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Schizofrenia poetica, di Lorenzo Ghionzoli

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Applaudite,fasulli ipocriti,applaudite con gli occhi strabuzzanti e le labbra sorridenti.
Credete di farmi piacere con i vostri gradimenti ma in realtà io vi disprezzo,odio questa vostra finta benevolenza.
Scrivendo ho dovuto modificare il mio animo,ho dovuto rendere comprensibili sentimenti che nemmeno immaginate,mi sono dovuto piegare per potervi guardare negli occhi.
Mai più scriverò per voi porci ignoranti nella vostra cultura di facciata.
Premiate solo la mediocrità,disdegnate noi veri artisti,noi che riusciamo a scavare nell'intimo profondo della nostra anima,noi,che mentre voi dormite,vegliamo sui rimasugli dell'arte.
Alla mercè di fotografie che sbiadiranno nel tempo,sorrido cordiale e vi immagino nelle vostre poltrone a far finta di essere intellettuali,a leggere con far da professore autori che nemmeno sfiorano il vostro livello,autori che soffrono nel vedere le loro opere macchiate dai vostri occhi,dalle vostre dita.
Il vero artista sono io,parte incontrollata della mente,leggera schizofrenia del mondo.
Opere composte su tavoli ricolmi di vocabolari,di dizionari e di altri insulsi aiutanti si rispecchiano in coppe lucenti,fabbricate da operai e pulite da sudici stracci.
Le vere poesie nascono e muoiono nel cuore,non vedono luce del giorno.
Io sono un poeta perchè sento queste parole bussarmi nel petto,le odo cantare con un guazzabuglio di voci,le vedo allo specchio nei miei occhi.
Ma il corpo dove sono rinchiuso è patetico e punta ai premi,cerca il valore in oggetti futili e poco duraturi,la mia mano non capisce che l'importante non è scrivere ma viaggiare con la mente,cercare ogni sentimento dentro se.
Prendo sempre più il sopravvento di questa razionale e stolta mente,mi impossesso dei suoi occhi quando osservo un cielo gonfio di pioggia,ansante tempesta.
Per adesso vivo nei suoi sogni e cerco di gridare forte la mia disperata rabbia di queste gabbie.

 

 

 

Commenti

 

d3 - Martedi, 14 Luglio, 2009 alle ore 10:28:54

commento: quano le nuvole cariche di nera pioggia saranno mature, vedrai infine a tutta la tempesta, piovere una sottile pioggia pura, dolce e delicata. Osservala, é l'altra faccia della dolcezza.
quando nella vita c'é un momento molto triste, sii il piú austero possibile, non nasconderti nella violenza, e non mangiare neanche se non riesci... non forzare nulla.
poi stai con chi ti é caro e sii con te stesso tutto solo per un attimo e piangerai anche un po' delle vecchie nuvole nere.
Devi piangere per vedere questo modo del -corpo- di fare poesia. Non é tutta attrazione per il materiale. Il materiale il corpo lo distrugge con il pianto. lo distrugge divinamente. La materia non esiste ed il corpo lo sa, lo canta nelle sue lodi pi pioggia, di fertilità per l'anima sottile. In realtà la mente inganna.

 

Emanuela - Martedi, 17 Giugno, 2008 alle ore 16:37:31

commento: Un inno alla rabbia e alla solitudine del poeta che rifiuta un contatto con la realtà profana da cui si sente escluso e,allo stesso tempo,imprigionato,commercializzato. Tu hai commentato una mia poesia,"Il poeta",in cui descrivo lo stesso sdegno del poeta-profeta nei confronti del mondo profano.In questa poesia esprimi il conflitto interiore di un'anima in lotta tra la gloria personale e sociale (ogni artista è un grande esibizionista) e la purezza e la profondità dell'ispirazione poetica,che rifiuta ogni tipo di compromesso.Scrivi molto bene e con molto rancore,sentimento di cui si percepisce tutta l'amara sofferenza. Non so se alla fine prevalga l'odio o la ribellione contro il perbenismo e il conformismo della società.Però penso che,comunque,le tue stesse parole esprimono il bisogno di una nuova comunione con la realtà che, in principio e per principio, rifiuti. 

 

lisa dansalvarea - Domenica, 15 Giugno, 2008 alle ore 03:28:35

commento: forte e decisa, piena di sentimenti  molto spontanei, lascia sempre che questa tempesta venga fuori perché sarà il meglio di te.
Grazie del tuo commento
lisa