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Applaudite,fasulli ipocriti,applaudite con gli occhi strabuzzanti e le labbra sorridenti.
Credete di farmi piacere con i vostri gradimenti ma in realtà io vi disprezzo,odio questa vostra finta benevolenza.
Scrivendo ho dovuto modificare il mio animo,ho dovuto rendere comprensibili sentimenti che nemmeno immaginate,mi sono dovuto piegare per potervi guardare negli occhi.
Mai più scriverò per voi porci ignoranti nella vostra cultura di facciata.
Premiate solo la mediocrità,disdegnate noi veri artisti,noi che riusciamo a scavare nell'intimo profondo della nostra anima,noi,che mentre voi dormite,vegliamo sui rimasugli dell'arte.
Alla mercè di fotografie che sbiadiranno nel tempo,sorrido cordiale e vi immagino nelle vostre poltrone a far finta di essere intellettuali,a leggere con far da professore autori che nemmeno sfiorano il vostro livello,autori che soffrono nel vedere le loro opere macchiate dai vostri occhi,dalle vostre dita.
Il vero artista sono io,parte incontrollata della mente,leggera schizofrenia del mondo.
Opere composte su tavoli ricolmi di vocabolari,di dizionari e di altri insulsi aiutanti si rispecchiano in coppe lucenti,fabbricate da operai e pulite da sudici stracci.
Le vere poesie nascono e muoiono nel cuore,non vedono luce del giorno.
Io sono un poeta perchè sento queste parole bussarmi nel petto,le odo cantare con un guazzabuglio di voci,le vedo allo specchio nei miei occhi.
Ma il corpo dove sono rinchiuso è patetico e punta ai premi,cerca il valore in oggetti futili e poco duraturi,la mia mano non capisce che l'importante non è scrivere ma viaggiare con la mente,cercare ogni sentimento dentro se.
Prendo sempre più il sopravvento di questa razionale e stolta mente,mi impossesso dei suoi occhi quando osservo un cielo gonfio di pioggia,ansante tempesta.
Per adesso vivo nei suoi sogni e cerco di gridare forte la mia disperata rabbia di queste gabbie.
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