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ADAMO
Se ne sta
con gli occhi grandi
a fissare
oltre la finestra
il movimento che lento
misura
palmo dopo palmo
il fluire incessante
delle gocce…
si stira per attimi
raccogliendo
strati di cielo
caldamente infranti...
le sapienti ginocchia
oltre il confine degli anni
posate e nude
lo addormentano…
singulti lontani
come di leve meccaniche
turbano
il ronzio del suo riposo
che flaccido
si spalma
nel vespro inutile
nella battaglia finita
oltre il cumulo delle ceneri
del camino.
AMORE ANARCHICO
Il coccodrillo onanista
se ne sta disteso
comodo
tra le pieghe di un piacere
blasfemo e guasto.
Slacciato il panciotto
fa vibrare le corde
corrotte
della sua chitarra
oltre lo sterno.
Sibilando freme
e conta le piume
della gallina
chiusa nel suo pollaio…
una mosca vola
pallida
e noiosa
oltre la cortina di ferro
sognando
la libellula
che sotto le palme dei caraibi
sonnecchiando
sfida l’ozio
delle catene.
Amore anarchico
putrescente delle birre
andate…
sfatto
dalle serate non vinte
della luce
dei coriandoli di vita
che a fili
inzuppano gli asciugamani.
BREVE LA NOTTE
Breve la notte
incalza
segnando con lunghi tratti rossi
l’incedere tentennante
di mille bicchieri in fila
che fragorosi
danzano
tintinnandomi dietro…
le gambe lunghe incombono
lievi
sulle artistiche folle
immaginate nei refrain…
il sorriso di certi attimi
la festa nel cuore
lo stordimento eccessivo
e bukowschiano…
le tremila sigarette che
sinuose
danzano impalpabili
nei portacenere del cuore…
una chitarra
strampalatamente argentina
risuona al riverbero
del bandoneon de la boca
che
chiusi gli occhi
mi sembra di abitare
da un millennio…
questo mi porto dentro
di te
che vivi
che pulsi
nei meandri
delle mie più inaccessibili
verità…
nei solai
interminabili e confusi
dove le mie ragioni
volgono alla verità.
CRAVATTE E CHIODI
Tu
col tatuaggio di serpente
che atteggi mosse
e contro mosse
al fianco della rossa
conosci la strada?
La polvere oltre la collina
e le case
e le disperazioni
che mischiano
il sangue dei cazzotti
con l’amore
dei baci della mamma?
Tu
con la moto cromata
e lucida
hai vissuto la menzogna
per il pane?
gli occhi infossati
e rossi
degli ubriaconi
con il sacchetto vuoto
delle bottiglie…
la noia
delle puttane
a 10 dollari a botta?
Tu che vesti
la cravatta
oltre la notte
vorresti il mio muso
ma lo pagherai
coi lividi
che la vita
oltre la notte
ti riserva…
INVERNO
Con suono greve
ed insulso
l’aletta metallica salta
gaudente agli occhi
frizzando
accanto al cilindro
che sapiente coniglio
ha posato sul tavolo.
Or ora lieti
scorrono secondi
interminabili
come martellate
sulla porta di casa
e lenta si sgretola
la scatola delle sorprese
fradicia di ricordi
consunti
ed infreddoliti…
le foglie cadono
dalle mensole riverniciate di nuovo
blandendo
i nudi peli che il gatto
flaccido lascia
stirandosi pigramente…
mentre solo
ed in mutande
canto quel vivo motivo austero
che la radio che ho in testa
non smette mai
di suonare.
MUSCOLO CARDIACO
Il mio cuore
oltre la cortina
schiacciato e perso
dove la nebbia supera
la noia del mio maestro.
A chi
se non alle lampadine
appena accese
brinderò nel corso
della notte
che geme sotto le lenzuola
della puttana ad ore
che legge
i miei pensieri
più nascosti?
La strada
sotto la macchina da scrivere
pulsa lenta
dondolansi, femmina lasciva
tra i fiumi delle bionde
che spente
sorridono fasulle.
Piscia il cane
del primario
incrociando i suoi pensieri
alle zampe molli
mentre
accattone nel mondo
vago affacciato al mio vetro
mentre contemplo
la bottiglia
e la vita.
Tutto si mischia
in un tourbillon
di frenesie
di elettricità epatiche
che nane
distruggono
le tremende
vibrazioni
del mio muscolo cardiaco.
SOLITUDINE
La strada di casa
umida della pioggia
ricalca la nausea
ed il fastidio
della lentezza del tempo..
precisi colpi
ed opposte emozioni
come siringhe lievi
disturbano i miei periodi
di assenza.
Coperto da mille fotogrammi
muto
distraggo le mie effettività
mistificando
e maledicendo
la ruota che
lenta
non smette di girare.
Nere lampadine
nelle mie sere
e sigarette
consumate di nascosto
dietro la porta…
misero calore
per un vecchio sentimentale
dalla mano ruvida e
graziosa…
misera consolazione
per troppe minestre non riscaldate
ai bordi di stufe
che pigre
non suoneranno mai.
Commenti
giggettini - Martedi, 8 Aprile, 2008 alle ore 08:53:35
commento: i nostri figli saranno orgogliosi di avere un babbo geniale e sensibile come te.......ma la prima ad essere orgogliosa di te sono io...in ogni attimo ed in ogni respiro...TI AMO.... |