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Come scrivere un romanzo

 

di Andrea Mucciolo

http://www.andreamucciolo.com/
Come scrivere un romanzo, come scrivere un libro, come pubblicare un romanzo

 



Forse sono anni che scrivete solo racconti brevi e poesie, quindi ora avete deciso che è giunto il momento di cimentarvi con qualcosa di più impegnativo, quella che può considerarsi, a ragione, la vetta per ogni scrittore: scrivere un romanzo. Racconti e poesie possono essere molto brevi, anche poche righe, pertanto quasi tutti siamo in grado di scriverne, non ci vuole poi molto. Un buon risultato non è certo garantito, ad ogni modo, da un punto di vista puramente formale, avrete comunque scritto un racconto o una poesia, magari anche di pessima fattura, persino sgradevole, ma pur sempre racconto e poesia possono definirsi. Nel romanzo non è così. La storia deve reggere, dovete fare calcoli ben precisi, altrimenti il risultato finale non sarà un romanzo, ma un minestrone riempito di verdure che non c’entrano nulla, oppure insipido o peggio ancora nocivo. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questa complessità nello scrivere un romanzo, e soprattutto quali sono le regole alle quali dovrete prestare particolare attenzione.



 

Quando si deve creare un romanzo, è necessario essere molto accurati e rigorosi, dimenticare alle volte anche le proprie emozioni e fantasie, metterle un attimo da parte, per poi ovviamente riprenderle in seguito. Mi spiego meglio: finché si tratta di scrivere dei semplici racconti brevi, potete tranquillamente lasciarvi andare, farvi guidare semplicemente ed unicamente dal vostro estro creativo, senza preoccuparvi molto di eventuali e vessatorie regole da seguire. In buona sostanza, nel racconto breve conta molto, anzi è indispensabile, avere una formidabile fantasia, una mente profonda e un animo sognatore, questo può bastare. Ad esempio Raymond Carver sosteneva di non conoscere mai il finale di un suo racconto prima di iniziare a scrivere: un’idea gli ronzava per giorni nella testa, e durante la stesura del racconto stesso decideva il finale. Ma stiamo trattando di racconti brevi, nei quali anche se doveste commettere un qualche errore di contenuto non vi sarebbe molto problematico sistemarlo, data appunto la brevità della storia e la sua conseguente minor complessità. Invece nel territorio impervio del romanzo, allora vi dico che purtroppo le regole da seguire ci sono, non se ne può fare a meno. Ma procediamo con ordine.

Per prima cosa, e intendo prima ancora di mettervi al computer a scrivere, rispondete con assoluta sincerità alle seguenti domande:
A quale genere letterario apparterrà il mio romanzo? (fantasy, horror, sentimentale, ecc.)

A chi sarà principalmente indirizzata questa mia opera? (adolescenti, adulti, gente comune, pubblico colto, pubblico di esperti in un settore, ecc.).

L’idea che sta alla base di questo mio romanzo, è originale, costituisce una vera novità oppure è stato già scritto qualcosa di simile? (ovvio che non avrete mai la certezza assoluta che non sia stato pubblicato nulla di simile, non potete conoscere tutti i libri pubblicati, ma se la vostra storia parla di un principe che rinuncia al trono per sposare una donna del popolo, beh, pare chiaro che come idea tanto nuova non è).

Con questa mia opera, posso realmente apportare un mio utile contributo al panorama letterario italiano?

Ho le capacità per scrivere da solo questo genere di romanzo, oppure ci sono argomenti per i quali necessiterò di aiuto e consulenza?

Rispondendo con sincerità a queste domande, vi costruirete le fondamenta di tutta la vostra opera. Fondamenta che dovranno essere forti abbastanza per sostenere tutto il peso di una trama spesso molto complessa ed elaborata. Senza basi solide, non si va avanti e tantomeno si arriva al traguardo finale.
Fatto questo, è arrivato il momento di iniziare a scrivere, tuttavia, anche qui, la calma è d’obbligo:
anche se la vostra foga creativa è alla massima potenza, e siete bramosi di riversare su carta il torrente di idee ed emozioni di cui siete vittime, è bene darvi un’ulteriore bella calmata e considerare quanto segue, onde evitare di ritrovarvi con duecento pagine da buttare e un romanzo che andrebbe riscritto da capo. Prima di iniziare a scrivere, sarebbe opportuno crearvi una piccola scheda descrittiva dei vostri personaggi, o almeno del protagonista, per evitare di confondervi durante la scrittura e per avere sempre un punto di riferimento mentre state scrivendo.

Ad esempio, potreste farvi una scaletta del genere, da ampliare e modificare in base al tipo di storia che state narrando:


il protagonista del mio romanzo...

Quanti anni ha?
Che lavoro fa?
Qual è la sua situazione economica?
È sposato? Ha una compagna/o? Ha figli?
Com’è il suo carattere (timido, aggressivo, generoso ecc.)?
Il suo orientamento politico?
Di quale fede è, se ne ha una?
Quali sono i suoi interessi e hobby?
Com’è stata la sua infanzia: normale, disagiata, molto bella?
Che tipo di rapporti ha con l’altro sesso?
In genere, come viene visto e considerato dagli altri?
Ha dei sogni, ideali o ambizioni nella vita?
Che cosa adora di più?
Cos’è che gli dà maggiormente fastidio?


Pensate bene se, per scrivere il romanzo, volete utilizzare la prima persona, la terza persona o il narratore “onnisciente”.


La prima persona

La prima persona è molto utile in caso vogliate scrivere una storia caratterizzata da una forte intensità emotiva, nella quale il lettore deve partecipare attivamente alle emozioni del protagonista, e deve sembrare che il personaggio principale si stia rivolgendo direttamente al lettore, che gli stia parlando. Oppure, nel caso di romanzi autobiografici o semi-autobiografici, o comunque molto sentiti dallo scrittore, nei quali voi stessi non vi trovereste in armonia ad usare una tecnica di scrittura differente dalla prima persona, perché non riuscireste ad esprimere al meglio tutte le vostre idee. C’è da dire, che in effetti l’uso della prima persona rende in genere molto più semplice scrivere un romanzo, perché ci si può concentrare su quello che si sente di voler dire, quasi foste voi stessi a pensarlo (e spesso è così) senza preoccuparsi troppo di immedesimarsi in un altro carattere e dover quindi scrivere in tempi non consueti da usare. È chiaro che quando raccontiamo una storia a qualcuno verbalmente o comunque gli stiamo parlando, questo avviene quasi sempre usando la prima persona.


La terza persona

La terza persona viene usata per dare dei connotati meno intimistici al romanzo, per porre un certo distacco tra lo scrittore e il protagonista. Per staccare il personaggio principale dalle idee dello scrittore stesso, oppure se non si vuole che ci sia troppo spazio per dei sentimenti interiori del protagonista, che magari emergerebbero in maniera spropositata con l’uso della prima persona. Ad ogni modo, l’uso della terza persona non esclude affatto un viaggio introspettivo nell’animo del protagonista, ma rende questo più facoltativo. Altro particolare di rilievo con l’uso della terza persona, è la possibilità di non concentrarsi troppo su un solo personaggio, di guardare sì la storia dal suo punto di vista, ma senza che il romanzo diventi ossessivamente concentrato su quel personaggio. È una libera scelta dell’autore, che dipende molto dalla storia e dal genere di romanzo che si vuole scrivere, oltre che dai propri gusti e dalle proprie capacità personali.


