Menù principale

Racconti

Poesie

Pittori

Sculture

Musicisti e cantanti

Foto e fotografi

Fumetti

Dio e la fede

 

Consigli per scrittori

Consigli per gli aspiranti scrittori

Grammatica italiana

Agenzie letterarie

Case editrici per autori esordienti

 

 

Scrivere una poesia


POESIE, di Andrea Mucciolo

 

CITTA’ DI RANDAGI

È una città di randagi
la mia,
spiriti raminghi
dimenticati
errano
ondeggiano
come abeti deboli,
con le radici
troppo superficiali
come le robinie.

Pensieri bucati
maledicono
la triste realtà
del cielo plumbeo.

Io sono qui.
Teatro della vita
Nessuno ride
Nessuno ricorda.

Non hai visto
nulla,
perché eri
via
altrove.
Forse sei tornata
appena un attimo
trasportata da un ricordo
penoso,
ma solo
una città di randagi
hai trovato.
Persino i busti
degli antichi
divelti
dal viale
su per quel colle.
Niente più
sguardi dei saggi
ad accigliare
su questa meschinità.
Via anche
i nomadi dell’anima.

Troppo tardi
nessuno mette
più le radici
nella città
dei randagi.

Andrea Mucciolo








AL LARGO

Nudo davanti a te
tuttavia avvolto
nella fragile esistenza.
Da lontano illuminerai
quell’angolo tra i quattro pini,
dove la canicola
avrà forse pietà di me.
Ascolterai di nuovo
il grido molesto
di quella cascata,
dove l’acqua scivola appena
sulle tue labbra,
e non lava via
la tua aridità.

In mare aperto
ti ritroverò,
senza più ripugnanti meduse
a sagomarti da lontano,
e acqua salata
da mandare giù.
E grande ti staglierai
fin laggiù
dove i delfini
non hanno paura.


TEPORE

Una bambina
vuole toccare il sole.
L’annullamento della bontà
non ha oscurato
il suo paradiso di speranze.
Il drappo dell’orco
non è arrivato
a lambire le ferite
del suo ego.
Bambole piangono
concimano
dove il fiore è esanime.
Rinasceranno arcobaleni
della Nuova Era.

La bambina
non può toccare il sole,
ma tende la mano
e aspetta
che il tepore della vita
la prenda con sé.



RITORNO ALLA FONTE

Un miraggio m’appare
accennato
tra la fitta boscaglia,
dove il sole
non può entrare.
Ricamato
sulla seta pura,
avvolge di pensieri
la tenue entità
ancora
metà umana,
che stanca lambisce
la volta del cielo.
Ma tu,
proprio tu,
che apri l’infinito
crei un nuovo universo
di luce, argento e oro,
tu
mi guiderai
altrove,
dove gli angeli senz’ali
bevono ancora
dalla fonte.



AMORE DI SETA

Amore di seta
asciuga le lacrime
di un’anima debole,
con gli occhi uccisi
da un cuore d’amianto.
Amore di seta
rinasce
dall’umiliazione,
nutre l’anima
dà la vita
annulla
il pogrom degli spiriti solitari.
Amore
non è seta
ma un ruvido fazzoletto,
che volteggia
sul perpetuo moto dell’umanità.



ANIMA DI SOLE

Anima di sole
goccia dell’eternità
accenderà
pensieri di limbo,
scioglierà
il peccato del mio cuore.
Pitterà
una Pasqua di speranza
tra i sospiri del mio petto,
innalzerà
una terrazza di gioia,
volerà
verso un empireo di beatitudine.
Un’anima di sole
volgerà il suo sguardo
dipanando nuvole di odio,
lambirà
il fantasma di una sofferenza recondita.
Anima
di sole
dolcemente
scalderà
l’inarrestabile ego
del mio battito vitale.
Maturerà nel suo grembo
grappoli di vita.
Mi regalerà
delle perle d’infinito,
annaffiando con la chimera
di un animo limpido,
il campo
dei ricordi stanchi e malati.

Andrea Mucciolo

Noi due

Restiamo qui,
nel meraviglioso amplesso
dei nostri corpi.
Restiamo qui,
fermi ad aspettare
il trapasso
che santifichi per l’eternità
la nostra unione.

Andrea Mucciolo

 

NUOVO BLOG: UNA POESIA AL GIORNO

 

Rossi Francesco - Giovedi, 29 Aprile, 2010 alle ore 23:01:04

commento: Salve, so un debole per sono un ragazzo di Brescia ed anche io come lei mi diletto a scrivere .Nel leggere le sue poesie che sono veramente belle, mi rendo conto che il mio blog di presunte poesie davvero non ha niente che fare con le sue.E quindi mi interrogo sul da fare perchè non sembra nemmeno il caso di continuare.Comunque complimenti.

iezzi giampiero - Martedi, 20 Aprile, 2010 alle ore 11:27:54

commento: Ti lascio un breve ma intenso  commento  non ti conoscevo , ora ti conosco .
Anche io scrivo brani molto simili ai tuoi abbiamo un modo di esporre le nostre
interiorita' allo stesso modo di un color grigio-perla avvolto in un tessuto trasparente nero.
 se vuoi puoi leggermi anche tu su alidicarta.  ciao
iezzi giampiero

 

cristina - Domenica, 21 Febbraio, 2010 alle ore 21:41:24


commento: POesia sintetica ma intensa, esprime il senso di morte nell'attimo più vivo che appartiene all'uomo, ossia l'unione spirituale e sessuale di due individui innamorati, o comunque legati da un forte vincolo. QUando l'amore freme, vive, esiste, al di sopra di tutto, anche la morte diventa un'attesa da condividere in due, un elemento di unione e di santificazione di due anime, fuse in un unico corpo. L'immobilità dei due corpi (sottolineata dai verbi "restare", "aspettare") non è stasi, non è necrosi, ma è attesa, respiro, vita, amore, serenità. Un'attesa che rivela velatamente il desiderio di eternità.

 

Alba Carfagna - Lunedi, 15 Febbraio, 2010 alle ore 16:31:35

commento: E' una poesia tutt'altro che superficiale ,  colpisce profondamente e fa pensare e riflettere,specie se possiamo rinvenirvi qualche analogia.  La sua tristezza s'ir radia e  fa perdere l'ultima nota di buon umore ,ammesso che ce ne fosse! E 'capitato anche a me di provare la stessa emozione quando ho scritto dei  versi di fronte ad un cimitero polacco.'E'  poesia perché incide  direttamente sull'animo.

