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Ciao a tutti, sono Migi e voglio raccontarvi il mio viaggio in giro per alcuni Stati dell’Europa. Una scelta diversa dai classici viaggi in aereo, con una sola destinazione. Un’esperienza unica e sicuramente ripetibile, anche se un viaggio certamente stancante!
Ma soprattutto, come sempre, voglio aggiungere, al mio racconto, consigli utili ed informazioni preziose, che solo vivendo si possono dare. Nella speranza di non annoiare!
Mi spiego. Un viaggio in macchina, partenza Roma, prima tappa Innsbruck, seconda tappa Monaco di Baviera, terza tappa Parigi, quarta tappa Nizza, rientro a Roma.
Allora, vi ho allettati? Seguitemi in questa “spedizione” da veri pionieri!!!
Come ho premesso, l’itinerario è stato impegnativo, ma, distribuendo bene il percorso, ne rimane il meglio di questa fantastica esperienza!
Il mio primo consiglio è partire con una macchina che possa reggere quasi 4000 km di percorrenza, altrimenti andreste incontro ad una vera mission impossible!
Devo affermare che google mappe è stato molto utile per calcolare tempi e distanze del tragitto, nonché la strada migliore da percorrere. Davvero una manna dal cielo!
Sono partita da Roma di lunedì mattina prestissimo; nonostante fosse Agosto, ho evitato le interminabili code sull’autostrada, e via, direzione Firenze! E’ stato bello constatare che tutti andavano verso sud, solo in pochi verso nord, ma non mi sono fatta domande, ho solo goduto della fortuna del tempismo!
Durante il percorso mi sono fermata solo per colazione e pranzo e per sgranchire un po’ le gambe, e sono finalmente giunta al passo del Brennero, al confine tra l’Italia e l’Austria.

Ragazzi, fate attenzione, perché paese che vai, usanze che trovi! In Austria c’è un modo diverso di pagare l’autostrada, si chiama “Vignette”, è un talloncino adesivo che va incollato, a vista, sul parabrezza, pena una multa. Vi avviso che è acquistabile solo appena passato il confine. E’ perfettamente inutile incominciare a fermarsi ad ogni stazione di servizio precedente. In Italia non viene venduto perché, almeno io penso, è una tassa austriaca, e come tale va versata solo lì. Ma non vi preoccupate, perché il luogo in cui si vende è ben segnalato. Questa vignetta non copre le distanze, come in Italia, ma il tempo…ha scadenze temporali di minimo una settimana (7,70 €) o più!
Si arriva ad Innsbruck (prima tappa) in meno di 10 ore. Ragazzi, è bellissima!!!! Certo, dicono sia il massimo in inverno, ha delle piste rinomate ed è super attrezzata per il turismo invernale, ma anche d’estate ha il suo fascino. Sono stata benissimo in questa città quasi fiabesca! Guardate le foto! E’ un cumulo di case, tutte strette tra loro, con palazzi dipinti da affreschi sulle facciate, dei trompe d’oeil, con colori caldi, come immersa in un fossato! E’ circondata dalle montagne ed attraversata dal fiume Inn, da me ribattezzato il fiume bianco! Le stradine sono, per lo più, strette e tutte in salita e discesa! Una cosa mi ha colpito, usano molto andare in bici, nonostante la fatica di salite improponibili pure a piedi!!! Ma magari sono io la pigrona! Qui non c’è tantissimo da vedere, è una città piccola ed io l’ho visitata abbastanza bene in due giorni, ovviamente rimanendo prevalentemente nel centro. Ma, dopo aver concluso la mia vacanza, una volta rientrata a Roma e tirate le somme del viaggio, sono arrivata alla conclusione che mi sarebbe piaciuto rimanere lì più giorni, perché, a parte la bellezza naturale, è un luogo che rilassa, fa sognare, quasi mi aspettavo che qualche gnomo facesse la sua grande apparizione, mi sembrava che l’acqua del fiume fosse il dorso di un drago bianco, impetuoso! Volevo diventare piccola, ripararmi in una di quelle casette, mi sentivo Heidi tra le montagne!!!

Ho dimenticato di premettere che avevo prenotato gli alberghi di tutte le tappe, non sono partita completamente all’avventura, anzi…era tutto calcolato nei minimi dettagli! Già da casa avevo deciso dove sarei stata, cosa avrei visitato e per quanto tempo. Sono riuscita a calcolare la mia spesa finale, almeno a grandi linee, perché avevo prenotato tutto il prenotabile da internet.
