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Ed a me che me ne frega

di Catello Nastro

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Ci sta gente, su questa faccia della terra, che dei problemi degli altri, che poi in effetti sono anche i propri, non se ne frega proprio. Se vede un ladro che sta scippando una vecchietta alla posta che è andata a prendere la sua miserabile pensione, non pensa nemmeno di chiamare il 113 per denunciare l'accaduto e, magari, col suo intervento, acchiappare anche il criminale. Talvolta basterebbe che uno facesse una semplice telefonata alla Polizia o ai Carabinieri, che, tra l'altro, mi sembra sia anche gratis, per permettere di acciuffare un ladro, o un violentatore di donne, o un pedofilo. In gergo tecnico si chiama "omertà". Lo sentiamo spesso dire per televisione quando di parla della Sicilia e dei problemi della mafia. Ma anche da noi, che non siamo da meno, per piccoli o grossi reati, ai nostri amici isolani. Questo fenomeno è sempre attuale. Certo è difficile denunziare una persona che parcheggia in divieto di sosta, oppure negli spazi riservati agli invalidi, come pure sembra arduo evidenziare alle autorità competenti, quelle persone, dabbene naturalmente, che non fanno la raccolta differenziata o, addirittura, che buttano il sacchetto dell'immondizia, senza scendere dalla macchina, in mezzo alla strada. E questo è un reato. Buttare l'immondizia sulla strada è senza dubbio un reato. Certamente non sarà punito e anche se lo dovesse essere ci sarà un indulto che scagionerà, se non il criminale, senza dubbio lo sporcaccione che, compiendo tale insano gesto, mette in pratica il vecchio detto ".ma a me che me ne frega!!!". Ed a questo punto il riferimento al capoluogo campano è senza dubbio di prassi. Certamente la raccolta differenziata in molti paesi non funziona, sebbene gli "addetti ai lavori" siano centinaia, talvolta migliaia. Ma ritorniamo alla nostra vita quotidiana. Vado dal calzolaio ( razza in via di estinzione!!!), mi faccio risuolare le scarpe, alle quali sono affezionato ed anche perché le nuove costano molto se di buona marca e poco se sono cinesi, ma poi ti fanno venire i calli ed il male ai piedi che non puoi, la mattina, nemmeno andare a comperare il pane quotidiano. Per risuolare le mie profumate salvapiedi, mi chiede quindici euro. Sono le vecchie trentamila lire. Deve pagare il cuoio, il fitto, la luce, la mano d'opera e l'iscrizione alla camera di commercio. In parole povere su quei quindici euro tre se ne vanno per spese varie. Se gli chiedo di farmi la ricevuta fiscale egli deve pagare allo Stato (benedetto!!!) altri tre euro che, aggiunti agli altrui tre per spese varie, arrivano a sei. Allo stesso rimangono solo nove euro. Dedotte le spese per il cuoio non si sa che cacchio potrebbe rimanere nelle tasche del povero artigiano, peraltro in via di estinzione. Ed allora cosa fare??? Innanzitutto esentare i piccoli artigiani (sarti, calzolai, stiratrici, callisti, barbieri, fabbri, falegnami, riparatori di elettrodomestici, ecc.) da qualsiasi forma di imposta sul valore aggiunto, valutando però, il tenore di vita. Se ha la villa alle Maldive e la Maserati sotto casa è senza dubbio tassabile. Ma se viaggia sulla Fiat Uno scassatissima, e vive nelle case popolari, allora bisogna considerare il suo caso con buon senso. All'uomo qualunque, di antica reminiscenza, ritorna spesso alla mente il rapporto stato-cittadino. Non perché sia cambiato lo stato o il cittadino, ma semplicemente perché è cambiata la formula di giudizio della giustizia. Se un pensionato ruba in un supermercato un pacco di pasta che costa meno di cinquanta centesimi, è senza dubbio un ladro, ma se un grosso magnate ruba allo stato alcuni milioni di euro, è senza dubbio un ladro pure lui. Ma ve la sentireste voi, cari lettori, di dare cinque anni di carcere a quello che ha rubato mezzo chilo di spaghetti e cinque anni di carcere a quello che ha rubato alcuni milioni di euro??? Certo che a questo punto qualcuno potrebbe anche dire ".ma a me che me ne frega!!!". Ma in questo caso il tizio, vile, si rende complice di un reato che, col suo intervento, col suo operato, potrebbe combattere, eliminare, stroncare, o almeno collaborare a rendere la giustizia più giusta. Sovente, condanniamo gli altri per la loro omertà: ma guardiamoci prima allo specchio. Le grandi rivolte della storia, che hanno portato alla democrazia ed alla libertà, certamente non sono state fatte da coloro che pensavano - e che pensano ".ma a me che me ne frega!!!".

Catello Nastro