|
Guarda il profilo
Ti recavi al lavoro
in un giorno qualunque
nel cielo albeggiava la timida luce
di un sole nascosto
da anni ormai era fisso il tuo posto
nell’ala sud di un capannone
vestito di polvere e bianco cemento
intossicato da veleni, assordito da mille rumori
I tuoi gesti erano sempre gli stessi
meccanici e indotti come riflessi
Nella fabbrica il tuo corpo era come un automa
ma il cuore altrove batteva per lei
il tuo unico amore:
il senso profondo di ogni affannato respiro
immagine che divora interminabili ore di duro lavoro
e muta in dolce canto le urla infernali delle cisterne
In un attimo un tonfo improvviso:
l’esplosione potente come un ciclone
ha ridotto a brandelli la tua carne e quel capannone
Mentre il fuoco invadeva i tuoi occhi
il caldo cuore era in pasto alle fiamme
l’ardore dei tuoi sogni d’amore bruciati
si è spento
nell’eterno pallore della morte.
Commenti
|