La seconda tappa è stata Monaco di Baviera, in Germania. Ci sono arrivata in pochissime ore, è molto vicina ad Innsbruck. Vi do una bella notizia: l’autostrada in Germania non si paga! Non solo, ma la strada è pure ben fatta! Ma questa è un’altra storia! Monaco di Baviera è già più conosciuta della tappa precedente. Anche questa città è molto bella, mi è piaciuta un sacco! Ma è mooolto più grande della prima. Indubbiamente. Qui ci sono tanti posti da visitare e girare in città è facile, grazie ad un ottimo servizio di mezzi di trasporto pubblici.
Un consiglio importantissimo: usate la macchina solo per muovervi da una città all’altra; una volta arrivati a destinazione, dimenticatevi di avere un mezzo proprio. E questo per vari motivi: innanzitutto perché sennò vi smarrireste facilmente e perdereste tempo prezioso, in secondo luogo perché il meglio da visitare è sempre in centro città e in questi luoghi i parcheggi sono onerosi, oltre che a breve sosta. I mezzi pubblici sono il meglio che vi posso consigliare. Anzi, vi dirò di più, quando prenotate gli alberghi, accertatevi che abbiano i propri parcheggi, (anche se ciò non è sempre possibile!), vi risparmiereste molte noie! Anche perché, come ho sempre consigliato anche in precedenza, prenotate l’albergo assolutamente il più vicino possibile al centro città o almeno vicino a stazioni della metropolitana. E’ vero che vi verrà a costare un po’ di più, ma se non avete settimane e settimane di ferie, è il modo più efficace per godersi il più possibile di un luogo in poco tempo. Anche a Monaco sono stata pochi giorni, sufficienti per apprezzare la città, per godersi strade grandi, piene di negozi, affollate di gente, per fermarsi nella piazza principale, Marienplatz, insieme a centinaia di persone, per vedere la famosa torre dell’orologio, con le statue che si muovono a mezzogiorno! Ho visto la statua della Madonna tutta in oro, sul cucuzzolo di una colonna stretta e lunghissima. Sono andata nella famosissima birreria HofBraühaus dove Hitler tenne il comizio giovanile, dove si riuniva con i suoi e, tra un boccale ed un altro di birra, prendeva le sue terribili decisioni! Dovete assolutamente andarci! E’ un delirio di gente! Non si può capire se non lo si vive! Una folla chiassosa, inebriata dai forti odori di un Paese speziato, un caos organizzato e previsto nel dettaglio, tintinnii incessanti di boccali pieni di euforia e voglia di sentirsi, almeno per una sera, parte di una storia, tra balli e musiche passate, senza le preoccupazioni di un tempo temporalesco! E detto fatto, all’uscita mi aspettava una pioggia fredda ed incessante, a quanto pare tipica della stagione!
Neppure il tempo di nausearsi di questi odori e sapori decisi, da uomini duri, ché ho dovuto rimettermi in macchina: destinazione Paris!!!La tappa più bramata, ma anche la più “deludente”, a conti fatti! Vi racconto, così capite.
Ho fortemente voluto andare a Parigi! Non si può dire di voler visitare il mondo senza passare da questa grandiosa città! Il pensiero di poterci finalmente andare era imperante, tutti i miei giorni precedenti erano, per me, solo una cornice attorno ad un quadro famoso, che avrei potuto ammirare presto, con la calma di cinque giorni maturi! Pochi, mi ripetevo, troppo pochi per poter godere della cultura e dello splendore di Parigi! Finalmente avrei potuto vedere dal vivo la Tour Eiffel, passeggiare in Champs-Élysées, parlare in francese, assaporare le baguettes, respirare il Louvre…ero troppo curiosa di vedere come si viveva lì! E forse è questo che mi ha deluso. Ho caricato di troppi significati e di troppi sogni una città che alla fine è una città! La gente corre, va di fretta, va a lavorare anche lì; c’è traffico ovunque; la metro odora di tutti i colori, di tutte le abitudini; piove anche lì, e pure tanto; qualsiasi cosa tu voglia visitare si paga; si fanno code lunghe ore solo per poter salire migliaia di scalini a piedi, per dare un’occhiata dall’alto ad una città che da lì non ha più nulla di speciale e riscendere in un attimo; la vita è cara, la gente non riesce sempre a vivere bene, si respira povertà in ogni angolo; anche i commercianti francesi truffano il turista, ho pagato 15 euro per due caffè e due brioches in un bar vicino al Louvre, con uno scontrino che segnava quattro prezzi diversi per un paio di prodotti uguali; c’è delinquenza e a proposito ho da raccontare un paio di aneddoti poco divertenti! Appena arrivata in albergo, parcheggiai la macchina vicino, ma già con