - grammatica italiana

A cura di Cinzia D'Antonio

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Sintassi del periodo: o della frase complessa, studia le relazioni tra due o più proposizioni di una struttura comunicativa orale e scritta. Innanzitutto bisogna dire qual è la differenza tra frase semplice e frase complessa. La frase semplice o proposizione è l’unità minima di comunicazione di senso compiuto. La frase per essere dotata di senso compiuto deve avere un predicato, nella forma di un verbo di modo finito, accompagnato da un soggetto, quando la frase non è impersonale (per empio «nevica»). Una frase semplice può essere: «il gatto miagola». Mentre avremo una frase complessa quando in un’unità di comunicazione troviamo più predicati: «se vede entrare un estraneo nell’appartamento, il mio cane abbai, perchè non lo conosce». Quindi un insieme di frasi correlate tra loro da vari tipi di relazione, che analizzeremo nello specifico più avanti, andranno a creare una frase complessa o periodo.
Un periodo è sempre strutturato da una proposizione principale o reggente, cui sono collegate altre proposizioni. Tale collegamento può avvenire in diversi modi: per coordinazione o paratassi, per subordinazione o ipotassi e per giustapposizione o asindeto.

 

 



Per coordinazione (o paratassi) quando le proposizioni, collegate tramite congiunzione coordinativa, mantengono la propria autonomia sintattica e semantica, cioè ciascuna frase è grammaticalmente compiuta e dotata di senso. Perchè si abbia coordinazione tra due proposizioni è necessario che ci siano due predicati distinti, se la congiunzione coordinativa lega due soggetti o due complementi avremo una sola proposizione. Esempi di proposizioni coordinate: «Lucia magia i biscotti e ascolta la radio» (coordinazione di proposizioni principali); «Chiunque guida in stato di ebbrezza, ovvero ha bevuto alcolici prima di mettersi al volante, è punito dalla legge» (coordinazione di proposizioni dipendenti).


Per subordinazione (o ipotassi) quando le proposizioni, collegate mediante congiunzione subordinativa, istaurano un rapporto gerarchico: una, la proposizione principale, è autonoma; l’altra o le altre proposizioni, dette secondarie, rette o subordinate, dipendono da essa, sia semanticamente sia grammaticalmente, in quanto da sole sarebbero incomplete. Esempio: «Luigi studia algebra (proposizione principale), perchè domani svolgerà il compito in classe (proposizione subordinata)». Nell’ordine una reggente può anche seguire una proposizione retta e una proposizione secondaria a sua volta può reggerne un’altra e quest’ultima una terza, ecc., l’importante è che il periodo risulti sempre chiaro.
La successione tra principale e secondaria può non essere lineare, prima che una proposizione coordinata o subordinata si concluda, può inserirsi un’altra proposizione dipendente, oppure la reggente può anche seguire una proposizione retta.


Per giustapposizione (o asindeto) quando le proposizioni sono collegate tra loro senza alcun legame formale, mantenendo ciascuna la propria autonomia semantica e funzionale, cioè la connessione sintattica tra proposizioni non si avvale di congiunzioni coordinative o subordinative (il confine di una frase è segnato in genere da un segno di interpunzione, come la virgola o il punto e virgola). Esempi molto frequenti, di questo tipo di costrutto, si possono trovare nella prosa letteraria del novecento.