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La pelliccia

di Catello Nastro

 

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Anche io, in chiesa, vado ogni tanto, qualche domenica, per incontrare Dio ed anche me stesso. In un momento di preghiera, di raccoglimento, nel confronto con l'Aldilà, capita, come capita a tutti gli esseri umani che credono nella fede, anzi, nella nostra fede cristiana, di fare delle considerazioni, di soffermarsi a dialogare con se stessi, con il proprio "ego" religioso, in parole povere con la propria coscienza. Si fa il bilancio delle azioni buone ed anche di quelle cattive. Penso che nessuno di noi - o almeno solamente pochissimi, ma molto pochi veramente - arrivano davanti al Signore Onnipotente con una innocenza totale, come neppure penso che molti arrivano davanti a Lui con una colpevolezza totale. In effetti una vita di crimini, più o meno atroci, può trovare delle attenuanti generiche ( molto generiche, per la verità!!!) come la condizione sociale, uno stato d'animo travagliato, un attimo di pura follìa, un atavico sentimento insano che nessuna psicanalisi è mai riuscita a scavare ed eviscerare da un passato a dir poco terribile, un desiderio represso per lunghi anni e poi venuto alla luce chissà perché, chissà per come. Ma non vogliamo fare un trattatello di psicanalisi, ma solamente delle considerazioni spicciole su una delle tante ipocrisie umane. Il pentimento.Chi va in chiesa, naturalmente, accede spogliandosi di una ricchezza materiale, fatua, vuota, inutile, egoistica, insignificante o addirittura priva di qualsiasi significato. Dice un verso letto da qualche parte:".E' più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco vada in paradiso!!!" . Non starò certamente a vagliare al centesimo i conti correnti bancari di tutte le signore che vanno la domenica a sentire la messa o tutti i pomeriggi a partecipare al Santo Rosario. Né tanto meno come hanno accumulato la loro ricchezza ( centinaia, migliaia o addirittura milioni di euro) che solo la Guardia di Finanza, dopo attenti esami, riuscirebbe a scoprire. Non starò a periziare la quantità - e la qualità firmata - di ori e pietre preziose che hanno addosso senza paura alcuna di un furto o di uno scippo. Non starò a quantificare il costo degli abiti firmati dalla boutique alla moda del capoluogo di provincia riservata quasi esclusivamente ai miliardarie ( delle vecchie lire, si intende!!!). Non starò a considerare l'alta professionalità, nonché alto costo, del coiffeur, per non parlare infine del costoso intervento del truccatore o del chirurgo estetico alle labbra o ai seni al silicone. La fede è sempre fede. Ma venire in chiesa con una pelliccia addosso, che non solo costa svariate migliaia di euro, accumulati chissà come e chissà perché, ma che è stata ricavata ed assemblata ai danni di povere bestiole che se ne stavano per i fatti loro a vivere in un ambiente dove sì, non pagavano l'ICI, l'IRPEF e la tassa di soggiorno, ma dove non disturbavano nessuno senza vivere alle spalle degli altri abitatori o sfruttando la natura, ma consumando solo i frutti spontanei della foresta che altrimenti sarebbero stati irrimediabilmente perduti. Queste povere bestiole, visoni, cincillà, castori, ermellini, volpi, lontre, se ne stavano per i cacchi loro senza disturbare nessuno. Sono stati catturati ed assassinati: addirittura scuoiati vivi per non compromettere la pelliccia milionaria. Adesso in Cina "fanno la pelle" ( sarebbe proprio il caso di dire) anche a cani e gatti. E pure queste povere bestiole, pensate, scodinzolano la coda e fanno le fusa, innocenti, ai loro carnefici che non hanno pietà alcuna, che non hanno considerazione di questi esseri, quasi umani, che tanto ci amano solo in cambio di qualche avanzo di cibo che il nostro stomaco non ce la fa più a sopportare. Ed allora perché non vietare le importazioni di pellicce dalla Cina e dagli altri paesi assassini? Perché una diplomazia, spesso menefreghista, spesso ipocrita, spesso egoista, non trova un sistema per evitare questa "strage degli innocenti". Se questa è globalizzazione io non l'accetto. Allora sto con i non global. Se questo è rispetto delle leggi internazionali io mi rifiuto di accettarle. Se queste sono leggi di mercato internazionale, io dico che questo mercato è un mercato iniquo, ingiusto, disumano, che