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Giro di vite, di Jessica Mazzotti

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Erano stati davanti alla pizza a inventarsi cognomi,tutto il pomeriggio.
Continuarono uscendo dal forno.
‘Attenta alle ali,tesoro’ disse lui. ‘Tranquillo amore,grazie’ rispose lei.

Quando il sole si buttava nelle braccia della notte,a loro piaceva andare vicino al fiume per svolazzare un po’.
Così zaino in spalla,raggiunsero il fiume saltellando solo sulle pietre quadrate.
Nel tragitto lei aveva perso due lapis,qualche piuma ,le sigarette,un calzino e 4 forcine,
lui raccogliendo tutto le aveva parlato della teoria del ‘Thè alla pesca’, delle pale da vento,dei temibili Mostri Daffondoletto’.

Ogni tanto lui la baciava sulla nuca,dove,diceva, nasce il formicolio che crea il bacio.
Poi si immaginarono mestieri d’altri tempi,l’uno lo crea per l’altra e viceversa.

Per lei,lui è un negoziante di formaggi,con un occhio verde e uno marrone.
Uno di quegli uomini che mette il colore del sole in tutto quello che ha tra le mani,uno che ha le mani rigate dal caglio,che affonda per primo il dito nella ricotta.
Anche il vestito della domenica profuma di primafetta.
Se lo immagina parlare con i prati e le nuvole,dormire in una casa di mattoni rossi e col coltellino in tasca.
Uno che viaggia col carretto,dignitoso come un innocente che si fa impiccare per amore.

Lui la inventa raccoglitrice di fiori.
La vede quasi scegliere con minuzia i colori e legarli insieme con dello spago da sedia.
Non è egoista,prima raccoglie per gli altri: vende i mazzolini fuori dalla Chiesa,ma ne regala alle bambine che zoppicano.
Se ne rimangono di rossi,se li infila tra l’orecchio e i capelli.
Tiene tra le braccia i suoi fiori,come fossero l’ultimo bambino sulla terra.

Un sospiro di vento li fa rabbrividire e lei si mette la sciarpa,che le si impiglia tra le ali.
La tira e le si staccano,volano da sole oltre l’acqua.
‘Porca puttana ho perso le ali’.
‘Poco male,te le presto io.’ E gliele attacca sulla schiena.
Altro sospiro di vento,volano di là dal fiume anche le ali di lui.

 

‘Cazzo,e ora come ci torniamo nell’Olimpo,Bacco?’

‘No,comunque non è possibile,prima perdi il filo,e va bene storia vecchia. Poi perdi le chiavi di casa due volte nel giro di 3 giorni,poi l’orologio,anche la mia corona di pampini perdi,lo sai che se vado in giro senza Zeus s’incazza che dice non  so pubblicizzarmi! Ora pure le ali!

‘ No,vabbè io perderò anche tutto,ma essere tua moglie è uno stress! Maledetta l’isola di Nasso!
Tutte le sere sono costretta a reggerti la testa mentre vomiti,lo chiami uno spettacolo divino questo?
E io che me lo immaginavo tutto miele,satiri e ambrosia ‘sto matrimonio!’

‘Lo sai benissimo che è il mio lavoro,non me lo far pesare per favore! Dai,pensa a qualche genialata mitologica per farci tornare a casa, Miss-ci-esco-io-dal-labirinto-di-Minosse.’

‘Ma non sei te il Dio,e allora schiocca le dita,muovi il naso o che so io e riportaci a casa,no?’

‘Sei cretina Arianna! Ti avevo detto di stringertele le ali stamattina,o sbaglio?’

‘Ma cosa dici?...sei ubriaco anche ora,Bacco? Dimmi la verità..!’

‘No,davvero,stamattina mentre mi lavavo i denti ti ho detto ‘Arianna,mi raccomando dai un giro di vite’. Non mi ha neanche sentito suppongo..’

‘Aaaaaaaaah…..DAI un giro di vite eh…….cazzo,Bacco! Io Ho capito FAI un giro di vite e sono andata nella vigna,pensavo di essermi dimenticata qualcosa anche lì…...’

 

Jessica Mazzotti