 

Lauretta RaggiodiSole - Sabato, 13 Febbraio, 2010 alle ore 20:48:03


commento: vorrei rispondere a Gloria Gaetano: concordo nel fatto che non tutti siano poeti in questo mondo perchè penso che non tutti abbiano la stessa profondità d'animo. Io personalmente scrivo poesie e proprio in questo periodo sto partecipando ad un concorso. Trovo che la cosa più bella dello scrivere poesie sia divulgarle. è un passo difficile, almeno per me ha richieso molto sforzo, ma fortunatamente nel corso della mia vita ho incontrato una persona splendida che ha saputo tirare fuori quello che era dentro di me ma che io sapevo di possedere solo fino ad un certo punto.
Penso invece che alcune canzoni raccontino qualche cosa, basta prendere come esempio la Cura di Battiato che, a mio parere, può essere paragonata ad una poesia ricca di emozione e sentimento. Però devo concordare con Gloria sul fatto che sono in circolazione delle canzoni che non possono essere paragonate neanche lontanamente a delle poesie perchè, come dice giustamente anche lei, un conto è scrivere canzoncine, tutt'altro conto è il lavoro, la fatica, il labor limae, la concentrazione, la ricerca della parola giusta che accompagnano la stesura di una poesia degna di questo nome.

 

Roberta Calce - Venerdi, 29 Gennaio, 2010 alle ore 20:05:52

commento: Un trapasso che ha dell'infinito nonostante
la fine che viene preannunciata.
Ma l'unione è e rimarrà eterna !

 

Gloria Gaetano - Mercoledi, 13 Gennaio, 2010 alle ore 10:31:38

commento: Non n è vero che tutti sono poeti. Sono poeti nell'animo, e solo un certo numero; si amano piuttosto le parole delle canzoni, che non sono poesia perchè vanno comlpetate e non esistono senza musica. La poesia è scelta lessicale,immagine, suono tutti contenuri nella versificazione. Richiede labor limae e concentrazione e una poetica come backgroud. Perciò la vera poesia non si legge, perchè richiede concentrazione e fatica. Certe volte mi chiedo perchè alcuni che si dichiarano poeti non scrivano in prosa in aforismi i loro pensieri.Anche Prévert ,che era un piccolo poeta, lavorava sulle sue poesie. La poesia è anche la forma e l'ars più vicina alla filosofia. Montale diceva che la rima più difficile era cuoe-amore. Sempre per non esprimersi banalmente,con parole ovvie  Riflettiamoci un po' sù. Io ho scritto molte poesie, ma non le ho mai fatte leggere, prima di averle fatte decantare e riviste. Tutto questo richiede fatica e concentrazione e amore per la parola il verso e la poiesi. La canzonetta può essere accattivante, ma è completa solo nella sua veste di musica e parole. Il paroliere è un'altra cosa, lo sfogo emotivo è per se stessi e a volte si sente l'esigenza di comunicarlo agli altri.

 

Cassanaluce - Venerdi, 8 Gennaio, 2010 alle ore 21:36:20


commento: La vita, l'amore, la passione del corpo, tempio dell'anima...
Il vivere come anime appiate in coppia d'illusioni, nell'attesa del gelo del tramonto e dare un senso universale al nostro essere terreno, al nostro porsi come anima nuda difronte a un'altra anima.
Brevi versi schietti e concisi, in punta dei piedi il poeta descrive a 360° l'amara eppur intensa sensazione d'eternità propria dell'essere umano.
Incisiva, lirica che arriva diretta al cuore. 

 

titti186 - Lunedi, 4 Gennaio, 2010 alle ore 12:12:18

commento: ogni poesia al suo fascino e questa non è da meno è stupenda e affascinande e mi è piaciuta percjè in 2 versi il poeta ha esresso tanto...

 

Rosa - Lunedi, 14 Dicembre, 2009 alle ore 13:22:16

commento: In pochi versi è racchiusa una vita di amore consegnata all'eternità, in un amplesso senza fine!Complimenti per la bellezza del verso, e la sua nudità penetrante!

 

luly93 - Mercoledi, 9 Dicembre, 2009 alle ore 11:43:29

commento: si dai è carina ,volevo dire che anke io scrivo poesie ma non so perchè mi riescono solo quando sono triste diciamo che ci devono essere giorni per avere l'ispirazione come fanno i poeti a scrivere migliaia di poesie cioè gli escono così naturalmente anche io vorrei imparare a comporre frasi poesie tutto ciò che è scrittura a comporlo facilmente senza dover aspettare quell'attimo di ispirazione  come devo fare?

 

Kikka - Mercoledi, 2 Dicembre, 2009 alle ore 10:23:19

commento: Nelle sue poche ma profonde righe, lei ha messo in risalto, l'intera entità , di un grandissimo amore, in quanto penso  sarà stato vissuto, in prima persona. Io, dico sempre, che l'amore sia una grande sofferenza, poichè, in quelle sue parole, mi sono rivista riflessa in uno specchio di ricordi, quando ho perso, la persona, più importante della mia esistenza. La parola "amplesso", etimologicamente parlando, mi ha colpito, in quanto questo atto d'amore si può ottenere , solo, quando la fusione dei duei corpi che si fondono e si intrinsecano tra di loro, esiste, solo se  l'empatia mentale, è coadiuvata dall'organo più importante: il Cuore. Il "trapasso", l'ho vissuto, in "primis"; sono rimasta una spettatrice, impietrita, infreddolita, aspettando sadicamente, in maniera onirica, il più bell'attimo fuggente,  della mia vita, che spariva evanescentemente, e, precipitosamente nell'eternità, salutandolo aleatoralmente non con un addio, ma, con un arrivederci. Kikka.  

 

mesimo - Lunedi, 30 Novembre, 2009 alle ore 23:21:40


commento: semplicemente brutta, sia nell'estetica che nella forma. il contenuto è privo d'anima, due corpi ....l'amplesso, cose non nuove, sentite e risentite centinaia di volte.....mi dispiace ma trovo queste sue poche righe prive di poesia.....prive d'anima appunto.

 

my soul - Lunedi, 23 Novembre, 2009 alle ore 18:42:57

commento: Buonasera signor Mucciolo!
leggendo ciò che ha scritto ho riflettuto su alcune parole. Concordo con lei nel dire che la poesia è tutto, è un pensiero si accende nella mente e vuole esplodere in calde parole, una visione, un attimo, un' emozione che prende vita sul foglio,ecc.
Anch'io scrivo poesie ma purtroppo non credo tanto nelle mie capacità ed ecco che quei pensieri brulicanti si disperdono in confuse parole. Solo quando apro il cuore e cerco di ascoltare la mia anima, quella silenziosa voce che ti ispira mi faccio coraggio e creo abbracci di parole. Se rileggendo le mie poesie rivivo le stesse emozioni di quando le ho scritte allora sono riuscita nel mio intento, altrimenti mi sembrano parole vuote abbellite di emozioni "razionali".Le chiedo cosa si può fare per riaccendere quella scintilla parlante dentro di noi senza frenare quell'impeto che ci spinge a scrivere?In un mondo che si consuma in vuote immagini e in enormi parole deludenti come si può far rivivere la poesia?Vorrei tanto emozionarmi ed emozionare dando sfogo alla mia giovane anima.

 

Rodolfo Vettorello - Mercoledi, 11 Novembre, 2009 alle ore 18:29:23

commento: "che santifichi per l'eternità".. è un bellissimo endecasillabo. Altriversi, come quello dell'incipit sono versi brevi perfettamente accostabili all'unico verso lungo. Trovo dissonanti tutti i versi parisillabi che a mio avviso mai andrebbero associati a un endecasillabo.