una rapida occhiata mi accorsi che il quartiere non doveva essere dei più sicuri! Infatti, neppure dopo qualche metro dalla macchina, mi voltai un secondo, e notai due uomini che, passandoci accanto, erano stati attirati da qualcosa, perché erano lì che sbirciavano all’interno, con tutta la non chalance che potevano! Inutile dirvi che la macchina l’ho dovuta mettere in un garage lontano dieci minuti a piedi dall’albergo, per tutto il periodo di permanenza…non avrei mai voluto trovarmi nella condizione di dovermi preoccupare del ritorno a casa senza la mia adorata voiture e rovinarmi il resto della vacanza. Il secondo aneddoto risale ad una serata, in tarda ora, nella quale ero “comodamente” sdraiata sul letto cercando di massaggiarmi i piedi gonfi di una giornata di cammino, quando sentii una serie di urla e tonfi provenire dalla strada. Non vi dico altro, solo che quella sera mi addormentai con una preghiera nel cuore…
Sono stata anche a Eurodisneyland, il sogno della mia vita! Io sono un’appassionata di cartoni animati e nella mia collezione di dvd vanto tutti i classici di Walt Disney e non solo! Devo dire, invece, che mi ha deluso…è indubbiamente bellissimo vedere Biancaneve o Peter Pan camminare accanto a te, la sfilata è stata eccitantissima per me, li guardavo estasiata come un bambino guarda le caramelle in una vetrina! Per il resto, però parliamo di un parco (uno dei più cari! Ben 60 euro!) incentrato più che altro sui bambini, stracolmo di negozi con una valanga di gadgets di tutti i tipi a prezzi improponibili. Ma questo è stato un errore mio, credevo fosse un parco simile a Gardaland, con in più i personaggi che giravano tra i turisti, e invece…
Inutile che vi racconti dei musei, è risaputo che Parigi sia una città culturale, ricca delle più famose opere d’arte del mondo. Ammirate le foto del Louvre dall’esterno, è tutto dire!
Il cibo…devo premettere che io sono una buongustaia. La cucina italiana è imbattibile! In Francia si usano molte spezie…ecco, le cose che mi hanno fatto impazzire sono state le baguettes, il pain au chocolat e le goffres. A Parigi ci sono dei forni che si affacciano direttamente sulla strada, e di mattina presto sfornano prelibatezze, molto gradite dalla gente del posto. Bastava che tardassi di una mezz’oretta, che tutte le cose più buone erano finite.
Un consiglio. Girate in metro e appena arrivati prendetevi l’intero carnet dei biglietti (10 biglietti 11€ circa). E poi camminate! I palazzi che si vedono in questa città sono unici. Devo dirlo. Sono rimasta delusa di alcuni aspetti di Parigi, ma rimane un sogno! E’ bellissima!!! Non posso descrivervi a parole le sensazioni che ho provato la prima sera, tutta infreddolita e imbacuccata, con la mia crệpe salata tra le mani, immersa in una folla di curiosi, sulla terrazza del Trocadero, aspettavo non so cosa, di fronte la Tour Eiffel tutta blu con in mezzo le stelle gialle dell’unione europea, uno spettacolo che già mi appagava. Quando, all’improvviso, la torre si accende! Milioni di lampadine si alternavano tra loro in una danza che ci lasciava a bocca aperta! Ed io ero lì, estasiata e innamorata, felice di aver voluto così fortemente Parigi!
Avrei un’infinità di cose da raccontare su questa città, la conciergerie, il Louvre, Notre Dame de Paris, gli inquietanti gargoyles, opere d’arte in piena strada, il teatro dell’opera (sublime), il Moulin Rouge e Pigalle il quartiere a luci rosse, le Sacrè Coeur e la sua interminabile scalata per raggiungerlo, la Senna, il piacere di sedersi in uno Starbuks per gustarsi un cappuccino aromatizzato caldo, la piazza degli artisti e tanto altro ancora, ma ci vorrebbe un racconto separato solo per Parigi e il mio viaggio non è finito qui…quarta ed ultima tappa, prima del rientro, Nizza, ma per la precisione Antibes! Partiamo. Direzione costa azzurra!!!
Ah! Ho dimenticato di parlarvi dell’autostrada francese. Tasto dolente! Non solo costa di più di quella italiana, che potrebbe essere quasi irrilevante. Il problema è che sembra che ci si fermi ogni mezz’ora per il pagamento. Mi spiego. Noi siamo abituati ad entrare in autostrada, prelevare il biglietto d’entrata dal casello e pagare una sola volta, all’uscita, qualsiasi essa sia, il prezzo della distanza che abbiamo percorso. Lì no! Non ho ancora capito il perché. E il problema non è stato tanto da Parigi a Nizza, quanto da Monaco di Baviera a Parigi. Un incubo! Per non parlare della costa azzurra che fa conto a sé! Ci sono caselli ogni cinque minuti!
