Menù principale

Racconti

Poesie

Pittori

Sculture

Musicisti e cantanti

Foto e fotografi

Fumetti

Dio e la fede

 

Consigli per scrittori

Consigli per gli aspiranti scrittori

Grammatica italiana

Agenzie letterarie

Case editrici per autori esordienti

 

 

Un caffè macchiato

di Alessia Sanità

 

Guarda il profilo

 

Il cappuccino la mattina è una delle cose più deliziose che ci sia…quel fumo che esce bollente dalla tazza e aleggia verso l’alto. In quell’istante di degustazione le papille danzano all’incontro della crema di latte, del caffè e della cioccolata…tutto morbidamente spumoso e delizioso….quell’aroma mi invade…e poi che meraviglia la mattina entrare al bar e sentire quel profumo di cornetti, cioccolata, frutti di bosco, crema, miele, nutella e cannella…..è una sinfonia di sapori, profumi, colori…insomma uno spettacolo per gli occhi, per il naso….ma soprattutto per il palato…..

Pino il barista….appena mi vede…mi sfoggia un sorriso ed un “ciao Ale!” e, senza che io gli chieda nulla, comincia a prepararmi il cappuccino…..lui sa che a me piace caldissimo e con il cioccolato spolverizzato sopra…..mi piace questa familiarità con uno sconosciuto….per esempio lui sa che nel panino con la cotoletta a me piace un pochino di ketch up e un velo di maionese. A volte penso: conosce più lui i miei gusti piuttosto che mio padre che mi conosce da una vita o il mio ragazzo con cui sto da cinque anni…ma alla fine un papà lo perdoni perché te lo sei ritrovato, ma un uomo che hai accanto no perché te lo sei scelto

….che strano a volte diamo per scontate cose che invece non lo sono affatto….dopo cinque anni il mio ragazzo non ha ancora focalizzato che io il caffè lo prendo macchiato e allora ogni volta che andiamo al bar e lui ordina i caffè mi guarda con espressione interrogativa come per chiedermi: tu come lo prendi? In quel preciso istante il mio cervello, come se fosse un’onda in piena, comincia la sua inarrestabile corsa verso alcune constatazioni: “ma sei idiota..? ma mica mi hai rimorchiato ieri sera in discoteca…ma mica è la prima volta che mi offri un caffè… sono cinque anni che prendiamo il caffè insieme e sono cinque anni che lo prendo macchiato” ma con la pungente ironia che a volte contraddistingue noi donne quando vogliamo o non vogliamo litigare gli faccio un sorriso di non facile interpretazione un mix tra dolcezza e finzione, e con tono leggermente polemico gli dico: “macchiato tesoro mio”…..ma non ce la faccio a non puntualizzare e allora….dopo cinque secondi aggiungo “come sempre del resto”…..lo guardo per vedere la sua reazione….ma la sua reazione è strettamente legata alla sfumatura di tono della mia voce.

Se il mio tono è ironico come se volessi prenderlo in giro lui sorride incassa passivamente il mio “rimprovero scherzoso”...se invece il mio tono risulta essere leggermente acido, lui si fa serio, passano più o meno dieci secondi senza che nessuno dei due dica nulla all’altro…..e lui pensa: ha ragione lei però ammazza quanto rompe….ha dovuto comunque far notare una mia mancanza….ed in quei dieci secondi di silenzio invece è come se ci rimproverassimo tante altre cose che non c’entrano niente con quella tazzina di caffè….Mi chiedo: può una tazzina di caffè essere l’unità di misura di un amore? Certo che no mi dico…..allora per stuzzicarlo un po, e per metterlo ulteriormente alla prova, mi parte una domanda a bruciapelo: Quali sono i miei fiori preferiti?

….il panico si dipinge sul suo volto, penserà: “questa è impazzita” ma non può esimersi dal rispondere, con occhi smarriti e con quella stessa aria che ha un alunno impreparato all’interrogazione…..terrorizzato risponde timidamente beh… sono….sono…le rose….

A quel punto dentro di me si scatena una tempesta: tuoni, lampi, fulmini e saette. ;e la prendo con me stessa per avergli fatto quella domanda…..constatare che lui abbia sbagliato la risposta mi getta in uno sconforto e in una rabbia indicibili……avrebbe dovuto sapere che sono i girasoli……mannaggia a me ma perché gliel’ho chiesto….Mi chiedo: può essere un fiore l’unità di misura di un amore? Certo che no mi dico…

Non so come fa ma sembra quasi che stia seguendo alla lettera un manuale d’istruzione intitolato: come fa venire i nervi alla propria ragazza.

….lo guardo e penso: che strano a volte come si può essere così intimi ma al tempo stesso così estranei…..cosa sa lui di me? E io di lui? lo guardo e penso ancora: sembra un paradosso ma lui alla fine è un estraneo nel senso che se non lo avessi incontrato lui avrebbe continuato a vivere tranquillamente la sua vita senza di me ed io senza di lui…..ignari l’uno dell’esistenza dell’altra…..ma perché penso questo? Forse non lo amo più? E i nostri silenzi non sono più quelli di prima…..non sono più i silenzi pieni di amore e complicità….mi chiedo: può essere il silenzio l’unità di misura di un amore? Forse si…..dai silenzi si capiscono tante cose…..a volte i silenzi parlano…..quando c’è l’amore diventano un tutt’uno con noi e a volte è addirittura piacevole non parlare, non parlare perché non ce ne è bisogno, non parlare perché gli occhi parlano al nostro posto…..e ci si capisce al volo…..ma quando quei silenzi nascondono rancori e rimproveri, allora si sente il disagio e la poca voglia di condividere….

…i silenzi …quando un amore è finito sono così difficili da sopportare….quanto invece un amore è in corso…sono una delle cose più romantiche che ci sia…

…e allora penso che invece le piccole cose possono essere l’unità di misura di un grande amore….

….sono passati mesi e nel frattempo per fortuna siamo riusciti a dirci quello che non avevamo il coraggio di dirci…..sono passati altri mesi e un nuovo amore è al mio fianco….

Io non so se sarà quello giusto so solo che, in un giorno come tanti mi ha regalato un girasole…. ad un certo punto mi guarda come nessun uomo ha mai fatto prima, mi guarda, mi dice che sono bella, anche con capelli legati e un po in disordine, anche senza trucco, anche con la tuta e le scarpe da ginnastica, siamo al bar per una pausa dopo la nostra corsetta al parco, mi fa una carezza, poi rivolgendosi al barista dice: due caffè di cui uno macchiato...e il mio cuore si riempie di gioia….

 

 

Commenti

 

Shako - Domenica, 30 Marzo, 2008 alle ore 16:52:58

commento: Racconto leggero e delicato. La sensibilità che ne risulta non poteva non provenire da una donna. Anche il timbro fresco e sbarazzino rendono piacevole la lettura. Complimenti