 

Zayron - Venerdi, 6 Novembre, 2009 alle ore 21:42:28


commento: Salve. Sono d'accordo sul fatto che ci siano molte persone che scrivono poesie e veramente pochi quelli che le leggono. Nel leggere le poesie che scrivono le persone che conosco, adolescenti come me, mi irrito nel vedere tutte le libertà che si prendono: pensano che lo scrivere sia solo un elencare, un descrivere un'emozione. La scelta e la lunghezza dei versi, le rime e le figure retoriche dovrebbero nascere da una conoscenza dei vari stili. Affermare "l'ho fatto apposta" perchè non si conosce ferisce la poesia. In secondo luogo le persone non sono abituate a leggere poesie e quando si trovano davanti delle parole altisonanti, magari senza un grande significato, riescono solo a dare commenti positivi. Certi comportamenti mi demoralizzano quando cerco di scrivere una poesia. Per ora sono riuscito solo a scrivere delle semplici descrizioni, con stile, ma senza un contenuto. Il ricercare lo stile migliore, le più belle figure retoriche riesce a farmi vivere con competizione il fare poesia, non facendomi annoiari, cercando sempre di migliorare.

 

silvana - Giovedi, 5 Novembre, 2009 alle ore 13:55:56

commento: Ed ecco che l'amplesso dei corpi non è una occasionale ricerca di piacere, ma l'affermazione di quell'unione che al di là della carne si trasfigura come l'unione di un uomo e una donna in quell'UNITA', in quella COMUNIONE che valica i confini del tempo. Bella! E' un inno al matrimonio inteso proprio nel senso di una religiosità profonda e sentita. Grazie per questi versi, riempiono il cuore.

 

luisa - Mercoledi, 4 Novembre, 2009 alle ore 09:54:08

commento: ho provato a scrivere una poesia quando ero molto triste...
parlave dll'amore...
mi è venuta molto bene tanto che ho vinto il premio Francesco giuliano 1° classificata...

emanuele - Domenica, 1 Novembre, 2009 alle ore 21:11:51


commento: il soggetto vuole imporre alla sua compagna con un fare patriarcale ma allo stesso tempo passionale il suo volere facendo capire la loro intimità.
ripete più volte la sua richiesta come a confermare l'autorità del tutto, ma con un filo di rammarico per l'attesa suo malgrado risaputa di dover affrontare la dura verità della morte, con le incertezze da lui conosciute ma mascherate da un filo di speranza quale l'unione eterna............bella poesia !!!!!!!!!

 

Patrick - Lunedi, 28 Settembre, 2009 alle ore 10:36:38

commento: Concordo pienamente con quanto ho letto. E credo che l'unico modo per far pubblicare a degli aspiranti poeti e scrittori sia proprio nel lasciar loro lo spazio necessario, più ampio di quello che si dà loro al giorno d'oggi. Poi vedremo se ancora pochi leggeranno poesie o le pubblicheranno...

 

cenzo - Lunedi, 17 Agosto, 2009 alle ore 14:56:22

commento: questa è una unione di parole, che sembra più una provocazione che un componimento poetico. La POESIA è ben altra cosa. La Poesia è puro amore per gli altri,affinchè possano trovare quello che di vero cercano e che da se stessi non riescono a farlo, E un " volare" " nel blu dipinito di blu "
Il Poeta da la possibilità, attraverso il suo lavoro, ad altri , di aprire le porte
chiuse del cuore edell'anima. Permette di assaporare la bellezza di essere
vivi e veri, senza sotterfugi o scorciatoie. La Poesia è............

 

antoniopaolettiolginate - Domenica, 26 Luglio, 2009 alle ore 12:52:26

commento: - Quando avverrà il trapasso?
- Perchè l'unione deve essere santificata?
- Non basta la Felicità, l'amore, che si prova nel presente?

 

Andrea Mucciolo - Martedi, 30 Giugno, 2009 alle ore 22:11:29

commento: grazie, è uno dei commenti più belli che ho ricevuto. Credo che ogni artista sogni la perfezione, pur sapendo già in partenza che questo sarà impossibile. Ogni opera, cambierà sempre a seconda dello sguardo e dall'animo di chi l'ammirerà. Per il resto, trovo che questo commento prosegua alla perfezione il discorso da me iniziato.

P.S. aggiungo, per tutti coloro che hanno espresso dissensi sul mio articolo: nessuno nega che la poesia sia una continua ricerca di parole che andranno limate fino all'estremo, ma siccome non credo che qualcuno possa avere l'assurda pretesa di insegnare a qualcun altro come scrivere una poesia, ho focalizzato questo mio pezzo più sul lato umano che su quello meramente tecnico. Si possono dare stimoli e spunti utili per iniziare un componimento poetico, certamente, ma insegnare, nel vero senso della parola, non lo credo possibile. In romanzi e racconti sì, ma non nella poesia. E' troppo parte di un processo complesso che comprende ispirazione, sentimento e linguaggio, per poter essere confinata in un banale e sterile decalogo.

 

massimiliano - Martedi, 30 Giugno, 2009 alle ore 18:40:20

commento: trovo questa poesia molto profonda perché rende in maniera eccellente l'immagine dell'amore come potente e fragile nello stesso tempo, cioè consolidata al suo destino mortale, in quanto mortali sono gli uomini. Nei pochi versi però si comprende che l'amore inteso in termini spirituali va ben oltre la morte, anzi ad esso spetta un altare di sacralità e purezza che trascende dai "corpi" umani. Nel verso "restiamo qui" leggo invece una sensazione di immobilità e protezione reciproca, oltre  che una reale impossibilità ad uscire dai confini "carnacei" della esistenza e del percorso temporale della stessa. Trovo il componimento nella sua totalità, bello, e intenso, ma forse ancora con possibilità di accrescere la propria liricità attraverso minuscole cesellature. Se fossi stato io l'autore ad esempio avrei saltato il termine "meraviglioso" riferito  ad amplesso, in quanto il termine stesso inteso come unione carnale può facilmente richiamare a sensazioni sublimi. O in alternativa lo avrei sostituito con un aggettivo, o sostantivo aggettivato che gli desse una sensazione di "unicità". Sandro Penna, ma anche tanti altri poeti sostenevano che le parole giuste per una poesia per arrivare possono metterci anche mesi, ed io sono d'accordo con lui. Ultima annotazione. Trovo l'analisi di Andrea circa la "vendibilità" della poesia e la propria "fruizione" perfetta e mi trovo in piena sintonia con quanto dice. Mi permetto quindi di giungere ad una conclusione. Chi scrive poesie, (per bisogno o per vocazione) non deve pensare minimamente al ritorno (se mai ci fosse stato nella storia del mondo, a parte i nomi celebri) economico. E' insensato, assurdo. Lo stesso Sandro Penna, che ritorno a citare, in vita fece lavori precari e umili per "avere il lusso" di scrivere poesie. La poesia, vista in termini remunerativi è una perdita, in termini spirituali invece è la più grande ricchezza che in termini artistici si possa provare.


tanti saluti a tutti, poeti e non
Massimiliano Di Lorenzo

 

Ubelly Guerrero martinez - Giovedi, 25 Giugno, 2009 alle ore 21:55:51

commento: E' una poesia molto bella; breve ma con un messagio profondo. Sono d'accordo con Andrea: il no attenersi alle regole, e scrivere quelle parole che a volte sgorgano dell'anima come un fiume in piena; nei momenti particolari della nostra vita. Sì, soprattutto in quei momenti da tristezza che tante volte ci schiacciano.

