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Il Festival di Sanremo PROCESSO E PRO-CESSO

di Catello Nastro

 

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Il Festival di Sanremo PROCESSO E PRO-CESSO

Quando iniziò il Festival di Sanremo la TV (fortunatamente o sfortunatamente) non esisteva ancora. Allora c'era la radio con le valvole. La Radio Marelli, l'Irradio, la Magnadyne, la Phonola, l'Allocchio Bacchini, come pure La Voce del Padrone, ma mi sembra che non esisteva più nelle nostre case. A quei tempi c'era pure il Festival di Napoli. Quando cantava anche Nunzio Gallo, da qualche settimana scomparso in quel di Telese. I cantanti li potevi vedere solo dopo alcuni giorni su un settimanale in bianco e nero con foto talvolta sbiadite anche perché stampate su carta scadente. Per radio ti sentivi le canzoni ed al massimo la presentatrice o il presentatore che annunziava, sinteticamente, il concorrente. Oggi al Festival della canzone di Sanremo, tutto senti fuorché le canzoni. E se le senti, tra quelli che le hanno scopiazzate (ndr.plagio), tra quelle che piangono (ndr.vero o falso), tra quelle che si presentano mezze ignude con le poppe al vento( ndr.vere o false pure quelle), tra presentatori alti ed antichi ed altri più giovani e bassotti, tra bionde dell'est e nere del sud, tra vestiti miliardari e scenografie dai mille colori, fulminanti, che se le avessi tu in casa non ti basterebbe tutta la pensione per pagare la bolletta dell'ENEL, lo spettacolo, frutto dell'ultima tecnologia del terzo millennio, va avanti. E ci sono pure quelli che si commuovono e cercano pure di far commuovere la nonnetta che si autorincoglionisce davanti alla TV a tal punto che non riesce più a comprendere chi canta, chi suona, chi presenta oppure qual è lo spacco pubblicitario. E le battute volgari e stupide, poi, dove le mettiamo. Se io scrivo una stronzata subito vengo cestinato dal redattore capo, se la dicono i big per TV, magari gli aumentano lo stipendio ed aumenta anche l'audience, anche se in prima serata ci sono dei bambini che si sono bisticciati coi Simpson o con Paperino o anche con Gatto Silvestro che si voleva mangiare Topo Gigio. E poi ci sta il processo. E a questo punto si va proprio a finire nella cacca. Con tanti problemi che abbiamo in Italia hanno la capacità di discutere per trenta giorni e per tre ore al giorno e su tre diversi canali e con tremila intervistati ognuno dei quali cerca di scovare qualcosa di inedito, demenziale, incredibile, strano, su una sola parola che ha detto il big. E solo allora ti poni la domanda: ma chi cacchio è questo big? Di solito ha la faccia da deficiente.ma è bello, piace alle donne e se è una donna piace agli uomini, in caso diverso è un gay. Cinquanta anni fa i fiori li vedevi solo nella canzone di Nilla Pizzi( Grazie dei fior.). Oggi li trovi dappertutto: nei ristoranti, nei bar, nel salone del Festival, nei camerini delle presentatrici e delle cantanti. E solo allora ti viene in mente di fare il pro-cesso. Ma al posto di rose, gardenie, garofani e margherite, non sarebbe stato meglio se avessero coltivato broccoli, rape, cicorie e pomodori, così i pensionati si potevano anche permettere il lusso di andare al supermercato e vedere l'offerta speciale: compra tre mazzi paghi due. Con l'euro il mazzo l'hanno fatto più grande, sì, ma.ai contribuenti!!!

Catello Nastro