Il narratore onnisciente o esterno

Il narratore “onnisciente” è forse la migliore delle tre, ma anche qui, dipende molto da ciò che si ha intenzione di scrivere. Con questo tipo di narratore, lo scrittore diventa un piccolo personaggio intrusivo che mai apparirà nel romanzo stesso, il quale però saprà tutto e di tutti. Quindi, non solo potrà entrare nella mente del personaggio principale, ma anche di tutti gli altri presenti nella storia.
Questo, inutile dirlo, presenta dei grossi vantaggi, con il narratore esterno che potrà gestire a suo piacimento le apprensioni e i sentimenti di tutti i suoi personaggi, conoscendone vita, morte e miracoli (occhio però alla scheda descrittiva iniziale, altrimenti andrete al manicomio e ci manderete anche i vostri futuri lettori!).
Questo, in buona sostanza, è il primo dilemma che sarete chiamati a risolvere: quale punto di vista dovrà avere la vostra storia? E soprattutto, perché? Non scegliete a caso, pensateci bene, è di estrema importanza, dovete scrivere un romanzo, non un raccontino breve, ogni vostra scelta, ogni particolare e dettaglio che deciderete o meno di includere, deve avere un suo perché ben preciso, deve essere motivato non dal caso, ma da ragioni che vi sono ben chiare. Se le fondamenta del vostro romanzo saranno buone e salde, anche tutta la restante storia lo sarà.

come scrivere un romanzo

Tipologia di lettore

Ponderate attentamente, ancor prima di cominciare il vostro romanzo, a chi si deve rivolgere il libro che avete intenzione di scrivere, ossia a quale fascia di lettori andrà indirizzato. Questo è un dettaglio molto importante che spesso viene tralasciato: non si può scrivere per tutti, non è possibile che un qualsiasi prodotto dell’arte si adatti a tutti i gusti, ci saranno sempre delle tipologie maggiormente attratte, questa è la chiave per avere successo. Se farete un qualcosa di non ben definito, non accontenterete tutti, al contrario, renderete tutti quanti scontenti. Fate delle ricerche di mercato, aiutandovi con internet. Cercate di capire, in caso il vostro romanzo sia ad esempio destinato ad un pubblico di giovani, cosa cercano nella lettura i ragazzi e le ragazze italiane, i loro gusti, cosa piace loro trovare scritto. Leggete sondaggi, documentatevi sulle loro mode, idoli, gusti e ideali, questo renderà la vostra opera più attuale, gradevole e soprattutto conforme al tipo di lettore a cui vi state rivolgendo.

Andrea Mucciolo

 

liberty - Martedi, 17 Agosto, 2010 alle ore 00:57:54

commento: le complicazioni ci sono sempre non  finiscono si trovano in ogni campo non solo  nell essere un scrittore ;non per questo smettero  di scrivere.Prima pensavo di scrivere solo per me ;ora ho cambiato idea voglio che tutti abbiano la possibilta di leggere cio che scrivo ne sento la necessita  io ci credo. hanane


tagmat - Lunedi, 16 Agosto, 2010 alle ore 13:41:38

commento: ottimo articolo...andrea sei stato molto chiaro e preciso, ti ringrazio molto perchè mi hai schiarito le idee su quello che scriverò...grazie ancora...:)


stella - Domenica, 15 Agosto, 2010 alle ore 20:27:04

commento: Si scrive spesso prima di tutto per se stessi ma vi posso assicurare che ad un editore dei nostri sentimenti non gli importa più di tanto, perchè ciò che conta é vendere!Sapete che cosa mi hanno detto? Il tuo romanzo é bello ma non sei nessuno. Noi dobbiamo vendere. Insomma se voglio pubblicare devo pagare. Il libro è un prodotto che deve vendere anche se io l'ho scritto con tanto amore e dentro é pieno zeppo della mia anima. Voglio far sognare la gente. Non scrivo solo per me. Eppure dovrò accontentarmi di farlo leggere agli amici e basta.Sentirsi dire: bella storia, se tu avessi le conoscenze giuste avresti già pubblicato! Vi sembra giusto?
Io no!Ho il cuore a pezzi e un sogno ancora nel cassetto. Non sono ancora una scrittrice, lo so bene! Ci vogliono anni di esperienza.Eppure quante persone hanno pubblicato senza esperienza ed hanno venduto milioni di copie? Sarà solo talento? Ho dei dubbi! Io continuerò a scrivere perché non voglio distruggere la mia passione ma ho paura che il mio sogno rimarrà solo un sogno!


MdameCatherine - Lunedi, 9 Agosto, 2010 alle ore 18:44:08

commento: E' molto bello che ancora oggi ci siano tante persone interessate alla scrittura. Ho solo 14 anni, ma vedendo i commenti non sono l'unica (: e anche se fosse stato non sarebbero cambiate le mie aspettative, in nessun modo e mai potranno cambiare! Questa passione nasce in quinta elementare e giu di li, ho cominciato con piccole storie, in seconda media per esempio mi sono imposta di pubblicare un libro, prima o poi. Purtroppo di tutte le mie storir nessuna ha avuto una fine :S Ero così presa che ne cominciavo due in contemporanea >.< Poi insenguito mi sono accorta che non avevo quasi mai tempo da dedicare alla scrittura. Grazie al celo ora sono giunte le vacanze estive così ho anche più pace e tranquillità ! Quando sono alla tastiera, a differenza con penna e carta, mi vengono giù moltissime idea, non so il perché ma è così e basta! xD Ora sono solo alla sesta pagine :S (premetto che l'ho cominciato ieri xD avevo già  buttato giu qualche idea.. ho scritto la trama e ora sto cominciando con il contenuto) ma devo dire che è un racconto "unico", nel senso che non ne ho mai letti di simili.. Spero solo che un giorno io ce la possa fare e che il mio romanzo appasioni tanta gente.. (:
Per scrivere ci vuole passione, e tanta fantasia e ovviamente le emozioni in questo campo non devono manca, giusto? :D
Spero che tutti coloro che coltivino la mia passione e il mio sogno possano farcela un giorno! (:



