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Bellezza felina e altre poesie, di Diego Rosato


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Poesie

di Diego Rosato


Al mare

1
Stesa sulla sabbia, meravigliosa,
Abbronzi la tua pelle al Sole,
Come candido bocciolo di rosa
Diventa un rosso splendido fiore.

2
E così come t'avvolge la luce,
Calore su quel corpo delicato,
Come sussurra del mare la voce
Dalla brezza marina carezzato,

3
Vorrei stringerti tra queste braccia,
Dicendoti tenue quanto ti amo,
Mentre la tua mano sulla faccia,

4
Grazie al suo potere arcano,
All'amore che tra noi s'intreccia,
Dalla tristezza mi tiene lontano.


Bellezza felina
 
1
Tu, sinuosa come una pantera,
Chiara come la tigre siberiana
Forte come una leonessa fiera,
Sei la mia micetta romana.

2
Or mi graffi, temibile felina,
Stuzzicata dal tuo ingegnere,
Ma l'istante dopo, a me vicina,
Fai fusa di affetto sincero.

3
Ammaliato dalla tua bellezza,
Desidero solo prendermi cura
Di te, darti una tenue carezza.

4
Donna, meraviglia della natura,
Vivere te è vivere d'ebbrezza,
Mia straordinaria dolce creatura.


Il nero

1
Con la tua maliziosa dolcezza
Mi guardi splendida come il Sole.
Non c'è infatti alcuna stranezza
Se luce nera mi mostra l'amore.

2
Neri scendono morbidi capelli
E si fondono con nero vestito:
Si stagliano i tuoi occhi belli,
Il sorriso dolce, il cuor ambito.

3
Nera stella che guida il cammino
Della mia or grigia esistenza
Donami di luce un lumicino.

4
Tu sei, d'amor radiosa essenza,
Pur nera, come alba al mattino,
Luce di cui non posso far senza.



Il bacio

1
Ti prendo in braccio e ti sollevo,
Con la mano ti do una carezza,
Con l'altra stringo quel corpo leggero
E mi pervade un senso d'ebbrezza.

2
Tu mi appoggi le mani sul petto,
Mi doni un sorriso delicato,
Un tenero sguardo pieno d'affetto,
Che il mio cuore ha incantato.

3
Or protesa a me, con un sospiro,
Chiudi gli occhi, mi sfiori la bocca,
Con un bacio mi togli il respiro,

4
Mentre il cuore d'amore trabocca.
Mia Fata, non prendermi in giro,
Se d'amor ho fantasia 'sì sciocca.
Il frutto più dolce
 
1
Di ciliegia quella tenera bocca,
Di more quei morbidi capelli,
Di pesca la pelle e d'albicocca,
Di cacao quegli occhi così belli

2
Di vaniglia quel candido sorriso,
Di fragola la dolce tua gota,
Nel fiore del tuo splendido viso
Tale frutta invitante si nota.

3
Della natura il più dolce frutto
Sei tu, meravigliosa Fatina.
Del tuo splendore adoro tutto:

4
Viso, corpo, quella tenue vocina,
L'anima tua, dolcissimo succo
Del tuo cuore, mela zuccherina.


Il fuoco

1
Calda fiamma, che brucia ondeggiante,
Radiosa di luce tenue, m'accende,
Nel pomeriggio all'ombra del monte,
Che su questa casa sul tardi scende.

2
Un ciocco di legno or la ravviva,
Gettato ad arte nel caminetto.
Essa l'abbraccia, amante lasciva,
Ch'arde di passion il suo diletto.

3
Ciò accade anche nel mio cuore
Da quando t'ho conosciuto, Fatina.
Il fuoco mio si chiama amore,

4
La fiamma sei tu, mia Piccolina.
E, seppur non di legno, tontolone,
Felice brucio come paglia fina.


La lacrima
 
1
Scende sulla tua tenera guancia
Una lacrima di stanca tristezza.
Cancellarne tutto, anche la traccia
Vorrei con una tenue carezza.

2
Il desiderio di starti accanto
Cresce quando tu sei così triste
Da cedere a quell'odioso pianto,
Cui il mio cuore non resiste.

3
Può l'amore mio darti sollievo,
Porre fine a ciò che ti tormenta?
Tu sei con me in ogni pensiero

4
Ed il sentimento che si cementa
Ti offro, puro, semplice, sincero.
Se sol bastasse a farti contenta!


Il monte
 
1
Roccia liscia, senza alcun appiglio.
Più su la neve forma un torrente,
Che l'argilloso terriccio vermiglio
Scava a valle tra l'erba silente.

2
Io m'appresto, umil rocciatore,
A scalare la ripida montagna,
Guidato dal mio ferito cuore,
Verso ciò che fortemente agogna.

3
Sulla cresta più alta c'è un fiore,
C'è una candida stella alpina,
Forte nel suo tenero candore.

4
Però la vetta non si avvicina,
Nonostante lo sforzo di amore:
Lontana resta la mia Fatina.


La tempesta

1
Vento di pioggia. Di colpo un lampo
Annuncia l'imminente temporale.
Non resta che cercar riparo, scampo,
Come nel bosco fa un animale.

2
Trovo il tuo leggero tremore,
Nel letto, sotto le calde coperte:
Cerco lenirlo col mio amore,
Cingendoti con queste braccia strette.

3
Apri gli occhi, mi guardi serena,
Un sospiro precede un gemito.
Anche se fuor la tempesta balena

4
Or è scomparso quel lieve tremito.
E di te che t'addormenti la scena
Scalda questo mio cuore gelido.


La ninfa

1
Non donna, ma bensì piccola dea,
Sei per me, mia dolce Fatina.
Non lussuriosa Afrodite achea,
Ma candida, pura Vesta latina.

