Come pubblicare un libro, di Andrea Mucciolo
Come cercare un editore e far conoscere la vostra opera
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Le agenzie di book on demand, anche se spesso possono fornire il codice Isbn, non sempre possono essere considerate delle vere e proprie case editrici come le vediamo comunemente nell’immaginario collettivo. Alcune di queste, inoltre, non forniscono proprio il codice Isbn, quindi altro non sono che delle tipografie, con la sola differenza che alle volte si occupano anche di correggere il vostro libro dai refusi (ovviamente dietro pagamento di somme maggiori rispetto alla sola stampa), di realizzarne la copertina e così via. Il book on demand può essere considerato una via di mezzo tra l’autopubblicazione vera e propria e l’editoria a pagamento . I costi non sono così esorbitanti come spesso si riscontra in quest’ultima; tuttavia, un libro pubblicato con un’agenzia di book on demand ha ben poche possibilità di finire in libreria.
Può costituire un valido strumento per diffondere un libro tra i propri amici, per farsi un regalo o per fare un regalo, ma pubblicare ricorrendo a tale sistema non significa di certo diventare dei veri scrittori. Nemmeno aiuta a crearvi un curriculum, in quanto spesso si tratta di una pubblicazione fantasma e comunque gli editori non vedono mai di buon occhio questo genere di diffusione dei libri. È bene tenere a mente, infatti, che l’autore che si stampa un libro da solo non gode di nessun tipo di considerazione nell’ambiente editoriale, è come se non esistesse. Buona parte degli editori non approva che uno scrittore decida di vendere le proprie opere per proprio conto in quanto crede (alle volte giustamente) che un libro pubblicato senza passare attraverso il filtro di una casa editrice non sarà mai un buon prodotto editoriale, a partire dal presupposto che l’autore abbia messo poco impegno nella stesura della sua opera, non essendo stato costretto a sottoporre il suo libro al giudizio di nessuno (né di una casa editrice né di un’agenzia letteraria) e avendolo immesso sul mercato “così com’è”.
Ad ogni modo, oramai, neanche tutti gli editori garantiscono quel filtro tra autore e pubblico, soprattutto quelli a pagamento, i quali, non avendo alcun tipo di rischio d’impresa, guadagnano anzi già dalla semplice stampa e pubblicano prodotti editoriali assolutamente scadenti.
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