 

Elcapoblanco - Mercoledi, 24 Giugno, 2009 alle ore 18:08:17

commento: Ritengo Noi Due molto bella e profonda, che cela un altissimo significato.
Sono d'accordo su tutto ciò che hai detto, rimane il fatto che chi vuole
come me pubblicare un libro di poesie deve fare sforzi sovrumani, con la
mente, e con i soldi. Ma nessuno mi toglierà quella cosa che sento dopo
aver scritto una poesia, nessuno.

 

Lorenzo - Venerdi, 19 Giugno, 2009 alle ore 01:29:16

commento:
....E occorre leggere parecchio, libri e scrittori di qualità, cercare dei buoni maestri, analizzare i testi e le tecniche di scrittura, contestualizzare le opere nel loro periodo storico, padroneggiare il "mestiere".
Tutto ciò richiede una disciplina impeccabile e molta fatica, non è sufficiente essere italiani o avere l'illuminazione del momento.
Buon lavoro!

 

Lorenzo - Giovedi, 18 Giugno, 2009 alle ore 23:46:21

commento: Credo che si scriva per gli altri, quando si compone, inevitabilmente lo si fà per comunicare a qualcuno. La poesia può darci la possibilità di creare un legame tra le nostre strutture: la razionalità, l'inconscio, i sentimenti, possiamo ri-costruire il nostro mondo e la visione che abbiamo di esso, lo scrivere ci obbliga a osservarci nella nostra nudità e accettare le drammatiche contraddizioni che ci vestono, il trasporre su un foglio in modo chiaro e leggibile i nostri pensieri è un atto profondamente umano,è la rinuncia delle illusioni,si ri-comprende con umiltà il mondo e ci si consegna ad esso, con la speranza di non sentirsi soli.
Motivo per il quale noi scriviamo per gli altri

 

Valeria - Giovedi, 18 Giugno, 2009 alle ore 22:54:50


commento: la poesia per me è l'anima di ogni uomo,io penso che anche il più duro nel suo cuore abbia una poesia da raccontare,qualunque sia sarà sempre bella,perchè si deve vivere una senzazione per esporla,che sia odio,dolore o amore basta che abbia un po' di sapore,anche la nostra vita è poesia,basta cogliere gli attimi che ci passano dinnanzi e tutto ha un colore nuovo,se gli uomini non smettessero di sognare sarebbe più bello raccontare,basta credere in quello che si fà e la speranza non si perderà.

 

cristiano - Mercoledi, 17 Giugno, 2009 alle ore 11:16:07


commento: Non è vero che la poesia "è tutto": un campo di grano è un campo di grano, un tramonto è un tramonto... e basta! Mentre la poesia è uno specifico genere letterario con delle regole che lo differenziano dagli altri.
Se oggi non si vende più poesia, potrebbe essere anche colpa del fatto che si spaccia per poesia qualunque cosiddetto "sentimento sincero", qualunque "libera espressione", senza tecnica, senza sforzo, senza - uso senza timore questo termine - professionalità.
Le poesie di Leopardi o di Petrarca non sono rimaste nella storia perchè i loro autori hanno espresso sentimenti sinceri; per quanto ne sappiamo potevano anche mentire su quei fogli. Sono rimaste nella storia perché sono magnifiche, e sono magnifiche perché i loro autori hanno sudato su ogni riga, cesellato ogni suono, valutato l'effetto di ogni vocale e di ogni consonante, calibrato ogni verso, cercato la parola giusta fino allo sfinimento, provando e riprovando fino a ottenere la forma perfetta, senza sbavature e senza improvvisazioni.

 

bessie - Giovedi, 14 Maggio, 2009 alle ore 19:21:35

commento: Son tornata poco fa dal mio corso di poesia. E' stato l'ultimo giorno e come tale avevamo la prova finale, ossia consegnare delle nostre "poesie".
Mi è stato detto che sembravano un diario (non so se è un complimento o meno) e che in particolare una poesia non si capiva sembrava che mancasse lo sviluppo . Ecco io ho risposto che scrivo per me e lo so che forse è sbagliato ma non penso se chi legge capisca o meno, io scrivo per una mia esigenza primordiale, sento come se avessi fame e ho la necessità di scrivere per saziarmi...ma poi in realtà alla fine ci si sente svuotati.

comunque mi ritrovo nel tuo articolo, ecco era questo il mio pensiero. L'arte è una soddisfazione di sè e poi viene il resto, e per ultimo il guadagno.

 

Enza MAzzocchi - Sabato, 2 Maggio, 2009 alle ore 18:39:13

commento: Chi puo'decidere di essere un poeta ,di saper scrivere ,di metter su foglio le proprie emozioni ,i desideri ,le paure ,le aspirazioni ,credo nessuno puo' parlare meglio del proprio cuore .La vera arte è nel saper vedere il mondo nelle sue cose piccole ,nell 'accontentarci di poco ,di avera una dignita'da salvare e non venderla per arrivare a  qualcosa .La pesia parla ,racconta ,aiuta a sognare portandoci in un modo piu' giusto .E vero sono stupida e bambina ,mi piace attacarmi alla fantasia .Vorrei tanto fa leggere una mia poesia, e' il mio cuore che parla no la mia bocca ..................,

 

otello - Lunedi, 20 Aprile, 2009 alle ore 13:05:52

commento: ritengo ovvie le considerazioni dell'autore,infatti  neel'oblio e nella pazzia c'è la vera poesia.il vero poeta è colui che sfugge dalle regole preposte,ècolui che vive un'altra dimensione mentale e che poi riporta il tutto alla condizione terrena.insomma il poeta vero è colui che non si integrerà mai con l'ovvietà e con la massificazione

 

disincantatadallarealtà - Sabato, 18 Aprile, 2009 alle ore 11:52:05

commento: wow..quello che dici è davvero vero!! la poesia si scrive per se stessi! so che molti pensano che questa sia solo la giustificazione per nascondere il fatto che non si è riusciti a fare carriera come poeta       ma non è così: non è forse vero che i più grandi artisti mai esistiti durante la loro vita sono stati disprezzati?!?   la poesia è qualcosa di magico e di molto molto personale  è difficile capire la poesia  di un altro scrittore ma andatelo voi a spiegare questo alle prof. che fanno fare sempre la parafrasi e il commento!!!!!xD
comunque ... CIAU!!!

