|
|
Come diventare scrittori oggi, di Andrea Mucciolo
Lo scrittore che ognuno ha dentro di sé
di Cinzia D'Antonio
L’autobiografia può essere considerata un tipo di scrittura intimistica. Gli scrittori di “professione” scrivono per divulgare un’idea, un messaggio ad un numero esteso di persone, utilizzando il genere letterario più consono alle loro esigenze, in forma impersonale, narrando una storia, un fatto realmente accaduto o di fantasia. Le storie sono il frutto della mente creatrice di un’opera, mentre l’autobiografia, «racconta il proprio mito» (Jung, Ricordi, sogni, riflessioni, Bur Rizzoli, Milano, 1998), parla in prima persona di chi siamo, scava nel proprio intimo, riportando in superficie elementi relegati nell’inconscio.
L’autobiografia è uno strumento utile per tutti. Ognuno potrebbe scrivere la propria storia, per fissare nero su bianco i pensieri, le azioni, per lasciare un segno di sé per se stessi, in modo da riflettere sulle scelte che determinarono e determinano i propri comportamenti. Ci sono molti esempi di autobiografie di persone che hanno fatto la Storia e di biografie scritte da un curatore a posteriori, ma qui si intende parlare di un lavoro più profondo, di un’autobiografia scritta di “proprio pugno”.
Un’autobiografia “intimistica” non è un gossip, uno scoop da prima pagina, ha tutt’altro valore e significato. In quest’ottica l’attenzione deve essere posta nel potere curativo della scrittura.
In un mondo dedito alle distrazioni - che focalizzano il tempo a nostra disposizione gettandoci fuori da noi stessi, disperdendoci tra mille peripezie come equilibristi, invece di introiettarci (e di prenderci cura di noi) - un ottimo metodo per stare raccolti con se stessi è il parlare di sé e scrivere la propria autobiografia. Curare la propria igiene mentale (nell’etimologia greca igiene significa sano) è una pratica quotidiana importante, la cosa più naturale e immediata da fare: chi si conosce meglio di sé, se non proprio se stessi?
Cinzia D'Antonio

Andrea Mucciolo
|
|
|
|