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Come Giotto superò Cimabue nella pittura

di Catello Nastro

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Una gradita lettera di una poetessa

Quando sentiamo parlare di pet-terapia, di musico-terapia, di arte-terapia, riportiamo alla mente i benefici alternativi di questi mezzi usati nella società moderna e che in molti casi riescono ad aiutare l'essere umano. In particolare modo dell'età degli.anta, Scrivere poesie, oggi, presume una certa conoscenza della lingua per quando concerne quello che potremmo definire, impropriamente, supporto tecnico. Ma alla base essenziale c'è bisogno di una spiccata e personale sensibilità verso le problematiche della vita, la sfera sociale, quella affettiva, il mondo che ci circonda e chi più ne ha più ne metta. Ricordo ancora una frase ascoltata da una pittrice ultrasettantenne a Torino. " Io dipingo per sbarcare il lunario morale dell'ultima parte della mia esistenza." Ricordo ancora oggi la gioia del suo volto quando le assegnavano anche un modesto, ma altamente significativo, per lei, riconoscimento o anche un attestato di partecipazione. Dopo questo preambolo introduttivo del ruolo sociale dell'arte in genere (musica, arte figurativa, poesia, ecc.), voglio riportare, integralmente, un biglietto di una signora che scrive poesie da alcuni anni e che recentemente è stata premiata ad un concorso letterario in provincia di Benevento. Il mio merito, sia ben chiaro, è stato solo quello di averle dato il bando di concorso scaricato da internet, oltre che qualche consiglio, molto generico e breve, sulla composizione poetica. "Grazie a te, Catello Nastro. In questi giorni sto vivendo una grossa emozione. Quella di essere chiamata al telefono e di sentirmi dire che fra ottocento partecipanti sono arrivata quarta e per questo ricevere un'artistica targa. Ma tutto questo lo devo a te, Catello, che mi hai dato la possibilità di partecipare e ti ho pensato tanto e ti ho pensato tanto anche ieri che ero a San Giovanni Rotondo ed ho scelto per te un pensiero simbolico: un modo semplice per dirti grazie!" Maria Luisa Limongelli. Scritto il 13 maggio 2008. Ma cosa c'entrano Giotto e Cimabue, potrà chiedersi il lettore attento ed oculato. C'entrano, per il semplice fatto che anche io ho partecipato al concorso e la giurìa non mi ha degnato nemmeno di un semplice attestato di partecipazione. Ma, vi prego di credermi, cari lettori, che questo biglietto lo terrò come il più importante di tutti i miei attestati.

Catello Nastro