Afa78 - Venerdi, 30 Luglio, 2010 alle ore 18:18:10

commento: Grazie come prima per i consigli che trovo tutti molto interessanti. Mi lascia molto perplessa solamente il consiglio di scrivere per il pubblico ed informarsi su mode, linguaggio e così via. Ad una prima analisi mi sento di condividere il pensiero di Ernesto Meribù: il romanzo non deve adattarsi al pubblico. Il romanzo è qualcosa che si vuole comunicare, magari qualcosa di scomodo, però che faccia riflettere chi lo legge. E' anche vero però che se lo scopo di chi scrive è, per esempio, comunicare agli adolescenti che drogarsi fa male, allora è importante scegliere un linguaggio che possa portare con efficacia questo messaggio dritto al cuore del destinatario. Interpreto quindi il consiglio come cercare un linguaggio appropriato per massimizzare l'efficacia del messagio contenuto nel romanzo... anche se questo mi sembra contro la natura stessa del romanzo come arte espressiva.
L'altra cosa che mi fa temere dello scrivere in modo da adeguarsi al pubblico è che renda il romanzo di tipo "commerciale", ovvero romanzo scritto a fini di lucro. E purtroppo la scena mondiale pullula di opere di questo genere, ovvero di romanzi scritti solo per vendere. Romanzi che se letti una seconda volta (io leggo una prima volta per la storia e poi molte altre ancora per i dettagli, lo stile, le ambientazioni, la costruzione delle scene,...) lasciano il vuoto: privi di stile, ambientazioni scialbe e -purtroppo- molto spesso contenenti errori e contraddizioni.
Mi fa paura questo scrivere per commerciare, il romanzo diventa un prodotto non una forma d'arte. Quindi, riassumendo, trovo giusto il consiglio di scrivere per il pubblico se questo consiglio è rivolto agli autori di quei romanzi che sono un veicolo per fare arrivare il messaggio al giusto destinatario. Trovo errato il consiglio se questo mira a "far vendere più copie" del romanzo. E rimango dell'idea che un romanzo, essendo una forma d'arte, non debba adattarsi a null'altro che non il suo creatore.

Grazie comunque per gli utili consigli!

ernesto meribù - Giovedi, 29 Luglio, 2010 alle ore 10:22:42

commento: Perché non un un libro su come diventare assassini, allora? Quello che non si capisce, è che il romanziere si scinde dalla società ponendosi contro di essa, è questo che dà vita e consistenza al romanzo - quello che in realtà in Italia succede difficilmente, visto che l'italiano dimentica sempre il secondo passaggio: porsi contro. (niente di nuovo, il pensiero è di Leopardi, dalle note alla poesia immaginativa). Come può essere conciliabile tutto questo con il compiacere il pubblico? Nell'era dell'apparenza tutto è possibile a quanto pare, anche spacciare il romanzo, espressione dell'individualità e della ribellione dell'individuo in assoluto, per un prodotto patinato e glamour, per un qualcosa di compiacente, carino e calcolato. In realtà quando andrete in libreria, non avrete più fra le mani un pezzo di anima di qualcuno, ma una fredda, ben studiata e limitante trappola commerciale. Direte, ma siamo giunti a questo perché oggi la forma d'arte romanzo non regge il confronto con altre forme espressive più immediate: niente di più sbagliato. Il romanzo trarrà sempre forza dal divario che esiste fra la maggioranza e la minoranza, fra ciò che è immediato e ciò che non lo è, fra l'individuo e la società.
Oggi più che mai avremmo bisogno di emozioni vere, - non "ingenue", attenzione, come mi sembrano molti commenti su questa pagina, - e soprattutto avremmo bisogno di scrittori in grado di descrivere le proprie emozioni, prima di quelle degli altri. Inoltre, spesso si dimentica che lo scrittore è un artista, e l'artista è paurosamente vicino al male, e sapete, serve anche stomaco per star vicino al male e non solo uno schemettino in cui si decide quanti anni ha o che lavoro fa il nostro personaggio. Lo scrittore non differisce in niente da un artista. Per questo non ci si può improvvisare scrittori, o ci nasci o niente: per questo è così antipatica, in genere, la sua figura. Ma oggi, guarda-che-bello, tutti sono talenti innati. Tutti. E nessuno, alla fine. E' un po' la cartina di tornasole del berlusconismo imperante, non trovate? Quello che è per la televisione, cari miei, arriva ad avvelenare anche la narrativa. Se poi la società è superficiale come la nostra... a buon intenditor...

Una sola cosa vorrei dire ad Andrea Mucciolo: seguendoti, apprezzo molto i consigli che dai per muoversi nell'editoria, per non farsi fottere da editori prezzolati, per assicurare il miglior destino alla propria opera. Volevo dirti che in questo sei davvero grande. Forse dovevi fermarti al "come pubblicare un libro", senza sconfinare nel mare torbido che c'è dall'altra parte.

skiizzo - Mercoledi, 28 Luglio, 2010 alle ore 00:56:06


commento: ciaoo un po´generico, io vorrei scrivere un libro, ma poi come devo fare per poterlo pubblicare o per farlo conoscere?

lalla - Lunedi, 26 Luglio, 2010 alle ore 21:59:31

commento: Grazie x i consigli ... ma non era quello che volevo sapere o meglio dire è spegato un pò maluccio.


Maelle - Domenica, 25 Luglio, 2010 alle ore 19:04:41


commento: Salve a tutti !Io ho 14 anni e sto provando a scrivere un romanzo.Come obbiettivo mi sono posta di fare un romanzo QUASI originale ,che non assomigli ad altri insomma una cosa tutta mia .Si ho solo 14 anni e ne vado fiera perchè adoro leggere e soprattutto scrivere .Spero di pubblicare presto il mio romanzo -dato che osno ancora al primo capitolo xD - Sono felice di aver letto di persone con la mia stessa passione ! :)


ROSS - Mercoledi, 14 Luglio, 2010 alle ore 16:54:20

commento: i consigli possono essere anche utili ma io credo che per scrivere ci vuole tanta passione ed emozione e io nn mi preoccuperei di riuscire a scrivere un romanzo perchè deve piacere per forza ma di scrivere un romanzo per regalarmi delle emozioni e poi trasferirle agli altri, pongo una domanda: come si fa ad emozionare o suscitare dei sentimenti negli alrti scrivendo qualcosa di schematico e poco sentito? secondo me le regole sono giuste da seguire ma solo se prima si applica la REGOLA ovvero amare quello che si fa!

alessandra - Mercoledi, 14 Luglio, 2010 alle ore 11:35:39


commento: molto interessante. io sto cercando di scrivere un fantasy. ho l'idea ma il difficile sta nello stendere l'idea... Sono in crisi perchè non riesco a spremere tutta la mia fantasia. le domande sul mio protagonista mi hanno suggerito di aggiungere qualche dettaglio. grazie.


Mela - Martedi, 13 Luglio, 2010 alle ore 17:20:28

commento: Mi accodo a chi dice che un romanzo è sentimento ed emozione, che in qualche modo si scrive da sè quando ci mettiamo davanti al foglio bianco, con il cuore aperto. Il romanzo eiste prima dentro di noi ed è completo, stenderlo sulla carta è come parlare di noi stessi, non si può pretendere di scrivere qualcosa che piaccia a tutti o a tutta una gamma di persone "standard". Un adulto può emozionarsi leggendo una favola e un adolescente (ce ne sono) può essere capace di capire a fondo lo stato d'animo di chi scrive, o gli argomenti delicati che si vuole trattare.
Detto questo, prima di iniziare a mettere nero su bianco il nostro fiume di emozioni, stendere un percorso sommario per avere ben chiaro da dove si parte e dove si vuole arrivare è una buona cosa secondo me. Ma se mi facessi tutte quelle domande prima di iniziare a scrivere finirei solo per scoraggiarmi: è la carta che ci dice dove sbagliamo e ci fa presente i punti della storia più ingarbugliati. Ed è ancora la carta che ci aiuta a sbrogliarli, a volte con soluzioni più originali di quanto potessimo aspettarci inizialmente. La parola d'ordine per me? Pazienza e tanta voglia di scrivere :)


di leo - Domenica, 11 Luglio, 2010 alle ore 09:57:09

commento: Ottimi consigli in particolare  la fascia di lettori che si vuol catturare.

