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Riuscirà l’artista, dopo aver perso innumerevoli volte la sua opera,
ad abbracciarne un’altra?
Riuscirà l’uomo, dopo aver perso innumerevoli volte i suoi amici,
a creare un nuovo rapporto d’amicizia?
Riuscirà quell’uomo, dopo aver perso innumerevoli volte l’oggetto del proprio amore,
ad innamorarsi ancora?
Nasce un sole
Ormai vecchio,
schiavi siamo
della sua luce
ormai opaca.
Volersi liberare
In una notte,
stelle che sanno
di simboli soffocati,
voler ancora sperare
nei sogni che vanno
nei sonni affannati.
Siamo immobili,
la natura che risuona
desiderosa;
l’anima è ancora
radiosa?
Volerci liberare
Dalla coscienza,
dall’amore terreno
che non ha niente
ormai da dire,
dalle prediche
che più non voglio sentire.
Ma lo sai
Che il cielo
È troppo grande per noi?
Immaginandoci spersi,
occhi chiusi,
voli su deserti,
troppo forte è questo blu.
Ma anche camminando
Non siamo ancorati giù,
e guardando
quelle immagini,
quell’acqua che vien da lassù,
lo diventiamo noi stessi.
E oscillando in questa
Indefinitezza,
tra il cielo e la terra,
quella voglia grezza
di libertà
diventa pura
nella mente che erra
al di sopra del mondo,
e scompare
la nostra brama di potere,
il nostro esser schiavi
del tempo,
la banalità della vita terrena.
I nostri occhi illuminati da nuovi riflessi di luce.
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