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Scaglie di sangue al vento, di Christian Valentini

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Voler fermare tutto,
un attimo,
guardarsi intorno
non chiudendo gli occhi
vedendo il sole,
pensare alla vita
percorsa,
nel modo in cui
i giorni sono trascorsi.
Rivedersi bambini
Fa ridere e piangere,
piangere e ridere.
Ma tu, tu,
cosa dai di più?
Lo so cosa mi dai,
cosa mi date tutti,
quello che io non voglio
più avere,
non voglio più fermare
il tempo,
voglio che scorra veloce
per non pensare più
ai giorni che passano.
Ma io, io,
cosa prego ancora Dio?
nel cielo, in terra
questa guerra
nel cuore e negli occhi,
nell'anima e nella mente
non voglio più avere
quello che mi dà il mondo
intorno.
E i soldi, visti come il Diavolo,
i soldi voglio averli
per volare e buttarli giù,
vederli seccare come
scaglie di sangue al vento.

 

Commenti

 

emy - Giovedi, 3 Aprile, 2008 alle ore 23:28:35

commento: Questa poesia sfugge come il vento, non riesco afferrarla...L'unica cosa che mi resta dopo averla letta è un inquietante tormento, l'assillante frastuono di rumori che annebbiano i sensi, la corsa frenetica verso il nulla, un bagliore di luce e poi il buio. Se l'autore voleva dare voce alla demoniaca confusione ci è riuscito benissimo, almeno io l'ho percepita. Scrivi ancora. Emy.