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La crisi del racconto breve


di Andrea Mucciolo - vietata ogni riproduzione, anche parziale

http://www.andreamucciolo.com

 

Comincio questa mia sorta di riflessione sul racconto breve con una domanda: il racconto breve è morto? Almeno in questo paese sembrerebbe purtroppo di sì, e non solo perché le agenzie letterarie sconsigliano sempre più agli scrittori esordienti di proporre raccolte di racconti brevi; non solo perché gli editori puntualmente li rifiutano schifati, quasi si trattasse di materiale di scarto; e neanche perché tra gli scaffali delle librerie se ne rinvengono sempre meno… C’è, a mio avviso, una ragione più profonda, più grave, mi sia consentito di aggiungere. Io ascrivo tutto ciò ad una ragione culturale, intrisa nella mente degli italiani, che oramai hanno perso quasi completamente il loro interesse in questa illustre forma narrativa, che annovera fra i suoi più accesi fautori grandi scrittori del passato e del presente, ne cito solo alcuni: Poe, Pirandello, Hawthorne, Cechov… Grandi scrittori che hanno portato il racconto breve ai massimi livelli, anche se poi, con la sola eccezione di Edgar Allan Poe, hanno composto anche grandi romanzi, tipo la “La lettera scarlatta”, nel caso di Hawthorne. Nei paesi anglosassoni le cose vanno decisamente meglio, e tutt’ora le riviste letterarie attualmente in vendita in quei paesi, annoverano tra i loro autori molti scrittori famosi, che non disdegnano affatto di pubblicare di tanto in tanto un loro racconto su quelle riviste, al contrario di quello che avviene da noi, dove invece vi pubblicano quasi esclusivamente scrittori esordienti o comunque poco conosciuti.
Come ho già accennato, a mio parere le ragioni di questo “disprezzo” verso il racconto breve sono da ricercarsi in ragioni culturali, anche se, a pensarci bene, non si comprende fino in fondo quali queste ragioni debbano essere e soprattutto non si capisce il motivo di tanta apparente avversione verso questo più che onorevole genere, quando, tra le altre cose, i lettori si lamentano sempre della loro mancanza di tempo da dedicare alla lettura, come, del resto, molti scrittori riportano spesso un’enorme difficoltà nel scrivere un romanzo, pur avendo ottime idee, le quali, tuttavia, faticherebbero a riempire centinaia di pagine di un libro: ecco, il racconto breve è la soluzione per ambedue queste categorie a dir poco complementari.
Eppure, a sentire i librai nonché gli editori e i distributori, la gente vuole il romanzo: senza curarsi se magari è solo “infarcito” all’inverosimile da digressioni di ogni genere, tali a volte da far venir voglia di equiparare il reato di “padding” a quello di plagio. Non c’è niente da fare, l’interesse verso quei piccoli bei raccontini che in pochi minuti ci danno forse di più di un tomo indigesto pare defunto per sempre. Sì, ci sono le eccezioni, come in tutto, ma provate ad entrare in una grande libreria, e domandate un’antologia di racconti vari, e vi guarderanno storto… C’è da dire, che è opinione di molti che uno scrittore che scriva solo racconti brevi, faccia questo solo perché non è in realtà in grado di scriverne di lunghi… Beh, alle volte potrebbe anche essere vero, per esempio Poe, sosteneva che un racconto andrebbe letto in “un’unica seduta” per poterne apprezzare appieno tutte le sfumature e non perdere il ritmo narrativo… Tuttavia, viene il sospetto che un grande come Poe, avesse realmente dei problemi a scrivere un romanzo. Chiunque abbia apprezzato questo autore, rimane deluso quando legge il suo unico romanzo “Le avventure di Gordon Pym”. Per alcuni scrittori il racconto breve potrebbe anche rappresentare un alibi, certo, ma per il lettore che ne trae il massimo piacere, questo non importa; romanzi e racconti sono due generi completamente diversi, e l’uno non esclude l’altro, ma quello che è inconcepibile e la maniera in cui il racconto è stato relegato: quasi a livello di una scritta sui muri, ignorato dai grandi scrittori (non da tutti, certo) snobbato dai lettori. Per fortuna, il racconto breve è ancora vivo e scalciante grazie alla miriade di piccoli scrittori sconosciuti che popolano questo paese, per i quali scrive storie brevi è il solo modo per avvicinarsi, confrontarsi e crescere all’interno del mondo letterario, sperando, che quando alcuni di questi scrittori saranno un giorno famosi, non si dimenticheranno di tutte quelle storielle che hanno consentito loro di diventare grandi e che, anzi, dedicheranno ancora un po’ del loro tempo a questo meraviglioso mondo del racconto breve…