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Un giorno di aprile

di Tiziano Marzotto

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Originariamente pubblicato su "Il vicenza"

 

La partita di oggi è stata veramente dura e intensa. Provvidenziale questa panchina del parco cittadino pronta a sostenere il mio corpo stanco. Mi siedo e incurante della presenza di un gruppo di bambini giocanti mi stiracchio e mi rilasso a ritmo alterno fino a che un flusso di benessere permea il mio corpo. Chiudo gli occhi e oriento il volto verso il Sole di Aprile che tiepido e discreto mi trasmette una giusta e gradevole dose di calore. La mia mente, sgombra da cattivi pensieri, vola libera e impertinente nella spazio infinito di un mondo diverso, fatto di sogni e dolci immagini senza tempo. Ad un certo punto un’insolita sensazione proviene dalle mie labbra, come se qualcosa di morbido si fosse appoggiato sulla bocca, vagamente simile ad un timido bacio di una donna. Per un po’me ne sto lì a sperimentare il momento, poi decido di capire meglio la situazione: forse sto sognando, ma non può essere perché sento gli schiamazzi dei bambini che stanno giocando a pallone. Vorrei aprire gli occhi per capire, ma non ci riesco perché mi sento bloccato, da che cosa non so: comincio ad essere inquieto. Mi chiedo cosa stia succedendo: non sto sognando, ma è come se lo stessi facendo, non mi sento sveglio, ma un po’lo sono, infatti sento i soliti bambini giocare. E allora che storia è mai questa! Mi sento completamente paralizzato, alla mercé di non so nemmeno io cosa, schiavo del momento e di una forza oscura. Vorrei aprire gli occhi, ma ancora non ci riesco, con questa strana cosa sopra la bocca che continua a stare al suo posto. Sono colto dal panico e il respiro comincia a farsi affannoso. Cupi pensieri affiorano qua e là, forse qualcuno vuole soffocarmi appoggiando una mano sopra le mie labbra, ma perché mai ? Non ho fatto male a nessuno, chi mai può avercela con me ! No, non può essere perché la pressione sulle labbra è leggera e costante, non come quella di una mano che starebbe per soffocarmi, forte e decisa ! Il terrore aumenta, ormai mi manca il respiro, sto sudando, vedo la fine ormai alle porte e allora raccolgo tutte le forze mentali, mi concentro al massimo ed esplode il desiderio di aggrapparmi alla vita con una terrificante decisione di aprire gli occhi. Come un nuotatore che sta per affogare il quale riesce, allo stremo delle forze, a risalire in superficie, lancio una specie di urlo, una via di mezzo tra un respiro profondo e il verso di un orso morente. Una violenta ventata di aria fresca ai polmoni e un’accecante luce agli occhi mi riporta al mondo reale, mentre qualcosa di giallo vola via dalla mia bocca. Mi guardo attorno, attonito e ansimante: i bambini continuano a giocare perché troppo lontani per essersi accorti di qualcosa e non ci sono altre persone nelle vicinanze. Meglio così, non oso immaginare la figuraccia che avrei potuto fare, lì da solo a lanciare un urlo durante un dormiveglia stravaccato su una panchina ! Lentamente mi riapproprio dell’ambiente e comincio a rasserenarmi, poi mi metto cercare nell’erba ciò che era volato via dalla bocca. Giusto ad un paio di metri, sull’erba, intravedo una buccia di banana, non tutta intera, ma un solo spicchio, un piccolo lembo, non so se mi sono spiegato. La raccolgo e ancora non ci credo, no, non può essere, come mai è finita sulle mie labbra una cosa del genere ! Forse qualcuno di passaggio, gettandola via, incidentalmente l’ha fatta finire sulla mia bocca. No, impossibile, l’impatto mi avrebbe sicuramente destato dallo stato di gradevole abbandono in cui ero. Oppure qualcuno, un buontempone in vena di scherzi o peggio ancora un amico di passaggio, me l’ha delicatamente adagiata sulle labbra approfittando del mio momentaneo torpore. Non può essere andata che in questa maniera, non ho altre plausibili spiegazioni, ma il dubbio, temo, mi rimarrà per sempre. Comunque la vita a volte è veramente strana…bah meglio andare a casa, per oggi basta così!

 

Tiziano Marzotto