Vi ringrazio ne terrò presente se vorrò realmente cimentarmi in questa titanica
sfida. Grazie

aittam - Sabato, 10 Luglio, 2010 alle ore 12:04:01

commento: bell'articolo chissà se un giorno verro pubblicato!!!!!!!!!!!
io scrivo da anni racconti gialli di massimo 10 pagine a volte 20 pagine
ciao
mattia


Pierfrancy 97 - Giovedi, 8 Luglio, 2010 alle ore 19:39:34

commento: Ciao a tutti, da anni sogno di scrivere un libro, anche se ho solamente dodici anni penso di avere un talento che non ho ancora espresso nel suo vero potenziale. La mia testa è davvero un turbine di idee infinite, al punto che appena inizio un qualcosa me ne stufo subito e parto direttamente con un altro racconto ( che poi non si compie )
Penso che parlare di romanzi, come in altri generi, non bisogna seguire uno schema, dare un carattere preciso ad un singolo personaggio, far quadrare perfettamente la storia... Sono cose davvero noiose e frustranti per uno scrittore, perchè alle volte compilare questa spece di "moduli" finisca per farlo annoiare e mandare tutto al monte.
Per me la scrittura deve venire dal nostro cuore, dalla nostra mente. Concentrarsi sul racconto senza mettersi a compilare stupidi schemini ma vagando con la mente e crearci un personaggio che non sia innaturale e che non ci piaccia, ma anzi, deve essere secondo me il più naturale possibile per non stufare lo scrittore. Infatti scrivere deve essere un piacere, non una cosa forzata, deve essere qualcosa che piaccia SOPRATTUTTO noi e gli altri. Scrivere con naturalezza a volte riesce davvero a portare il successo, anche se non si è mai pensato di scrivere per soldi.
Infatti prendo sempre spunto dalla mia adorata Rowling, che ha iniziato a scrivere da quando aveva cinque anni fino ad arrivare ad adesso. Ha pensato al mondo di Harry Potter a poco più di vent'anni, iniziando a delineare la trama e a scrivere dopo la trentina. Questo solo a dire come una persona si sia innamorata del suo racconto, andando a perdere ore e ore ( a volte mesi e mesi ) dietro ad'esso, cercando di ricreare un ambiente in grado di catturare il lettore.
Anche io ci sto provando, forse proprio oggi, leggendo forse più di centocinquanta, duecento libri, sia scattata l'idea.
Mi fiondo subito a prendere carta e penna ( amo scrivere a mano ) e se mi appassona forse passero al computer. Ma penso che questa volta sono riuscito a trovare quello che mi serviva.
Questo "come diventare scrittori oggi" penso sia una cosa solo per il successo, e per i soldi... Il Buisness. Vorrei solo dire, con un ultima frase, a tutti quelli che cercano di scrivere solo per soldi, di fretta, e contando ogni riga quanto gli manca a fare una pagina, che non riusciranno mai a fare successo. Non perchè non hanno talento, ma perchè lo fanno per soldi e non per passione.
Provateci, a mettervi rilassati e a fantasticare con la mente... vedrete come sarà bello ;)
Un saluto a tutti ragazzi... buona scrittura.

Alessandro - Mercoledi, 7 Luglio, 2010 alle ore 19:09:22

commento: Salve a tutti, ho letto l'articolo e i vari commenti che si sono susseguiti; la domanda "Perché no?"sorge spontanea. Organizzare le idee, preparare un percorso da seguire, non lede certo la creatività. Essa stessa contribuisce a tracciare questo primo percorso. Certo l'immagine dello scrittore che scrive di getto è molto romantica e affascinante e si addice perfettamente allo scrittore di poesie o di piccoli racconti. La stesura di un romanzo è cosa ben diversa. Scrivere d'ispirazione senza freni esporrebbe il risultato finale a seri rischi di mediocrità o perlomeno di grande confusione. Parliamoci chiaro e cerchiamo di essere onesti con noi stessi; quanti fra tutti coloro che scrivono sognano di veder pubblicato il proprio lavoro? Quasi tutti, certo per motivi diversi: soldi, fama, soddisfazione personale, desiderio di comunicare, di insegnare o altro. Tutto va bene, ognuno ha la sua ragione, ma perché ciò si realizzi il nostro lavoro deve essere non solo un'opera d'arte esclusivamente a noi comprensibile, ma anche un "prodotto" ben fatto che una casa editrice deve vendere. Un romanzo non è un quadro o una poesia. Con questo non faccio torto alla creatività e al talento che, penso, abbiano comunque pieno campo per esprimersi. Un grande cuoco può diventare famoso inventando piatti nuovi ed accostamenti di sapori mai pensati prima o può semplicemente fare il miglior risotto alla milanese che abbiate mai mangiato e rimanervi nel cuore per sempre con semplici accorgimenti ad una ricetta scontata e con amore per quelo che fa. Anche questa è arte.

Preparare una storia, il profilo dei personaggi, non svalutera il nostro lavoro se quando scriveremo lo faremo con talento, passionee creatività. Non scandalizziamoci per le indagini di mercato, le case editrici le fanno di continuo, ed è anche sulla base di quelle che  diranno "sì" o "no" alla pubblicazione. Possiamo usarle anche noi per farci un'idea, oppure possiamo fregarcene e scrivere ciò che preferiamo. Il nostro cuore ci guidera verso il " baccalà al cioccolato" o il "risotto alla milanese", non ha importanza, quello che veramente importa è che lo si faccia bene. Ciò che desideriamo ci porterà a lavorare per un ristorante sempre affollato di clienti o semplicemente per amici e parenti riuniti nella nostra casa per una cena.  Pensate che i grandi romanzieri di successo siano solo il frutto di marketing e indagini di mercato? O al contrario siano solo un flusso continuo di idee e passione che si scaricano su una tastiera? Nessuna delle due. Sono il frutto di un grande talento e organizzazione, di una grande creatività abbinata ad una lucida ricerca, di contenuti, di informazioni, di dettagli. In sintesi, per scrivere un buon libro, essere un buono scrittore, bisogna essere aperti e non avere pregiudizi. Ciao


Br 1 - Lunedi, 5 Luglio, 2010 alle ore 20:04:53

commento:    Mi dispiace ma non sono d' accordo su quasi nulla, signor Mucciolo; lei non parla di scrivere un libro ma piuttosto di vendere un prodotto, ed applica teorie di marketing all' arte. E vero che hanno scritto libri dei personaggi che sicuramente mai ne avevano anche letti ed è ancor più vero che sono dei best seller; io però non li leggerò mai.
un libro deve essere magico, devi sentirlo come un tassello indispensabile al tuo essere, deve farti venire la pelle d' oca o la sindrome di Stendhall, solo a quel punto il libro è arte e  l' arte diventa parola scritta.
Il lettore a cui indirizzare un libro è lo scrittore stesso, come in tutte le arti, se poi vuoi condividerlo, la speranza sarà che persone intelligenti emotivamente tanto quanto te lo apprezzino, diversamente ti potrai chiamare Moccia o chiunque altro io reputo un abile venditore. Gli artisti sono poveri.