offende la dignità umana. Siamo ritornati al mercato degli schiavi col diritto di potere di vita e di morte su altri esseri del nostro pianeta che, seppur non hanno niente di umano, hanno pur essi una dignità di esseri viventi facenti parte di un organigramma cosmico che merita grande considerazione, rilevanza, rispetto. Se l'uomo scuoia un animale vivo ( un animale innocuo ed inoffensivo) facente parte delle creature che Iddio ha posto sulla terra per renderla più bella e meravigliosa, allora viene da porsi una domanda molto semplice. Ma chi è l'essere umano e chi è l'animale che uccide e spella, sebbene ancora vivo, un essere del creato solo per ricavarne una manciata di miserabili banconote che, probabilmente, sperpererà in pochi giorni per le sue insane passioni. Odio le donne con la pelliccia!!! Specialmente se l'animale o gli animali che sono stati sacrificati sono stati scuoiati vivi. Specialmente se sono stati allevati in ambienti artificiali ed artificiosi, una specie di prigione, per ricavarne un istantaneo e maggiore guadagno, specialmente se sono stati cresciuti al di fuori del loro habitat naturale, come in un campo di concentramento e poi assassinati come in un campo di sterminio. Proprio per questo, se fossi un prete accetterei la presenza nella casa di Cristo di donne di dubbia moralità ma non di donne con la pelliccia. La moralità è un fatto passionale, immediato, spesso non duraturo nel tempo. L'assassinio di un animale innocente non trova nessuna giustificazione. Se non la superbia nei confronti delle altre donne che non possiedono la pelliccia. E la superbia è, secondo me, uno dei peccati più gravi. Lo stesso discorso è valido anche per la caccia. Qualcuno potrà obiettare che la caccia ha tradizioni antiche. Anche l'uomo primitivo era un cacciatore ancor prima di essere agricoltore. Ma c'è una bella differenza. Mentre l'uomo primitivo cacciava per procacciare il cibo a se ed alla sua famiglia, con sistemi primordiali, l'uomo moderno - quello del terzo millennio, per intenderci - non solo caccia con fucili automatici a ripetizione, ma nella maggior parte dei casi non appena uccide un piccolo volatile lo da in pasto ai suoi cani che spesso lo tralasciano perché oramai satolli ed abituati alle scatolette e quindi ammazza dei poveri volatili, la maggior parte dei quali in via di estinzione, per il solo gusto di uccidere, per il divertimento di dire agli amici "Ieri ho fatto fuori cinque volatili!!!" sollazzandosi e gloriandosi come fanno i camorristi quando commettono un crimine rilevante o un grosso furto in banca. Non so quale sia il crimine più grosso: quello di uccidere un uccelletto per il gusto di uccidere o quello di scuoiare un animale vivo, facendolo soffrire enormemente per non guastare la pelliccia. Quando abitavo a Torino, la moglie di un mio amico che frequentava una riserva di caccia ( potevi abbattere due fagiani ed una lepre, e non di più), mi telefonava ogni domenica verso le undici del mattino invitandomi ad andare a casa sua per ritirare la cacciagione frutto della battuta settimanale del marito. In verità lo facevo con piacere perché vivere a Torino negli anni '70, solo con uno stipendio di impiegato statale, non avevi proprio da scegliere in macellerie e dovevi per forza rivolgerti al terzo taglio che costava molto, ma molto di meno. In questo caso avevo due attenuanti: primo, non ero io l'assassino dei pennuti, secondo li mangiavo.non dico con tutte le ossa, ma li spolpavo a dovere. Dimenticavo di dire che la mia.benefattrice odiava la cacciagione non perché fosse contro la caccia, ma perché era contro la cucina ed ogni giorno preferiva consumare i pasti in ristorante. Figuriamoci se si metteva a spennare i fagiani o a scuoiare la lepre, non per rispetto degli animali ma per non rovinarsi le unghie. Ma ritorniamo al "gli hanno fatto la pelle" oppure "gli ha fatto la pelliccia". Due concetti ben diversi per indicare che un povero animale è stata assassinato ed una bella donna ( moglie o amante) è stata gratificata con la pelliccia di un povero animale magari in via di estinzione. E già immagino la scritta all'ingresso del Paradiso:" Vietato l'ingresso agli assassini, agli strozzini, ai pedofili, ai camorristi, agli sfruttatori, ai guerrafondai, ai criminali, ai traditori, ai politici disonesti e.alle donne con la pelliccia!!!"

Catello Nastro