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Inutili Versi, di Mirco Candolo

 

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L’esser sensibile comporta vita,

aver colto la frequenza giusta,

poter varcare strade senza uscita

ma continuare la ricerca in testa.

 

Tanto stupore al cullare del mare,

sentire rime di fronte all’ardore

di un’emozione sentita col cuore,

come in un quadro gettare un colore.

 

Senza a sé stessi raccontar menzogna

coloro d’animo profondo sanno

quanto coraggio e umiltà, vergogna,

costa all’uomo vero gioia e danno.

 

Trovare il suono di un battito spento,

di ciò che è morto ma vive nel tempo

e ancor vivrà per il resto di quanto

l’uomo s’accorge dell’eterno d’un lampo.

 

Riscalda il sole il silenzio dei sassi,

riporta loro i colori dei fiori

e dona profumi diversi agli stessi,

quasi volesse sentirne gli odori.

 

Di tutto questo l’umana esistenza

ne avverte il pizzico in punta di lingua,

allora io chiedo con tutta creanza

aiuto qualora qualcuno mi segua.

 

Tanti pensanti vissuti in passato

hanno racchiuso l’essenza in parole,

hanno un progetto di vita abbozzato

e il senso di tutto cercato con scuole.

 

Nessuno ancora capito ha il destino

di tale essenza mirata a qualcosa,

che tanti ignorano lungo il cammino

senza sentir tal realtà maestosa.

 

Delle certezze vitali sappiamo

che sol la morte c’attende concreta,

allora si che un perché costruiamo

solo per rendere la vita ‘sensata’.

 

Gli affetti danno la forza ai pensieri

senza speranze per frasi migliori,

di verità assai carenti, sinceri,

legati ai tristi destini peggiori.

 

Quindi la forza dimora in amore

per altre forme vitali presenti,

allora il senso diventa sentore

e rende gli essere veri viventi.

 

Molti s’illudon d’amore provare

ma realmente lo schivano ignari,

beni mondano vogliono gustare

e solo codesti per loro son cari.

 

Tali soggetti ripugno con schifo

poiché passivi di fronte alla vita,

abili solo a sé stessi far tifo

vivendo tal realtà parassita.

 

 

Capolavoro perfetto in presenza

di ciascun uomo e di donna qui accorsi,

solo limpida realtà d’impotenza

nel bianco e nero di inutili versi.


 

 

 

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