ale.1984g - Mercoledi, 30 Giugno, 2010 alle ore 16:27:06


commento: Scrivere per compiacere gli altri,mettere la penna sul foglio o sedersi avendo davanti la tastiera di un pc,facendosi come prima domanda A quale genere letterario apparterrà il mio romanzo?  e come seconda A chi sarà principalmente indirizzata questa mia opera? Lo trovo triste maledettamente triste....per non parlare poi delle domande che uno si deve fare per inqudrare il personaggio,ehi ma scherziamo???? e noi? e quello spirito che inizia a parlare facendo scivolare le dita sui tasti? senza sapere per chi o per cosa in quel momento si sta scrivendo...ma farlo,farlo e basta,farlo perchè fa star bene,farlo perchè voglio dire,uralre,arrabbiarmi,sorridere,piangere,commuovermi...fanculo le ricerche di mercato e i ragazzi italiani,chissè ne frega di cosa essi cercano..hai parlato della Scrittura come un Business di merda...
Se lo volete un consiglio iniziate a scrivere senza nemmeno saper di cosa si vuol parlare.. il vostro cuore ha già scritto mille pagine..lentamente e senza presunzione un pò per volta saranno nero su bianco.


mariegj - Lunedi, 28 Giugno, 2010 alle ore 15:06:42

commento: letto di fretta,mà    da rileggere;sono in pensiero  per tutto il resto..grazie


maria - Sabato, 26 Giugno, 2010 alle ore 23:39:12

commento: ottimi consigli semplici ed efficaci grazie


Giovanni - Sabato, 26 Giugno, 2010 alle ore 19:59:16

commento: prima non avevo letto i commenti degli altri.Allora non avevo avuto solo io l'idea di scrivere un libro!


Giovanni - Sabato, 26 Giugno, 2010 alle ore 19:48:00

commento: Su molti punti condivido la tua opinione e sono felice di aver letto ciò che tu hai scritto.Però non posso non considerare il fatto che il romanzo non sarebbe mai nato se non ci fossero state persone che,mettendosi in contrapposizione con i gusti letterari dell'epoca,non abbiano avuto l'idea di creare qualcosa di nuovo ed originale.Pensateci se non fosse stato per loro staremmo ancora a leggere poemi in esametri.Proprio per questo motivo mi batto con strenua forza contro la canonizzazione del genere romanzesco.Inoltre,non vedo perchè lo scrittore si debba attenere scrupolosamente al genere da lui trattato. Immaginate che genio sarebbe lo scrittore che riuscisse ad inserire con perfetta armonia nella sua opera elementi del genere horror con gli elementi tipici delle storie d'amore.Certamente non è una cosa di facile realizzazione e verrò sicuramente criticato duramente per le mie idee. Inoltre sono dell'idea che un buon libro debba riuscire nell'ardua impresa di conciliare la critica con il pubblico.Da una parte sono dell'idea che il romanzo debba sempre dare un messaggio al lettore e non debba appartenere a quella categoria di storie dai tratti steriotipati(che io chiamo storie "godibili") tanto amate dal pubblico,dall'altra il romanzo non deve essere essere eccessivamente retorico ed astruso da essere appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di eletti


Sofia - Sabato, 26 Giugno, 2010 alle ore 16:48:15

commento: Ciao, ho 12 anni, anch'io come alcuni di voi sto scrivendo un libro. Certo può sembrare assurdo, a 12 anni scrivere un libro, ma è stata la mia prof. di italiano a consigliarmi di scivere un libro. Io ci voglio credere fino in fondo, come il motto principale della mia vita:
BELIEVE.



francob - Venerdi, 25 Giugno, 2010 alle ore 10:12:42

commento: ottimi consigli...
una domande: si può passare dalla prima persona alla terza dopo  la metà di un romanzo ?
grazie



LauraCullen - Martedi, 22 Giugno, 2010 alle ore 11:16:52

commento: anche il mio commento è volto a elisa.
beh, io, ripeto, ho solo tredici anni, ma non per questo non posso esprimere opinioni e difendere generi letterari amati da molti ragazzi come me.
questi generi sono il new gotic, il paranormal fantasy e l'urban fantasy.
non ti sto rispondendo solo per difendere dei generi che piacciono solo a me, ma per difendere dei generi amati, non solo da dei ragazzini della mia età, ma anche dagli adulti.
un esempio: io ho appena finito di scrivere il mio libro e per la trama ho preso spunti dai romanzi della meyer, il mio più grande idolo e mio temporaneo mentore. i suoi libri hanno affascinato me, certo, ma anche mio padre, mio zio... e se ti fossi interessata un pò di più a vedere delle interviste ai fan di questa scrittrice, FORSE ti saresti accorta che la metà di quei fan sono ADULTI.
poi, non è detto che un libro, solo perchè parla di vampiri, debba essere una stupidaggine. descrivere situazioni in cui sono coinvolti dei vampiri esprime molti sentimenti edifficoltà puramente umane come la tentazione, l'amore proibito, la voglia di fuggire ai problemi.
perciò elisa, ti consiglio di non criticare segli scrittori o dei libri a nome di tutti, anche perchè non tutti la pensano come te e di questo abbiamo dato dimostrazione io e gaghi.


francy - Sabato, 19 Giugno, 2010 alle ore 17:33:30

commento: Amo leggere....la lettura ti catapulta in un'altra dimensione e al giorno d'oggi è un'ottima terapia per lasciarsi alle spalle i problemi quotidiani!Desidererei scrivere un libro per aiutare i lettori ad affrontare meglio le magagne della vita e sbattersene una volta per tutte di coloro che non si fanno i fatti propri...non ho intenzione di fare psicologia(ho studiato chimica),ma forse le esperienze altrui possono dare un aiuto o confortare chi si trova in difficoltà!cosa ne pensate?a tutti buona fortuna!


ninnajungle - Venerdi, 18 Giugno, 2010 alle ore 00:21:02

commento: ritengo che non ci siano dei parametri da seguire per scrivere un romanzo. Io ho scritto diversi racconti, alcuni incompiuti, ed ogni volta che, tentando di dare una particolarità al protagonsta o ad altri prsonaggi, fiinivo col stufarmi della storia stessa. un consignlio: rilassatevi, prendete il pc o carta e penna e lasciatevi trasportare da quello che sentite. non datevi tempo o scadenza perchè la scrittura è simile alla musica: mentre suoni devi lasciarti trasportare dal ritmo e non pensare alla mano che scorre nello strumento o al tocco di bacchette, perchè in questo modo si spezza l'armonia naturale tra te e ciò che stai creando.


