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Difficoltà di comunicazione con immigrati

di Valeria Chieregatti

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   Bruno è un “gigante buono” e dall’alto dei suoi un metro ed ottantacinque di 147 chilogrammi è sempre stato “amico di tutti”.

Per farsi accettare ha sviluppato un senso umoristico relativamente alla sua mole che è sempre il primo a “sparare battute” per non lasciare il tempo agli altri di schernirlo.

Si è formato una famiglia ed ha lavorato trentacinque anni come scaricatore di magazzino in una grossa fabbrica della zona.

Da un paio d’anni è diventato nonno di un bambino stupendo :Giacomo…è la luce dei suoi occhi, lo porta dappertutto e…davanti a casa se lo appoggia sul pancione (che lui chiama suo air-bag incorporato) e gli fa girare il volante suonando il clacson a più non posso.

Vuole andare sempre lui a prendere il bambino all’asilo e, davanti a quel cancello, a volte c’è solo lui di uomo tra tante donne mamme/nonne e, come tutti i “giganti buoni”, quando è lì è un po’ timidamente in imbarazzo poiché si vede più diverso del solito.

Nel nostro piccolo paese ci sono più del 10% di nuclei famigliari di immigrati extracomunitari  e, devo riconoscere, molto ben integrati ; la qualità di vita è veramente serena rispetto al livello di tensione nazionale.

Sappiamo tutti che la difficoltà di comunicazione più insormontabile è la lingua madre : istintivamente tendiamo tutti o a parlare più forte o ad usare i verbi all’infinito.

Quel giorno, un giorno come tanti, davanti all’asilo Bruno aspetta il suo adorato Giacomo , è estate e fa molto caldo e lui “espone” il suo bel pancione nonostante l’immensa canottiera nera tenti di sfinarlo (non riuscendoci) e, ad attendere il proprio bambino c’è un giovane papà extracomunitario.

Quasi per solidarietà, essendo gli unici due uomini lì davanti a quel cancello, Thiam si avvicina a Bruno per conversare e , guardandolo prima attentamente (penso per capire se gradiva di essere interpellato) gli si rivolge così: “ Ciao TU ASPETTARE BAMBINO?”

Bruno : “ TU ESSERE CRETINO !!!” …io sono solo grasso e non incinto!!!

Che difficoltà di comunicazione non sapere le lingue ma che difficoltà di comunicazione quando una innocente parola degli altri risveglia tutta la nostra frustrazione!!!

 

 

Commenti

 

bella!!! - Mercoledi, 7 Maggio, 2008 alle ore 19:27:39

commento:  Bruno è un "gigante buono" e dall'alto dei suoi un metro ed ottantacinque di 147 chilogrammi è sempre stato "amico di tutti".

Per farsi accettare ha sviluppato un senso umoristico relativamente alla sua mole che è sempre il primo a "sparare battute" per non lasciare il tempo agli altri di schernirlo.

Si è formato una famiglia ed ha lavorato trentacinque anni come scaricatore di magazzino in una grossa fabbrica della zona.

Da un paio d'anni è diventato nonno di un bambino stupendo :Giacomo.è la luce dei suoi occhi, lo porta dappertutto e.davanti a casa se lo appoggia sul pancione (che lui chiama suo air-bag incorporato) e gli fa girare il volante suonando il clacson a più non posso.

Vuole andare sempre lui a prendere il bambino all'asilo e, davanti a quel cancello, a volte c'è solo lui di uomo tra tante donne mamme/nonne e, come tutti i "giganti buoni", quando è lì è un po' timidamente in imbarazzo poiché si vede più diverso del solito.

Nel nostro piccolo paese ci sono più del 10% di nuclei famigliari di immigrati extracomunitari  e, devo riconoscere, molto ben integrati ; la qualità di vita è veramente serena rispetto al livello di tensione nazionale.

Sappiamo tutti che la difficoltà di comunicazione più insormontabile è la lingua madre : istintivamente tendiamo tutti o a parlare più forte o ad usare i verbi all'infinito.

Quel giorno, un giorno come tanti, davanti all'asilo Bruno aspetta il suo adorato Giacomo , è estate e fa molto caldo e lui "espone" il suo bel pancione nonostante l'immensa canottiera nera tenti di sfinarlo (non riuscendoci) e, ad attendere il proprio bambino c'è un giovane papà extracomunitario.

Quasi per solidarietà, essendo gli unici due uomini lì davanti a quel cancello, Thiam si avvicina a Bruno per conversare e , guardandolo prima attentamente (penso per capire se gradiva di essere interpellato) gli si rivolge così: " Ciao TU ASPETTARE BAMBINO?"

Bruno : " TU ESSERE CRETINO !!!" .io sono solo grasso e non incinto!!!

Che difficoltà di comunicazione non sapere le lingue ma che difficoltà di comunicazione quando una innocente parola degli altri risveglia tutta la nostra frustrazione!!!

 

Alessia - Mercoledi, 7 Maggio, 2008 alle ore 19:24:41

commento: Bella!!!grazie lo copiate per un compito da fare a casa!!!hihihihihi

 

lupeppino - Lunedi, 31 Marzo, 2008 alle ore 20:13:33

commento: è bellissima..grazie..l'ho copiata per un compito in classe...hihihiihihihihih

 

Anna R. De Santis - Sabato, 15 Marzo, 2008 alle ore 13:31:10

commento: Brava! Mi è piaciuta la tua storia. Che tenerezza le fragilità di entrambi (Thiam col suo desiderio di approccio e Bruno con la sua pancia da gestire)!