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Poesie di Alessandro Gibiino

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Luna

Luna quante volte ho pensato di camminare sopra di te.
Quante volte ti ho guardata per chiederti aiuto, aiuto perché pensavo che portassi fortuna poi ti guardavo e pensavo chissà come sarà buono il formaggio lassù.
L’uomo ha gia distrutto la terra ora vuole venire su da te,salvati se no poi come faccio senza luna a dire ti amo alla mia Federica.

 

Il pianto di un fiore raro

Dove il mio cuore era solo e triste ora è pieno di gioia e allegria. Un fiore mi ha toccato e mi sono emozionato,quel fiore mi manca sempre ogni volta che non mi respira affianco e non vedo i suoi occhi. Io sono caduto dai suoi occhi e mi si è spezzato il cuore come se la mia anima fosse andata via per sempre,senza avviso. Ma quando il suo sorriso ha toccato il mio cuore mi sono inchinato a tanta grazia e dolcezza. La mia anima torna a testa bassa, sapendo di aver strappato un fiore raro.
Dentro il cuore
Sei qualcosa di bello nella mia vita,sei un fiore raro nel giardino del mio cuore.
Sei il vento caldo che riscalda il mio corpo, sei l’alba che risveglia il mio mondo con un affettuoso abbraccio.
Sei la luna bella e misteriosa,sei una vita la mia vita.

 

Panchine

Intorno a me,panchine vuote.
E nei cuori di uomini soli,senza più un amore spesso,sono soli in quelle panchine,perché fino un momento prima c’era lei per parlare,un momento dopo lei non c’era più.

 

Guardasti quel  mare

Guardasti,quel mare amico.
Durante una leggera pioggia,
di gennaio.
Camminando in quella passeggiata
cosi lunga ,vedi la fine senza
arrivare mai.
Cammini guardando quel mare
quando ti accorgi, là davanti a te
quel cannone,ricordando ti siedi sotto
di lui, in quei scalini bagnati dall’acqua
fredda.
Pensando, a quel fazzoletto di mare
che sarà per sempre un pezzo della
tua vita.
Nel ricordo, di quel giorno, davanti a te
niente.
Se chiudi gli occhi, sentirai è vedrai
quella barca.
Ora riapri gli occhi, e senti dentro di
te le stesse emozioni di quel giorno,
e quest’acqua scendendo dal cielo,
sembrano lacrime di ricordi nel ricordo
di quel giorno.

 

Lontananza                                        

La lontananza.
Nel pensiero
che lei non
ci possa più
essere.
Il cuore
mio si
frantumerebbe,
come quel vetro,
cadendo nel vuoto.
Ma il mio cuore

 

Il mare rumoreggiava

Il mare rumoreggiava il vento si alzava prepotentemente vedendo le nuvole correre verso di me.
Con il viso nero del corvo, ma tu vicino a me quel corvo svanisce tra i tuoi baci.