La piccola scrittrice 97 - Giovedi, 17 Giugno, 2010 alle ore 21:27:00

commento: Io ho soltanto 13 anni(compiuti ad Aprile!!!!!!)e solo qualche giorno fa ,dopo avere rtirato la mia scheda di valutazione,e rimanendone soddisfatta,ho deciso di scrivere un romanzo in cui,per una volta,la protagonista non sia IO,ma bensì una ragazzina di 14 anni di nome Jennifer che,insoddisfatta della sua vita,in Galles,scappa con la sua migliore amica a Londra...Vabbe poi non vi posso svelare tutto,ma penso che per una ragazzina come me questo tipo diibro sia adatto a me...Comunque volevo solo dire che scrivere è la mia vita,e odio tutte quelle persone che mentre scrivono i bigliettini o i messaggi scrivono "che" con la "K",le parole sono preziose e bisogna scriverle per intero...Spero proprio di riuscire a pubblicare il mio libro...Mi dite un bell'in bocca al lupo?Crepi,grazie per l'interessamento!ihihi scherzo...Ciau a tutti(ah se ho saltato qualche lettera nelle parole è perchè il mio pc e arrivato alla frutta!e piu di sei anni che aspetto che si rompa...ok ciau a tutti)
                                      BACI DEBORAH...E JENNIFER



gaghi - Giovedi, 17 Giugno, 2010 alle ore 11:02:11

commento: questo commento è volto a elisa.
io non amo i romanzi tipo Moccia o la Meyer, anche se confesso che nel periodo di perenne insoddisfazione e tormento che è stata per me l'adolescenza, li lessi.
Se anche tu avessi letto certi libricini per ragazzi, sapresti che (soprattutto Moccia) racconta quella che è davvero la vita dei sedicenni, perennemente innamorati e che sognano di scappare lontano con la metà che fa battere loro il cuore, convinti che sia per la vita, quando poi così non è per la gran parte delle volte... anzi si ritrovano a sbattere con la realtà dei doveri e della vita adulta, e soprattutto con il cinismo di individui realizzati che non ricordano più di essere stati a loro volta ragazzi. E passata l'adolescenza dei primi lettori di questo genere di romanzi, gli autori e le loro storie non cadranno nel dimenticatoio, per il semplice fatto che i bambini di ieri diventeranno adolescenti oggi, pronti dinuovo a gettarsi tra quelle pagine, per noi ormai smielate e banali!
Ulima cosa... la gigantesca baggianata, l'hai espressa con il tuo parere sulle indagini di mercato, in quanto si svolgono prima di scrivere un libro per evitare di stampare fesserie, o parlare di argomenti che si conoscono con superficialità, ma questo non toglie ne passione, ne veridicità, ne rende i romanzi i puttanai degli scrittori.

Masimiliano Mascherin - Mercoledi, 16 Giugno, 2010 alle ore 11:18:04

commento: Grazie dei consigli ma ora ho ancora più dubbi di prima, deve essere la giornata.
Ho scritto quello che penso possa essere considerato un racconto breve ed ora non so se provare a trasformarlo in un romanzo.
Bah.... quasi quasi ci provo
Grazie ancora


fabio - Martedi, 15 Giugno, 2010 alle ore 21:25:10

commento: ho fatto molte cose nella vita, ma non tutto è andato come volevo, credo però che l'unica cosa che mi aiuta tanto e quella di avere una fantasia straordinaria e avvolte e lei che mi allontana dai miei problemi facendomi diventare chiunque io voglia. ringrazio ovviamente voi per la chiarezza del testo e spero che con i vostri consigli potrò finalmente scrivere le mie storie e regalare anche a voi momenti di pura libertà.a presto Fabio


Francesco - Domenica, 13 Giugno, 2010 alle ore 11:31:12

commento: Scrivere un romanzo, sarebbe arrivare in cima alla vetta, ho sempre creduto che chi scrive avesse un qualcosa in più rispetto agli altri, che sapesse descrivere alla perfezione ogni singola emozione provata, in prima o terza persona che sia, dallo stesso e che per coinvolgere il lettore dovesse avere qualche dote particolare. Ma leggendo vari articoli su internet,compreso questo,mi rendo conto che è tutto molto più semplice,pur sempre impegnativo,ma non impossibile. E nonostante sappia, di non essere uno scrittore un giorno vorrei arrivare in cima a quella vetta.
Ringrazio tutti quelli che scrivono questo genere di consigli, che mi sono di grande aiuto e saluto tutti gli aspirante scrittore.



sergio bandini - Sabato, 5 Giugno, 2010 alle ore 20:57:38

commento: Complimenti per l'energia Jennifer!!
Io ho 27 anni, amo leggere, soprattutto romanzi! Sono anche un tipo che immagina e pensa molto nel proprio cervello! Il mio sogno nel cassetto è scrivere un romanzo! Un romanzo, non importa quanto lungo, ma piuttosto con dell'"essenza"! Amo leggere, ma penso che questo non basti per scrivere un bel romanzo! Forse ci vuole anche della "tecnica"! Cosa ne pensate?



kia' - Venerdi, 4 Giugno, 2010 alle ore 12:30:25

commento: ma che bello...quisaremo almeno un centinaio a credere o sperare un giorno di diventare grandi scrittori..chissa' se anche uno solo di noi ce la fara'..



Maria - Martedi, 25 Maggio, 2010 alle ore 12:47:52

commento: ho 22 anni e sto scrivendo un libro. Ho cominciato poco più di un mesetto fa, e ovviamente, essendo la prima volta che scrivo, pur avendo avuto molte idee in passato, mi sono trovata in difficoltà...ma non mi importa, mi sono finalmente decisa a cominciare a scrivere un romanzo completamente idealizzato da me.  La mia storia è tutta farina del mio sacco. Ho deciso di creare un romanzo drammatico/romantico. il titolo l'ho già scelto perchè avevo già tante idee sia sull'inizio che sulla fine. Il punto è che il titolo fa da sfondo solo alla fine del libro, siccome all'inizio è molto drammatico. le difficoltà si sono presentate proprio durante la scheda descrittiva iniziale: ecco, non so se presentare io il personaggio, e quindi scriverlo in terza persona, oppure lasciare che sia il personaggio a presentarsi e dire tutto di sè... per ora sono arrivata a pagina 18, ovviamente ho cominciato già a correggere un pò... ma non vorrei che ne venisse fuori un dramma. uffy.. =(
...ah.. dimenticavo... vorrei un consiglio visto che sono indecisa se mettere un titolo ad ogni capitolo o lasciarlo normale... ho già iniziato a mettere i titoli ai capitoli, ma sono ancora in tempo per modificare, xkè sono arrivata solo al secondo capitolo...


lunaj - Domenica, 23 Maggio, 2010 alle ore 21:00:24

commento: sono ottimi consigli per chi ha il desiderio/sogno di scrivere un romanzo ma non sa da che parte cominciare, indipendentemente dal fatto che sarà un successo o meno.