 

Cristina - Sabato, 4 Aprile, 2009 alle ore 18:36:12

commento: Hai perfettamente ragione!Per la prima volta mi sono ritrovata nelle parole di qualcun'altro a proposito di poesia....Ho iniziato a scrivacchiare all'età di 16 anni forse prima, perchè ne sentivo la neccessità  e lo facevo solo per me, come ora, poesie chiuse gelosamente in un cassetto (forse un pò stile '800).Dopo anni ho provato a partecipare ad un concorso per la pubblicazione delle poesie di artisti emergenti ma non ho mai saputo nulla!In effetti non mi importa,volevo mettermi in gioco....Come tu dici è difficile che le case produttrici investino soldi al buio ma d'altronde in Italia la poesia è d'elite, se non è un ode al cuculo si passa inosservati....
Grazie
Ciao!

 

victor - Mercoledi, 25 Marzo, 2009 alle ore 20:25:23

commento: I concetti che esprimi sono veri. Ma lo studio della poesia, metrica e composizione, bisogna impararlo. Padroni della cultura e poi snobbarla. A me non è mai piaciuto studiare. Si vede e si sente. Alla fine siamo esseri liberi di essere, come tu fai intendere. Mi ritrovo nel tuo articolo.
Ciao

 

Rosa - Venerdi, 6 Marzo, 2009 alle ore 17:52:48

commento: Ciao, anch'io scrivo poesie e pensieri da quando avevo circa 9 anni, quando con una mia poesia in napoletano arrivai terza ad un concorso a cui avevo partecipato tramite la scuola.
Sono d'accordo con tutto quello che dici. In particolare, quando dici che la poesia è in ogni cosa. Inoltre, è vero che la poesia può scaturire spesso dall'animo di persone che hanno sofferto tanto nella vita.
Adesso, scrivo un pò meno, perchè  sto coltivando da qualche anno la passione per la fotografia. La verità è che la voglia di scrivere mi è tornata, e non vedo l'ora di seguire la mia ispirazione.
Grazie
Ciao

 

Magda - 5 marzo 2009 - Giovedi, 5 Marzo, 2009 alle ore 10:52:02

se potessi definire la poesia credo che definirei "urlo silenzioso o carezza al nostro animo".
Si scrive per difendersi dall'incomprensione per mettere a nudo i nostri sentimenti e sopratutto
per capirsi e con la massima sincerità
dialogare con noi stessi.
E' un biglietto da visita da offrire, non per avere complimenti ma per farci accettare e perdonare per i nostri difetti.


M. Rossi - Lunedi, 16 Febbraio, 2009 alle ore 17:09:35

commento: Certamente all'inizio un poeta scrive per un impulso irrefrenabile o per sfogo, per sè stesso; poi però il poeta sente il desiderio di far conoscere il più possibile il proprio pensiero, la sua visione del mondo, i suoi sogni, le sue risposte. Perchè un poeta non fa solo domande, ma intuisce risposte e vuole che gli altri le conoscano. Metrica o verso libero, non importa: conosco bellissime poesie, di una semplicità e profondità estreme, scritte in endecasillabi; ho letto versi liberi dotati di un ritmo e di una musica che non si può non apprezzare... Un discorso a parte meritano le scuole di poesia(veramente poche e costose..) i premi ed i concorsi poetici, spesso chiusi, come è élitario il mondo dei poeti (intendo di quelli noti....) Certamente il gran numero di pubblicazioni di poesia non aiuta nè il lettore, nè il giovane poeta, ma niente può sostituire la lettura, l'esercizio di scrittura, il poeta o i poeti di riferimento (tutti ne hanno uno..)

 

Rosa - Giovedi, 12 Febbraio, 2009 alle ore 02:36:35

commento: sono pienamente daccordo..parole sante:-)
basta guardare in rete..
anch'io come molti altri metto i miei pensieri su carta e su web da circa 2 anni,
la poesia è una forma d'espressione personale che permette di dar sfogo ai nostri animi, emozioni  sensazioni fantasie, tutto ciò che il cuore t'invoglia a scrivere..è un modo per far riflettere noi stessi e..perchè no.. un modo per far percepire agli altri la nostra essenza.
Ecco perchè credo che la poesia nasca da dentro..prima per noi stessi..e poi.. se può far piacere anche ad altri..che non guasta..

 

Simone - Lunedi, 26 Gennaio, 2009 alle ore 12:20:02

Ciao sono Simone e,scrivo poesie da quando avevo 8 anni,mi spinse a farlo la direttrice del collegio in cui ero,una persona dolcissima. Ho letto nel tuo scritto molte verità e ti dirò che,le mie poesie le ho sempre scritte senza regole ma con le rime,perchè a me piacciono tanto,non conosco le regole ma quel poco di punteggiatura la uso poichè serve ad esprimere  e calcare lo stato in cui mi trovo.
Ricordo di averne scritta una all'età di otto anni che piacque molto li nel collegio; poi una alle medie ed avevo 12 anni,c'era una gara nella scuola e mi davano per vincitore,la scrissi nel dialetto calabrese,mia lingua d'origine,ma poi la mia venne perduta e vinse la figlia del Sindaco di Isola Capo Rizzuto...
Ne scrissi una molto bella e sempre con rime,detagliata ma non lunga,ero al militare,il 1997 e non l'ho trascritta in nessun posto,me la ricordo perfettamente tutta,e mi basta.
Ora ne scrivo con molta frequenza poichè le scrivo sempre con sentimento e in pochi minuti,sempre dettagliate e non lunghe,con la rima. Ma è diverso,molto diverso il motivo...ora le mie poesie,parlano sempre dell'Amore di Gesù il quale ha dato la Sua Vita per me,per te e per tutto il mondo affinchè ...Vangelo di Giovanni cap. 3 vers. 16 ... leggilo.

hai detto tante verità ma una in particolare,e cioè che,la poesia non è quella che nasce per soldi ma è quella che nasce per sè stessi; quando le rileggo mi commuovo.
ciao.

 

atena - Lunedi, 19 Gennaio, 2009 alle ore 19:26:50

commento: anch'io ho la passione per la poesia e credo sia ancora un grande mezzo.le parole hanno il potere di emoziona re trasportarci nelle riflessioni più disparate  e poi aiuta tanto è una valvola di sfogo per i momenti felici tristi o semplicemente per prendere coscienza di avvenimenti   sorprendenti   e scriverci sopra x renderli indimenticabili

 

Luisa - Giovedi, 8 Gennaio, 2009 alle ore 16:57:06

commento: Ciao Andrea,sono d'accordo con te...anche perchè io spesso mi ritrovo a scrivere poesie senza regole appunto...metto la penna sul foglio e mi lascio guidare da quello che sente il mio cuore,la mia anima.....senza pensare a tante cose che sminuirebbero quello che sento....!!!In un mondo tutto materialista e improntato sull'economia non credo che si debba dare un presso alla poesia....!

