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Come diventare scrittori oggi, di Andrea Mucciolo
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A cura di Cinzia D'Antonio
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L’uso della “d” eufonica: nella lingua italiana parlata e scritta si utilizza la “d” eufonica davanti a vocale (ad esempio, ed essere, ed avere, etc.) per ovviare ad un incontro sequenziale di due vocali che risulterebbe sgradevole alla pronuncia. Infatti, l’aggiunta finale (epítesi) della “d” avviene quando la preposizione “a” e le congiunzioni “e, o” precedono una parola che comincia per vocale. Ai giorni nostri, tuttavia, è preferibile l’utilizzo della d eufonica solo quando si ha l’incontro della stessa vocale (ed emanava, ad ascoltare, ecc.). Non essendoci una regola ferrea che determini l’utilizzo della d eufonica, è buona norma dell’autore valutarne l’uso in ogni singolo caso, di modo che la lettura del testo produca un suono armonico, quindi è da evitare rigorosamente la cacofonia (come “ed editore”, è corretto invece scrivere “e editore”).
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