2
Tanto lontana dal mio abbraccio,
Ma non dalla mia legata mente.
Mia anima divina, come faccio
A mostrarti quanto sei importante?

3
Io, per te umile sacerdote,
Venero la tua forte dolcezza,
Adoro le tue tenere gote.

4
Nel mio cuore la sola certezza,
Tra le mille cose ch'a me son note:
Vivo sol per una tua carezza.


Senza ali

1
Caduto a terra, ti vedo volare,
Tenera Fatina, mentre ferito
Nel profondo del mio stanco cuore,
Su cui Amore ha infierito,

2
Spicco un balzo per rialzarmi in volo,
Ma precipito, rimasto senz'ali,
E di nuovo mi ritrovo al suolo,
Afflitto dai miei vecchi mali.

3
Tu scendi da me, tenero angelo,
Provi a curarmi col tuo affetto,
Che mi avvolge come soffice velo,

4
Ma il tuo volo non è per me inetto
E così ritorna in me il gelo:
Vai da lui ed io resto negletto.


Solo

1
Piccola stanza, un po' fredda a volte.
Disteso in penombra, volgo lo sguardo
A riconoscere le cose, molte,
Che di lei portano il ricordo.

2
Distolgo la mente da quel pensiero,
Ma un flebile rumore di fondo,
Come un battito di cuore aptero,
Soverchia la mente ed io sprofondo

3
Nell'incubo tetro di una vita
Di solitudine, dalla tristezza
Attratto come da una calamita,

4
Che solo un dolce sorriso spezza
Di donna però anch'essa rapita,
Che potrebbe ridarmi allegrezza.


Straniero

1
Scendo dal treno. La pioggia battente
Ricopre Roma, nel caos urbano.
Nel mio cuore non sei assente,
Ma non sei qui a tenermi per mano.

2
Non conosco strade, sono spaesato,
Ma chi sono tutte queste persone?
Purtroppo io non sono abituato
A muovermi in questa confusione.

3
In questa città mi sento straniero,
Tranne quando sei con me, Fatina:
Col tuo tenero affetto sincero

4
La città diventa più piccolina,
L'animo cessa di essere nero:
Non è questa tua superba magia?

 

Il torrente

1
Un piccolo corso di acqua fresca
Scorre placido in valle silente.
Par che cristallo al fuoco si mesca,
Per riflesso del Sole lucente.

2
Un rivolo d'acqua che dona vita
A tutta l'immensa valle erbosa:
Per esso ogni pianta è fiorita
Ed ogni creatura vive gioiosa.

3
Limpida, fresca, candida, lucente,
Sei tu forza della natura
Più di qualsiasi freddo torrente.

4
È te che vedo, tenera creatura,
In questa valle ch'è la mia mente,
In cui tu regni dolce, sicura.


Al Bar dell'Oppio

1
Seduta, le gambe accavallate,
Bevi il tuo cappuccino caldo.
Mi lanci le tue dolci occhiate,
Che fanno il mio amore saldo.

2
Una battuta un po' più pungente
Ed io gioco a fare l'offeso,
Ma con una carezza all'istante
Mi lasci d'umorismo indifeso.

3
Una carezza con quella manina,
Accompagnata dal tenero sguardo,
Specchio dell'anima tua, Fatina,

4
Per la quale di te da tempo ardo.
Il regalo più bello d'una vita,
Che trafigge cuore come un dardo.



Una goccia d'amore

1
S'ingrossa il mare per la tempesta,
Spinte dal vento, s'alzano le onde.
Tra tali marosi altro non resta
Che abbandonar le acque profonde.

2
Ma una goccia cade giù dal cielo,
Rossa d'amore, calda di passione,
Che squarcia le nubi come coltello
E pone fine al marin tifone.

3
In mare di solitudine mia
Basta un tuo tenero sorriso
Perché tempesta muti in fantasia.

4
Quella goccia è il tuo sorriso,
Che con la sua potente magia
Cancella tutto ciò che m'è inviso.


Peluche

1
Una dolce orsacchiotta di pezza,
Bruna con gli occhi color nocciola.
Di quelli che ti fanno tenerezza.
Da stringere quando, di notte, sola.

2
Darle affetto, ricever calore,
Con abbraccio forte, ma delicato,
Vorrei, come solerte dottore
Cura un cuore triste e malato.

3
Ma, pur sciupata, un tenue sorriso
Allo sguardo rinvigorito dona,
Ricamo sulla seta di quel viso.

4
Seta, sì, stoffa assai buona,
Che l'animo d'affetto ha intriso
Non appena carezza la corona.


Poeta senza Musa

1
Come rinsecchito ramo potato
Cade dall'alto del cielo di foglie
Ed al suolo resta abbandonato,
Marciscono le sue fronde spoglie.

2
Come sognatore senza più sogni,
Privato di unica fantasia
Che a mente ora stanca ad ogni
Istante indichi la retta via.

3
Così poeta dalla musa negletto
Annichilito, immobile resta.
Non v'è in vita più alcun diletto.

4
Vita, una volta splendida festa,
Cui egli è ora interdetto,
E mutata in esistenza mesta.




L'anima

1
L'anima mia, brillante scintilla,
Fiume di lava nel freddo inverno,
Che dal vulcano del cuore zampilla,
Pare vivere di fuoco eterno.

2
L'anima mia, onda impetuosa,
Corrente marina inarrestabile,
Che spazza ogni tempesta ombrosa,
Spinge di vita la barca agile.

3
Eppur basta poco a questa forza,
Una sola goccia di sangue rosso,
Senza la quale subito si smorza.

4
Da tal goccia d'amore tuo mosso,
Batte il cuore sotto dura scorza.
Amor senza cui viver non posso.