 

Marzia -Venerdi, 26 Dicembre, 2008 alle ore 17:42:52

commento: Condivido... Aggiungo che i poeti sono persone che percepiscono nella propria anima una sensibilità grandiosa, quasi ingombrante che vorrebbero esternare e rendere partecipi altri, ma che risulta estremamente faticoso, perchè succede spesso che questo  "sentire il vero" spaventa chi sta loro vicino. Lascialo dire ad un poeta "in erba" come me che dell'erba, però, ha conosciuto tante primavere.

 

andy - Martedi, 23 Dicembre, 2008 alle ore 09:41:30

commento: Io scrivo poesie, ed è vero ciò che dici, il fatto di scrivere poesie non dipende dalla voglia di vendere, ciò non passa per la testa, il fatto di scrivere poesie, è un fatto che ci pone davanti a noi stessi. SOlitamente la poesia, è un qualcosa, che fa parte di noi!! Io scrivo poesie, e penso alla mia vita, ai miei sentimenti, ed allora dò vita a questa voglia di scrivere. Il fatto che la gente utilizzi la poesia, per farsi conoscere non è una brutta idea, ma il problema, che la popolazione, legge racconti, romanzi, la poesia, può essere lunga o breve, può essere sentimentale, o allegra, la poesia è una forma di scrittura ove i poeti ed i veri poeti, scrivono per se stessi!! Il resto, non importa!

 

tigrotta - Domenica, 21 Dicembre, 2008 alle ore 23:58:04

commento: non posso fare altro che complimentarmi per quello che hai scritto.Credo fortemente che la vena artistica di un poeta si riconosca dal calore che mette in ogni parola che scrive; dal significato che vuole mandare,anche se nel suo piccolo. io spero che ogni poeta possa far uscire quello ha dentro di sè affinche tutti assaporino la vera bellezza di quest'arte.

 

Elda Miele - Domenica, 21 Dicembre, 2008 alle ore 20:03:18

commento: Caro Andrea, sono proprio d'accordo con te!! La poesia è il mezzo attraverso il quale la nostra anima si innalza verso l'alto, e i nostri sentimenti non possono essere mercificati. Forse oggi risulta difficile scrivere una poesia perchè si ha timore che ciò che proviamo sia banale, che abbia poca importanza...
Invece è esattamente il contrario!!
La poesia rischiara l'anima, la culla dolcemente, è un posto nel quale si può trovare un'ancora di salvezza da un mondo che sta affondando lentamente... Buona fortuna a tutti!!

 

Andrea natoli - Venerdi, 19 Dicembre, 2008 alle ore 20:46:15

commento: Esatto..nelle tue parole ho trovato vera espressività.. il mio cuore abbraccia le parole che scrivo, seppur solo per pochi occhi oltre quelli miei ma questo gioca un ruolo importante per il mio esser vivo, scrivo perchè devo scrivere, anche se non sono un poeta in cuor mio sento la necessità di dare parola a ciò che provo, in fondo sono solo un ragazzo giovane e senza esperienza, senza attracco e senza meta su questo discorso e di conseguenza non posso proiettarmi in grandi sentenze filosofiche.. sappi in ogni caso che ho apprezzato ciò che hai scritto, spero solo di trovare la mia strada e che essa mi conduca alla vera espressività sentimentale del mio io.

 

mariamacio - Mercoledi, 3 Dicembre, 2008 alle ore 11:32:20

commento: grazie alla tua opera forse sto raggiungendo la convinzione di confrontarmi. Ho un centinaio di scritti (poesie) che non ho mai reso pubblici anche se con qualcuna ho partecipato a concorsi nazionali piazzandosi ai primi posti.Comunque hai fatto centro. E' una mia convinzione che ogni tipo di arte è supportata da profonda riflessione o da un logico ragionamento  in ogni caso deve trasmettere qualcosa.Grazie! a presto

Andrea Mucciolo - l'autore - Sabato, 22 Novembre, 2008 alle ore 23:18:11

commento: ringrazio veramente di cuore tutti quelli che hanno commentato il mio pezzo, sia in maniera positiva che negativa, veramente, ho imparato da tutti, vorrei avere il tempo di rispondervi di persona... forse manca qualcosa qui: qualche mia poesia, eccole qui: http://www.galassiaarte.it/Poesie/noi_due.html

Un grazie di cuore a TUTTI.


mike - Sabato, 22 Novembre, 2008 alle ore 18:39:57

commento:  Andrea sei un grande, ho riaquistato la forza di continuare ha scivere grazie a te!
 Spero ti faccia piacere.
              un abbraccio Mike

 

ondasognatrice - Venerdi, 7 Novembre, 2008 alle ore 21:00:22

commento: lo confesso: girovagavo in cerca di siti di poesie, e io che non leggo mai, + di 10 righe, sono rimasta coinvolta da quella esaustiva spiegazione, l' ho trovata interessante e veritiera, anche io scrivo (m' illudo di scrivere) grazie, un saluto


gocciolina fantasma - Giovedi, 9 Ottobre, 2008 alle ore 13:25:24


commento: Quale intenzionalità muove la mano di chi compone versi, novelle, o anche soltanto pagine di diario o lettere che non spedirà mai? Il segreto si intreccia con l'alchimia della creatività e col mistero della psicoterapia: l'Io di chi scrive si rivolge a un Tu ipotetico  ed esprime così il desiderio di contatto che sta alla base di ogni attività creativa. La poesia è l'arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio, tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.
Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato che di suono, di contenuto sia informativo che emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva.

 

callettino - Mercoledi, 8 Ottobre, 2008 alle ore 20:05:14

commento: La poesia più che uscire dal cuore esce dalla penna. nel senso che il cuore ben poco può fare se poi non si possiede un bagaglio tecnico adeguato. la poesia è quindi soprattutto pianificazione, geometria, un riportare in vita qualcosa che hai dentro. non necessariamente quello che riporti a galla ti fa poeta: anzi, si dovrebbe valutare caso per caso. secondo me, c'è ben poca poesia in giro. non esiste il mestiere dello spirito o dei sentimenti, scriveva Carlo Bo, come se avesse scoperto l'acqua calda. un vero poeta è colui che, dotato culturalmente, possiede lo spirito di poeta. una combinazione che raramente la si riscontra in un testo. personalmente se leggo una poesia sciatta, riesco ad irritarmi. per lo stesso motivo cerco di non scriverne. molti che non sanno scrivere prosa, si camuffano componendo poesie che sostanzialmente non dicono nulla: solo astruserie. un buon poeta, fra l'altro, dovrebbe dar prova prima di tutto di saper scrivere decentemente.  meglio la prosa.