Ancora un dettaglio. Le autostrade francesi non accettano, come mezzo di pagamento, né bancoposta (e ci può stare), né postepay! Prima di avventurarvi nella corsia delle sole carte di credito, accertatevi di poterne uscire illesi! Parlo per esperienza personale!!!
Costa azzurra!!! Stupenda, ma per niente azzurra! Eheheh! Abbiamo mari più belli in Italia. Decisamente tappa più apprezzata della vacanza! Ho avuto una fortuna sfacciata nell’organizzare il percorso (anche se devo dare onore e gloria alla persona che ha vissuto con me questa magnifica esperienza). Una volta a Roma avrei cambiato poco del giro. Certamente avrei aumentato di almeno un giorno la permanenza in Austria e a Nizza, ma rifarei tutto esattamente come l’ho vissuto! Dopo giorni di cammini interminabili, di freddo e di pioggia, prima del rientro alla realtà romana, ho goduto del sole, del mare, della pace e dell’assoluto riposo di Antibes. La mattina, sudoku sotto il braccio, telo da mare nell’altro, sguazzavo nell’acqua e sulla sabbia. Mi ricaricavo al sole come superman! Il pomeriggio siesta! La sera ho visitato Cannes, Nizza e Montecarlo. Una favola! A Cannes ho fatto un giro per il paese, prevalentemente sul lungomare, ho riconosciuto posti che vediamo in tv ogni anno ed ho mangiato una mezza pizza! Non per altro, ma in quella pizzeria, famosa e colma di gente, si usava servire metà pizza. Cosa molto simpatica!
Nizza è…vivace, oltre che incantevole. E’ piena di colori e di hotel prestigiosissimi. La piazza è magnifica e la fontana è molto spiritosa, a sorpresa si alza uno spruzzo di acqua di qualche metro. Ho potuto gustare anche della presenza di un mercatino caratteristico molto grazioso.
Principato di Monaco? Ho finito gli aggettivi superlativi per le altre città. Per questa non mi rimane che riutilizzarle tutte. Insieme! E’ curata in ogni minimo dettaglio, ci sono yatch dappertutto, c’è persino un giardino zen sul lungomare. Inutile dirvi che ho dovuto fare lo stesso percorso dei piloti di formula uno! Ci sono dei grattacieli enormi! Insomma, si respira aria di abbondanza in ogni angolo.
Il cibo…asserisco ancora, sempre più convinta, che la cucina italiana è la migliore, oltre quella giapponese!! Vi racconto un aneddoto. Dopo giorni di astinenza da buon cibo, tra i wurstel e crauti tedeschi e crêpes e schifezze varie parigine, leggo, passeggiando tra i ristorantini sulla costa, “linguine allo scoglio”!
Non potete capire! Con la noncuranza tipica di una donna incinta (ed io non lo ero di certo) ho voluto fortemente quel piatto, “costi quel che costi!”, memore del fatto che provengo da una regione, la Puglia, dove questo è forse il piatto più succulento. Poi, dico tra me e me, siamo in un posto di mare, dicono tutti che la cucina francese è buonissima, mi leccherò i baffi stasera! Non ho tenuto conto del fatto che ho un istinto di banana lessa! Il cameriere, nel momento delle ordinazioni, ha capito che eravamo italiani (lui era francese) e ci ha chiesto da dove provenissimo…”Puglia? Ah! Conosco! Eh, ma mi sa che lo cucinate meglio voi questo piatto!”. Avrei dovuto capire tante cose, ma le voglie son voglie e una banana è sempre una banana! Vi dico solo che era una specie di pasta al pesto, annegata nel prezzemolo tritato ed olio, con l’aggiunta dei frutti di mare, da qualche parte! C’est horrible! Non ho chiuso occhio la notte.
Il mio viaggio finisce qui, ma prima di salutarvi voglio donarmi il mio ultimo consiglio. Prima di partire, se volete impiegare bene i vostri soldi e volete destinarli a qualcosa di più utile, vi consiglio di fare una spesa particolare…chi viaggia molto in macchina sa che non c’è niente di più dispendioso di una stazione di servizio. Solo allora ti viene voglia di cioccolate, caramelle, patatine, bibite, e quant’altro. Si è in vacanza e si tende a comprare il superfluo, si tende a concedersi uno snack di più. Il mio consiglio è quello di munirvi in partenza di queste meravigliose “schifezze”, utili però quando il viaggio è lungo, quando occorre camminare ore ed ore. Ho risparmiato veramente tanti soldi in questo modo, considerando il fatto che negli Autogrill vengono venduti anche al triplo del loro prezzo di mercato. E in due settimane si sente tanta voglia di coccole! In più io ero attrezzatissima…un minifrigo in macchina, sempre pieno di leccornie fresche! E dentro c’era tutto quello e solo quello che piace a me!
Un bacione e alla prossima!
Migi

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