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Holly Bolly

di Tiziano Marzotto

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Holly Bolly non era un tipo molto intelligente. Pure il nome sembrava essere un oscuro presagio di un incerto e mediocre destino. Egli riusciva a fare solo ragionamenti semplici, in parole povere aveva un quoziente d’intelligenza non troppo alto: non che fosse stupido, ma era la tipica persona che arrivava sempre dopo con i ragionamenti e non amava le complicazioni. Un giorno lesse su una rivista che, all’indomani del crollo in borsa del 29’, le banche, a fronte dell’orda di clienti che richiedeva di ritirare i suoi depositi, chiusero gli sportelli e non restituirono i soldi che non erano loro, eccetto a pochi fortunati.
La sua mente semplice allora dedusse che delle banche non ci si poteva molto fidare.
Pensò che le banche dovessero offrire delle garanzie, tipo un’ipoteca su beni immobili, quando si va a depositare, cioè a prestare, dei soldi, come fanno loro quando vai a chiedere un prestito, così se non hanno la possibilità di restituirteli sei cautelato.
Confidò queste conclusioni ad amici, parenti e colleghi, ma tutti si misero a ridere e lo presero in giro a lungo.
Holly Bolly ingoiò il rospo, ma questo non lo fece ricredere dalla convinzione che delle banche non ci si poteva fidare.
E fu così che Holly Bolly non lasciò mai più un becco di un quattrino nel conto corrente. Non appena lo stipendio gli veniva accreditato lo svuotava completamente e metteva i contanti sotto il materasso, come faceva sua nonna Dolly Bolly ai tempi di Marco cacco. Non riusciva a risparmiare molto perché, caspita, la vita costava molto e il suo stipendio era quello che era. Ma euro dopo euro, mese dopo mese, anno dopo anno Holly Bolly mise da parte 10.000 euro. Non una fortuna, ma Holly Bolly era convinto che va bene così perché nella vita non si sa mai.
Un bel giorno le borse crollarono e tutta la loro economia di plastica andò in frantumi. Come era prevedibile al panico generale seguì la corsa al ritiro dei risparmi nelle banche, ma queste, ovviamente, ad un certo punto chiusero gli sportelli. Di colpo i soldi in banconote sparirono o quasi dalla circolazione. Non che ce ne fossero tanti in giro perché negli ultimi tempi il sistema bancario aveva fatto di tutto per introdurre il denaro elettronico, quello che con una strisciata e via ti permette di comprarti tutto o quasi, salvo poi rovinarti con gli interessi; quello che con un click del mouse del ligio operatore di banca ingrossa o assottiglia di colpo il tuo conto corrente.
La gente, nel volgere di poco tempo, cominciò a dare la caccia al denaro contante ed era disposta a tutto, o quasi, pur di averne. Le banche centrali, per porre fine alla deflazione arrembante, cominciarono a stampare e mettere in circolazione, come il peggiore dei falsari, delle banconote. Ma niente da fare, la gente, per una sorta di magico accordo collettivo, rifiutò il denaro di nuovo corso, d’altra parte i numeri di serie non mentono. Le vecchie banconote assunsero sempre più valore, manco fosse stato oro. D’altra parte non c’è da stupirsi, non è forse il denaro un idea basata sulla fiducia ? E la gente ebbe fiducia solo sulle banconote di vecchio corso e considerò pattume qualsiasi altra qualsiasi altra forma di denaro, reale o virtuale che fosse. Con pochi denari potevi comprarti di tutto: una villetta con piscina ? 1000 Euro. Un Ferrarino ? 100 Euro. Un kilo di pane ? 1 centesimo di Euro.
E così Holly Bolly divenne ricco sfondato, si proprio lui, quello che non era troppo intelligente, quello che ci arrivava sempre dopo con i ragionamenti, quello che veniva preso in giro, quello che…

 

Commenti

 

alessandra longo - Venerdi, 14 Novembre, 2008 alle ore 09:54:16

commento: Bravo Tizzi! Holly Bolly è così vero che mi pare di vederlo camminare per la strada con lo stipendio in tasca e andare a infilarlo nel materasso!
Quasi quasi si vede anche come è vestito e cosa mangerà a pranzo.
Bravo, scrivi proprio bene.
Ciao ciao

 

Giuseppe Demo - Martedi, 11 Novembre, 2008 alle ore 21:57:22

commento: Bellissimo questo racconto e molto attuale.
Mi si è creato il personaggio fino alla fine.
Bravo

 

Claudia - Lunedi, 10 Novembre, 2008 alle ore 10:14:34

commento: Bravo Tiziano: "e tu chiamale se vuoi percezioni" potrebbe essere ironicamente un altro titolo per questa opera!!


Mauro Apperti - Domenica, 9 Novembre, 2008 alle ore 18:47:10

commento: complimenti tiziano...
bella parabola....con un punto di vista interessante.:-)


zoppy111 - Martedi, 13 Maggio, 2008 alle ore 23:19:26

commento: Mitico Tizzy. Ci hai stupito ancora con la tua narrativa... breve e circonciso :-)

 

Valentino Carturo - Lunedi, 12 Maggio, 2008 alle ore 10:25:11

commento: Bravo Tiziano, molto interessante questo tipo "poco intelligente", e complimenti all'autore che dimostra tanto spirito di "sana" osservazione.

 

Enrico L. Barazzoni - Mercoledi, 7 Maggio, 2008 alle ore 23:24:27

commento: Mooolto carina questa storia inventata.
Ha un solo difetto: è troooppo realistica per essere inventata! :)
http://enricobarazzoni.spaces.live.com/