 

megalis - Giovedi, 2 Ottobre, 2008 alle ore 12:16:21

Ho sempre creduto nella poesia, come intima espressione dei sentimenti e nel tempo ho capito che i miei componimenti avevano bisogno di ritocchi nella grammatica, nei verbi e che non sarebbe stato un delitto riscrivere una frase per rafforzare un concetto. Avendo ricevuto una serie pareri positivi ho deciso stampare una raccolta con il tanto discusso Boopen, l'ho messo in vetrina al prezzo più basso consentito e se qualcuno vorrà magari lo comprerà pure. In alternativa ho messo su un sito personale su cui ho pubblicato dei link ed anche un'anteprima da leggere gratis. Se riuscirò ad emozionare ancora con la mia poesia avrò lo stimolo per continuare a scrivere oltre che per me anche per gli altri e quindi di migliorare. Perciò venitemi a trovare, lasciatemi i vostri commenti e i vostri link.
Perciò divulghiamo la nostra poesia per amore della poesia stessa!
Giuseppina Ricci (Megalis)

 

gianfranco - Martedi, 30 Settembre, 2008 alle ore 12:01:38

Carissimo Andrea, apprezzo quello che hai scritto per due motivi. Uno, per il fatto di esserti messo in gioco accettando le nostre critiche, positive o negative che siano. Due, perchè ci hai dato lo spunto per riflettere sull'argomento poesia.  E' vero, di poesia se ne vende poca. Perchè? Su questo perchè non giungo alle tue stesse conclusioni. Sono anche io un appassionato di poesia e di tanto in tanto, nel corso degli anni, ho ceduto il passo al suo richiamo. Per ora è solo mia. Quando le rileggo a me piacciono, e molto, ma è ovvio che sia così: ho dato il massimo, sono il frutto dei miei ricordi, delle mie emozioni, del mio stesso essere. Non sò, però, se gli altri l'apprezzerebbero allo stesso modo. Tu, giustamente, hai rilevato un dato importante: tanti scrivono poesie e pochi le leggono. In generale, io leggo qualcosa quando sono interessato all'argomento trattato, la lettura è in grado di coinvolgermi e attraverso il linguaggio e lo stile usato riconosco il merito di chi ha scritto. La poesia, tra le forme d'arte, è particolare. A differenza della prosa,per esempio, che ha a disposizione un'infinità di parole per espimere un concetto e per creare delle immagini che siano in grado di emozionare il lettore, la poesia ha a disposizione poche parole per creare le stesse impressioni. E' chiaro, quindi,che le parole usate nella poesia devono avere maggiore potenza espressiva rispetto a quelle della prosa. Ciò vuol dire che nel momento in cui ho l'ispirazione, cioè, sento in me una forza pressante di emozioni, di gioia o dolore, che  porta a creare nella mia mente delle immagini vive e vive a tal punto da sentire la necessità di metterle su carta, cioè materializzarle e devo materializzarle in breve tempo, prima cioè, che l'immagine sfumi, devo avere in mano uno strumento che mi permetta di trascrivere questo impeto. E' vero, la poesia è tanto più vera quanto più si avvicina al sentimento del poeta ed è tanto più pura quanto il sentimento è comunicato di getto,  ma è anche vero che questo sentimento deve essere comunicato con il linguaggio. Caravaggio non avrebbe mai creato le sue opere, così come le vediamo, se non avesse saputo usare il pennello, se non avesse avuto una conoscenza approfondita sull'uso dei colori e delle tecniche di pittura, se non avesse avuto un concetto ideologico dell'arte e del significato profondo della pittura nella vita dell'uomo o della potenza comunicativa della luce sulle immagini, che ne fà poi l'elemento innovatore. Le sue immagini, a differenza di tanti suoi contemporanei, destano stupore, meraviglia. Allora la sua opera è genericamnte apprezzata perchè genericamente capace di emozionare. E per l'emozione che essa genera si è disposti a spendere tanto per avere una simile opera. Per la poesia è uguale. Tanto più è capace di emozionare e tanto più  è arte apprezzata e pagabile.  E come ogni artista, anche il poeta-Caravaggio, deve possedere le conoscenze sul linguaggio (il colore della poesia), le tecniche di scrittura del ritmo  del verso (tecniche di pittura), oltre l'idealismo di fondo, che deve costituire la finalità per cui si vuole materializzare certe immagini. La poesia, quindi, come qualunque opera d'arte, è scritta bene ed è letta volentieri quando l'insieme dei diversi elementi emotivi, conoscitivi e materiali sono ben amalgamati. Non basta la tecnica di composizione, non basta il sentimento, non basta  la conoscenza linguistica, non basta l'elemrnto innovatore, ma è necessario che il tutto si fondi in un unico corpo. Poi, dico,che non esiste una poesia, come qualunque altra opera d'arte, che sia solo per se stessi. Il sentimento del poeta si materializza col linguaggio e il linguaggio è un mezzo di comunicazione degli uomini. In fine, concludo dicendo, che in tutti gli uomini esiste "il fanciullino", cioè l'essenza stessa del poeta, ma pochi sono i poeti e si diventa poeti nel momento in cui riusciamo a emozionare gli altri.

 

Pino Marchese - Mercoledi, 17 Settembre, 2008 alle ore 22:59:42

commento: Ciao,con molto entusiasmo ho letto ció che hai scritto,e devo dirti che hai perfettamente ragione tra l'altro nel dire che le poesíe si scrivono da espressioni che provengono dal Cuore,in special modo quando si é tristi,e cosí via.Io ho la 4°elementare,e scrivo poesie(circa 40)scritte,ma tutte sono scaturite da uno stato d'animo triste,e di momenti di delusioni,dove spesso mi arrabbio con mé stesso,o a causa dell'ipocresía,mancanza d'amore altruistico,malvagitá,e via vai.Sono del parere che un poeta la sua radice é l'umiltá,e la sensibilitá,e amante della Natura,anche sé il suo modo di scrivere non fá rima.

 

Domenico - Venerdi, 12 Settembre, 2008 alle ore 15:14:07

Ciao! Mi chiamo Domenico, e anche io scrivo. Mi trovi d'accordo con te su praticamente tutto. Mentre non sono d'accordo con gli scolastici, come spesso. La maggior parte di loro, guarda caso, non sa scrivere. La maggior parte degli scrittori e dei poeti, guarda caso, nelle loro esternazioni sulla scrittura non hanno mai parlato di metrica o di conoscenza delle parole. Tutto ciò viene dopo, la poesia non è fare un Sudoku...
Col cyber-critico-scolastico posso essere d'accordo solo sul giudizio sui poeti della reti, in effetti la maggior parte scrive (a mio parere) in modo alquanto scarso.

 

Mimmo - Domenica, 31 Agosto, 2008 alle ore 19:01:57

commento: sono daccordo anche io, ormai tutto ruota intorno al Dio soldo, però, penso che commerciare i pensieri poetici sia un oltraggio per chi scrive poesie con il cuore, i veri poeti, non vendono poesie, ma, le dovrebbero publicare gratuitamente solamente per ringraziarli di averle scritte 

 

Perla Oscura - Martedi, 12 Agosto, 2008 alle ore 22:15:57

commento: Pienamente d'accordo con quanto asserito. Io sono una di coloro che, travolti da un personale "Sturm und Drang", chiusi tra le mura della proprio stanza, o magari accolti dalle braccia della natura, stilano versi, liberano demoni o immagini estatiche dal cuore. Ed è così che è nata la passione della scrittura. Immortalare in materia finita, un granello dell'incommensurabile mondo interiore. E' possibile qui pubblicare qualche scritto con diritto d'autore? Saluti al poeta che vive in chi gli sa dar voce.

