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Ad occhi chiusi, di Emanuela Nardi

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Ad occhi chiusi da bambina sognavo sdraiata sotto un cielo stellato

Mi abbandonavo al respiro della notte

E sorridevo al pensiero del risveglio

 

Improvvisamente non riuscivo più a guardare il presente:

il rumore dei fucili, ascoltavo l’omicidio delle mie speranze

Eppure ancora respiravo, ad occhi chiusi rianimavo la mia vita

 

Ad occhi chiusi ho regalato a te ogni mio sogno

E tu hai curato le mie ferite

dolce Angelo dono prezioso di Amore

 

Chiudendo gli occhi mi sono abbandonata alle tue braccia,

ho affidato anima e corpo alle tue mani

e ho dischiuso per te ogni mio segreto

 

Fino a quando,  per un fatale errore, ho aperto gli occhi

Maledetto quell’attimo

In cui Orfeo si voltò per guardare la sua triste Euridice

 

Angelo con le ali rotte in un gorgo infernale sei scomparso

mentre io mi accorgevo del diabolico inganno

e sola piangevo ad occhi chiusi.

 

 

Commenti

 

Mia - Venerdi, 11 Aprile, 2008 alle ore 14:05:13

commento: Bello il riferimento ad Orfeo ed Euridice. A volte guardarsi negli occhi è come guardarsi dentro...Altre  invece è fatale e,se non si ha la pazienza di aspettare,in un attimo perdi tutto...Mia.