Lalla98 - Giovedi, 20 Maggio, 2010 alle ore 20:30:44

commento: credo proprio che questo breve sunto sia moolto importante , soprattutto per noi giovani che magari ci vogliamo avventurare nella scrittura ma non sappiamo come fare
grazie di tutto
                                                                                           Lalla98


il nano bastardo - Martedi, 18 Maggio, 2010 alle ore 18:57:36

commento: Quel che ho letto ha un senso.
Lo stesso che un pò di auto-buonsenso, può raggiungere da se.
La cosa veramente fica, è il prodotto.
Un libro su come scrivere libri! Eccellente furberia, alla quale mi inchinerei se non fossi un povero stronzo romantico.
Mi auguro di cuore che tra le altre "belle cose", ci sia un capitolo onesto in cui si dice che una volta scritto il romanzo, seguendo tutte le regole possibili e impossibili, poi ci sarà da vendere anima e temo culo, perchè qualcuno lo degni di uno sguardo.
Le favole sono belle fino ai cinque anni, poi diventano noiose e infine possono far anche incazzare.
Se sei uno che i libri li sa scrivere e ha i ganci perchè vengano pubblicati come Dio comanda, dovresti avere la dignità di perseguire sempre la verità!
Questo dovrebbe essere il precetto numero uno di uno scrittore e anche del suo editore.
Si beh, sono passato dalle favole alla fantascienza, scusate.



simo - Domenica, 16 Maggio, 2010 alle ore 13:33:38

commento: adesso vorrei lasciare un commento ....come del resto tutti vorrebbero avere la possibilita' di dare un giudizio su cio' che hanno letto e se condividono o meno i pensieri ....boh..
invece di commentare direi semplicemente che chi ha voglia di scrivere di buttare giu' pensieri di scaricarsi delle emozioni o passioni vissute e non ....dovrebbe avere piu' spazio meno regole e schemi da seguire,,,,forse nascono le cose migliori da un pensiero scritto senze ptanto pensare?
non so' penso sol oche per la mia esperienza .....e non ne ho credimi .....scrivere pensieri raccontare passioni emozioni etc. etc.,   serva solo a farmi stare meglio...anche se mi piace tanto ....!!!
vabbe ' continuero' a farlo tra el mura domestiche ......
ciao  a tutti


Luna - Domenica, 9 Maggio, 2010 alle ore 17:06:55

commento: ho deciso ke comprerò il tuo libro!
ho 16 anni, mi sn cimentata a lungo su racconti brevi cm one-shot o a più capitoli, tutti fantasy/romantici e se scriverò un libro sarà su qst fandom. ultimamente mi manca il tempo e la vena creativa (sarà il blocco dello scrittore?? O___O) ma sento il bisogno di scrivere, di esprimere me stessa xkè è l'unico modo ke mi riesce bene. spero ke il tuo libro mi sarà di aiuto e di riuscire a trovare il colpo di genio ke mi serve! ^^



francesca - Venerdi, 7 Maggio, 2010 alle ore 22:52:27

commento: E' molto chiaro!Desidererei scrivere una biografia;ho paura di non farcela x comunque ho solo la licenza media ,ottenuta negli anni 70! I consigli sono ottimi e stimolanti;ma;forse io sono troppo pessimsta verso la mia stessa persona!!!Chissssssaaaaa????? Grazie!!!                   



alex - Mercoledi, 5 Maggio, 2010 alle ore 21:14:46

commento: ho tredici anni e mezzo,ho sempre amato leggere,la testa tra le nuvole e vorrei scrivere uno o più romanzi nella mia vita(i fantasy e i fantascientifici sono i migliori per me).questi consigli mi saranno utili,sarebbe fantastico un giorno avere successo



Jennifer - Martedi, 4 Maggio, 2010 alle ore 12:39:24


commento: Ho 14 anni, amo scrivere da sempre. Ricordo che da più piccola mia sorella mi derideva per ciò che scrivevo, i miei testi, infatti, riportavano molteplici errori. Comunque io non mi abbattevo e continuavo a scrivere perchè scrivendo riuscivo e riesco a crearmi un mondo nuovo, mio. Quando scrivo sento solo la penna scorrere sul foglio o le dita poggiare sulla tastiera del computer, tutto il resto è zero. Complimenti per la chiarezza con la quale ha affrontato questo argomento. Ho soli 14 anni, riconosco i miei limiti, devo ancora fare dei miglioramenti, ma  un giorno vorrei diventare una brava scrittrice e emozionare con le mie parole i lettori. Sarebbe fantastico! Saluti Jennifer.

 

elisa - Sabato, 1 Maggio, 2010 alle ore 14:49:25

commento: non ho mai scritto un libro, ma ho sempre pensato che sia un punto da infilare assolutamente nella "lista delle cose da fare nella vita". ho avuto tante idee, sono ancora giovane (19), e spesso me ne balena in testa una nuova. sono passata da ispirazioni per romanzi a sfondo sentimentale legato dalla musica, a romanzi misteriosi, fantastici, ...
le sue indicazioni sono interessanti, ma non mi entusiasmano.
In particolare non mi entusiasma l'idea di scrivere un romanzo volto al successo, scritto col fine di far presa su una categoria di lettori.
Poi saltano fuori baggianate (mi passi la parola, è solo un'opinione) come quelle di Moccia o della Meyer, che tra qualche anno, passata l'adolescenza dei lettori, saranno etichettati come romanzi superficiali volti a distruggere una gioventù già abbastanza provata, già abbastanza nichilista, a cui non basta (non PUO' bastare) la favoletta romantica degli innamorati che fanno sesso.
E', per me, inconcepibile fare un'"indagine di mercato" prima di scrivere un romanzo.
I libri finirebbero per essere (probabilmente lo sono già) i luoghi di prostituzione dello scrittore.
Non più i luoghi di vera passione, di puro sentimento.
Sono convinta che sia fondamentale essere appassionati di ogni nostra parola che scivola, nero su bianco, su un foglio di carta. Parola che è specchio della nostra interiorità, nonostante quasi sempre un libro si sviluppi in contesti fittizi. Eppure i temi che trattiamo sono (dovrebbero essere) così VERI!
Non saranno le indagini di mercato ma la nostra abilità, la nostra fantasia, la nostra creatività, la purezza di sentimenti che ci lega alle nostre parole che renderanno un libro degno di essere letto!!



geco - Mercoledi, 28 Aprile, 2010 alle ore 18:56:43

commento: indirizzare un romanzo in una di quelle tipologie di lettori e inutile e dannosa in quanto è appiattita al piccolo mondo coinvolto da e con le sue musiche,ironiche battute di un'inizio depoca che deve divenire.Deve spaziare nelle diverse "età" dell'uomo con confronti, però solo comportamentali- cioè non solo quello che dicono ma quello che fanno-ed anche se ora esiste il vintage -ora e sempre- delle generazione dei padri e talvota ormai anche dei nonni.E poi un romanzo parte da una situzione da un periodo antecedente che si ripropone da un nuovo fatto  ed intravede un porto che forse cambiera se avverrà una nuova consapevolezza . e finalmente con la strategia di appasantire coscienze in modo che possano valutare quanto è effimera la vita
eche la compassione e l'empatia possano divenire le basi di ogni costituzione nazionale.
E nel mentre alleggerire-pesantemente- la propia. perchè un romanzo è un sunto, uno spaccato di storia, politica e costume dell' periodo in cui è ambientato trasportato dal nostro vissuto partecipato con l'emozione la sofferenza e la speranza che l'astronave palla cambi . grazie geco z .f.