 

JessicaCT - Lunedi, 14 Luglio, 2008 alle ore 23:17:44

commento: Credo sia verissimo il fatto che un vero poeta non scriva per avere successo, nè per vendere e commercializzare la sua opera il più possibile, però molte volte mi sono chiesta quale senso avrebbe quell'impeto che sgorga dall'anima e che ti fa cercare un foglio e una penna anche nel cuore della notte se il frutto di tanto ardore non venisse poi condiviso con gli altri, perchè, sì, è vero che si è poeti innanzitutto per se stessi, ma questo atteggiamento non deve trasformarsi in egoismo. Perchè privare qualcuno della piccola gioia che può suscitare una bella poesia? Io le ho sempre tenute chiuse in un cassetto, senza trovare il coraggio di farle leggere a qualcuno, e spesso mi chiedo se in fin dei conti non sia stato inutile scriverle...

 

stella - Sabato, 12 Luglio, 2008 alle ore 10:53:57

commento: ciaoo hai ragione...
io sono una ragazza ke ha frequentato sola la terza media...ed ho 22 anni.nn ho lasciato la scula per causa mia ma...cmq volevo dirti una cosa a me piace scrivere ma per colpa degli errori nn faccio leggere niente a nessuno per nn essere giudicata...poi alla fine butto tutto quello ke ho scritto!!!un saluto...stella

 

PIna - Domenica, 6 Luglio, 2008 alle ore 17:16:39

commento:sono perfettamente d'accordo con te.La poesia è tua soltanto e non contiene regole penso però che amo leggerle le poesie degli altri emi piace coglire l'esseza o il significato di ogni parola. PIna

 

angelopinto - Domenica, 22 Giugno, 2008 alle ore 11:40:19


commento: E' quel "non vuole regole" che inficia ciò che è scritto dopo. E che, in confidenza, non ho più letto.

 

noe - Mercoledi, 4 Giugno, 2008 alle ore 14:53:28

commento: è un'opera molto bella, penso che le poesie siano frutto di ogni momento che viviamo nella nostra vita...e si devono scrivere con il cuore

 

vezza - Sabato, 17 Maggio, 2008 alle ore 12:03:24

commento: bene è vero anzi verissimo sono daccordo perchè io scrivo poesie da quando sono nata perchè ho un poeta in famiglia ma una mia amica non sapeva scrivere le poesie e io gli ho detto di tirare fuori tutte le emozioni che aveva paura di tirare fuori ed ora è diventata una poetessa

 

Nilodan - Giovedi, 15 Maggio, 2008 alle ore 20:48:03

commento: Scrivere una poesia?...Io, è da un po' che mi diletto a scrivere poesie, ma lungi da me sentirmi poeta, anche se le publico su qualche forum a cui mi sono iscritto e sul mio blog. Mi capita a volte di avere un pensiero e da quello girandoci intorno riesco a "creare" qualcosa, altre volte penso e penso e non vengo a capo di nulla. La poesia è bella se nasce spontanea dal ns.io, senza cercare forzature pur di scrivere qualcosa. Prova a guardare il sole all'alba o al tramonto, entrare nel tuo io, offrendo agli altri ciò che il tuo cuore in quell'istante ti dona. Guardare il mare, i monti all'orizzonte,il cielo notturno cosparso di piccole luci stellari o addirittura un temporale...ed è poesia.

 

E.Orsi - Domenica, 20 Aprile, 2008 alle ore 18:53:27


commento: Per quanto ho potuto capire mi trovo in disaccordo.

Innanzi tutto non capisco se il testo abbia come tema principale una certa "crisi commerciale" della poesia, oppure sia il tentativo di dare una definizione di "poeta" e "poesia" o altro ancora; comunque sia perchè intitolare un pezzo "Scrivere una poesia" se poi non dice nulla su come si scriva una poesia?

Una lettura attenta denota poca capacità di organizzazione del testo: le tesi espresse sono scarsamente provate da argomentazioni blande e poco approfondite; inoltre gli errori di ortografia ("rendersi contro", "i pressi") denotano, voglio sperare, un mancato controllo del testo prima della pubblicazione. Errori che, anche in un testo di grande livello, inevitabilmente fanno decadere il giudizio del lettore sull'autore e sulle sue tesi.

Per quanto riguarda l'affermazione per la quale i princìpi di prosodia e metrica siano delle regole oppressive per il poeta rispondo che, al contrario, sono ottimi esercizi per un corretto apprendimento dell'arte poetica, in quanto chi vorrebbe imparare a scrivere poesie è costretto, in questo modo, ad adattare il proprio stile a una moltitudine di situazioni, a diventare un virtuos della parola. Il verso libero è la vera sfida perchè senza punti di riferimento si deve essere in grado di trovare un ritmo coerente all'intero componimento, sfida inevitabilmente destinata all'insuccesso senza un lungo esercizio e un talento fuori dal comune (che da solo non basta).

Non posso assolutamente essere d'accordo con chi afferma che a poesia nasca dalla sofferenza interiore.Semplicemente non è vero. Quì si dimentica tutta la poesia cortigiana, epica, comica, satirica, occasionale ecc. ecc. Non credo che i sonetti di Cecco Angiolieri o Francesco Berni, Gianni Rodari o qualsiasi altro poeta, nascano da un profondo moto di sofferenza interiore. Per quanto riguarda la lirica (a quanto pare la sola forma di poesia per voi "cyber-poeti") si ricordi sempre che l'arte in quanto tale non è la realtà ma una sua imitazione, e che la poetica (cioè, per chi non lo sapesse, il modo in cui il poeta intende funzioni, finalità e modi della sua poesia, lingua e stile) è il filtro attraverso il quale le emozioni, in alcuni casi genuine, in altri fittizie, vengono filtrate per poi confluire nel componimento poetico.

Il poeta è prima di tutto un "artigiano della parola". L'etimologia della parola risale al verbo greco poièo il cui significato è "fare" e si utilizza tanto per poeti, scultori pittori, quanto per artigiani, vasai ecc (non dimentichiamoci che tutta l'arte antica è considerata alto artigianato).
In quanto artigiano, se davvero vuole avere un valore, deve passare attraverso un lungo percorso di pratica e perfezionamento al fine di padroneggiare la materia del suo lavoro. Inoltre la lettura è importantissima, soprattutto se si è in grado di cogliere la prassi dei grandi maestri del passato e del presente, di entrare nel loro laboratorio, come si dice in gergo.

So già che verrò criticato come "scolastico", "arretrato" ecc. Non mi importa. Solo si sappia che scrivere della buona poesia porta inevitabilmente al riconoscimento da parte di chi ha la capacità e la sensibilità per capirla, sia esso editore o fruitore.
Evidentemente la poesia dei "cyber-poeti" di livello tanto alto non è.

 

correzione bozze

 

copywriter roma