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Pensieri Scordati
o Sogno di una Notte di Nave

di Niccolò Matcovich

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Ho comprato il contrabbasso, alto grosso e pure grasso. Me ne sono innamorato, e non lo so suonare. Ho comprato il contrabbasso perché grigio fumo ma anche un po’ blu cielo. Sulle spalle, che fatica! Fino a casa, porta antica. Fermo qui, qui nel prato, prato secco, scolorato. Giù che poso il contrabbasso, perché sono innamorato. Chi mi pensa? Chi mi segue? O son forse le mie orme? Che sbadato… Sono vecchio, forse solo innamorato. Giù per terra per far musica, eppur io non so suonare! Dove sei, mio dolce amore? Ho comprato il contrabbasso! Come mai non te ne curi? Se è così mi vien disgusto, quasi quasi lo sconquasso, e con colpo sì brutale, taglio il collo all’animale. Animale? Son forse divenuto pazzo? Da quando in qua un contrabbasso è un bestione che respira? Forse dunque con tal motto, intendevo corpo rotto. Perché pur se non respira, la sua anima mi attira. Eppure sono innamorato, e per questo l’ho spezzato. Una parte giace qua, l’altra appresso un po’ più in là. Mi ci butto me lo abbraccio poi lo pizzico e lo sbatto. (Punteggiatura. È solo convenzione!). Le mie dita  affusolate, sulle corde son cadute; pizzico qua, pizzico là, quante note melodiose che non hanno neanche un senso. Ho comprato il contrabbasso e già è per terra rotto in due. Son crudele, poco giusto, ho sprecato anche danari! Ma perché tu non ti curi del mio nuovo contrabbasso? Era nuovo, ora è vecchio, tutto rotto, da buttare. Una parte giace qua, l’altra muore un po’ più in là. Sono ancora sopra questo, con le ciglia lagrimanti. Quanti pianti, quanti pianti! E ti cerco e non ti trovo, e io ero emozionato per il nuovo contrabbasso che ora giace sotto me. Addio per sempre, dolci note, addio per sempre, grande amore, addio per sempre a tutte l’ore, addio per sempre, addio per sempre. Quante ore, tante ore. Son pensieri un po’ scordati, o forse solo un sogno in nave.

26-07-2007

Niccolò Matcovich