Pinkparadise - Mercoledi, 28 Aprile, 2010 alle ore 16:39:05



commento: Sarò sicuramente lontana dagli altri commenti e non voglio assolutamente polemizzare, però ho letto con attenzione e ho trovato molti luoghi comuni. Queste stesse cose le ho lette non so quante volte in passato, ogni qual volta  volevo leggere i consigli di scrittori più o meno noti.
Non so come sia il resto del manuale, ma quello che ho letto non ha aggiunto nulla a quello che già c'è in giro.
Mi sembra ovvio e naturale, volendo scrivere un romanzo, avere quanto meno un'idea chiara del genere, della tipologia dei personaggi, ecc ecc.....non ho trovato niente di innovativo e alla fine di veramente utile per scrivere un romanzo.



claudia - Giovedi, 22 Aprile, 2010 alle ore 14:28:13

commento: Salve ho letto quello che ha scritto e sicuramente è tutto giusto quello che dice, ma da cinque mesi a sta parte ho iniziato a scrivere un libro fantasy, ogni volta che scrivo il mio cuore inizia a battere sempre più forte perchè mi emoziono tantissimo. Io la scaletta per identificare i personaggi non l'ho fatta ma so esattamente cosa voglio trasmettere e le poche persone che l'hanno letto mi hanno detto che ho una grande creatività e la storia nonostante il mio lessico poco accurato si incastra bene. La mia domanda è: Si può scrivere un libro senza aver prima fatto dei corsi? Diciamo che la mia ancora di salvezza è la scrittrice di Harry Potter, lei raccontava di questo personaggio ai suoi figli per farli addormentare, ancor prima di pubblicarlo e come libro, sopratutto il primo, non mi sembra complesso o no?




Luca - Domenica, 18 Aprile, 2010 alle ore 23:06:30

commento: Andrea,
Sono Luca, ho solo 15 anni e ne compirò quest'anno 16.
Malgrado la giovane età, vorrei tanto scrivere un libro, ma non uno qualsiasi, uno decente, coinvolgente e abbastanza lungo che abbia una qualche piccola possibilità di successo in futuro o che comunque abbia molti lettori.
Ho letto sul sito i tuoi preziosi consigli sulla scrittura di un romanzo e li ho trovati molto utili e interessanti.
Grazie, spero di riuscirne a fare buon uso.


Gemma - Domenica, 4 Aprile, 2010 alle ore 17:02:48

commento: Trovo che questo articolo aiuti molto le persone che vogliono diventare scrittori o scrittrici come me per esempio. Io vorrei tanto diventare una scrittrice famosa, ma sono ancora piccola ho 12 anni e mezzo. Comunque io come sicuramente altri abbiano notato nel testo c'è scritto che ogni libro deve avere un genere, altrimenti non sarebbe per niente emozionante per le persone. Io sono pienamente daccordo, io una volta ho preso un libro, ma, non c'era scritto di che genere era. Io volevo ne volevo uno di avventure ma era un giallo, però mi è piaciuto lo stesso, e adesso preferisco di gran lunga il genere giallo, se non avessi compiuto quell'errore, stare ancora leggiendo i libri di avventure per bambini. Tanto prima o poi avrei dovuto lo stesso cambiare genere; giusto??




Audrey - Sabato, 3 Aprile, 2010 alle ore 16:06:24

commento: Grazie mille!Io sto provando a scrivere un romanzo,e spesso ho mille idee che sviluppo,ma poi le riguardo e mi sembrano un vero fiasco!Adesso so cosa fare!Grazie e un bacione a tutti gli scrittori come me!



saretta - Martedi, 23 Marzo, 2010 alle ore 19:01:16

commento: complimenti! ormai di persone che hanno voglia di darsi da fare e liberare la fantasia e ne sono ben poche... spero che il mio romanzo venga letto da molti teenager, perchè penso che leggere sia un'attività che coinvolge davvero tutte le persone di tutte le età! PS: i suoi suggerimenti sono stati d'oro! grazie di cuore... =)



Miss.Gre. - Venerdi, 19 Marzo, 2010 alle ore 18:00:40


commento: Trovo questi suggerimenti molto utili ed efficaci, soprattutto l' idea di compilare una scheda descrittiva su ogni personaggio del romanzo. Ma probabilmente l' autore si è basato su idee già avute, oltre che, sicuramente, già messe in atto. Non c' è nulla di male in questo. Anzi, mi baserò sui suoi consigli, per la stesura del mio romanzo. Perciò, nonostante tutto, lo ringrazio. Mi ha aiutato molto.



Lia - Martedi, 9 Marzo, 2010 alle ore 09:46:53

commento: Ciao.
E' molto bello il tuo blog, sopratutto i consigli che hai scritto mi sono stati di grande aiuto. Grazie. Volevo solo sapere (se mi potrai rispondere magari) se è possibile pubblicare un libro che ha incominciato a scrivere una ragazza di quasi 15 anni. Per forza la persona deve essere maggiorenne? Oppure può pubblicare la sua scritta a soli 15 anni di età? Grazie, Lia.




Irene - Venerdi, 5 Marzo, 2010 alle ore 00:36:31

commento: Ciao a tutti.. trovo quello che ho letto molto utile a livello tecnico, ma solo questo non basta... Scrivere è la cosa che più di tutte amo fare, l'unica che mi emoziona e mi realizza.. mi sento libera..
Quando ho un nodo in gola, o dentro al cuore un'esplosione di emozioni, sento il bisogno di sfogarmi e dare voce a qualcosa che voce non ne ha mai nelle reali circostanze della vita: L'ANIMA!
Qualsiasi cosa, qualsiasi esperienza, qualsiasi emozione, di rabbia o gioia che sia, gettata su un foglio, diventa magica poesia.. celebrazione della bellezza e della vita stessa!
Ho scritto diverse poesie, (che io chiamo "pensieri", in quanto non contengono strutture stilitiche ben definite, rime e quant'altro, ma sono semplicemente parole, pensieri, dettati dalle emozioni)... ho scritto pagine e pagine senza avere in mente qualcosa di ben definito... l'importante è scrivere..
Ma tutto questo a volte non mi basta..
Ora ho ritrovato più fiducia in me stessa, e in quello in cui credo profondamente, ed è per questo che, sento il bisogno di dare qualcosa agli altri.. parlare del mio mondo e riscoprire talvolta sempre una Irene nuova, diversa..
Questo è il MIO SOGNO.. aiutatemi a realizzarlo.. grazie!



ferdinando barili - Venerdi, 26 Febbraio, 2010 alle ore 22:30:58


commento:   l'argomento mi sembra molto ben trattato, come se l'autore fosse veramente uno scrittore. Scherzi a parte,  complimenti per la chiarezza, ma ciò nonostante molti come me, continueranno a scrivere, anche se solo per se stessi.
 Altrimenti come lo ammazzo il tempo? nando barili.

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