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Chitarra
1 agosto- 3 agosto 2007
Seduto su una sedia
ascolta il ritmo del suo cuore;
è pronto, è emozionato.
Il dolce legno di noce
par vibrar fra le sue mani
mentre con dita abili e curiose
stuzzica le sei corde ballerine.
Esse danzano sulla rosa,
superbe e un po’ frivole,
sotto il suo tocco sicuro e delicato
che le accarezza, e vibra, con rispetto e voluttà
come un amante alla donna suadente.
Sotto lo sguardo suo assorto e solenne
si rincorrono le note sul pentagramma.
Non solo! Muove vite, e cuori di gente
la musica che nasce dal profondo.
La sento sulla pelle,
nei visceri, nel cuore,
la sua vita che sgorga dalla fonte,
e si fa musica, s’innalza, fa rumore,
per confermare al mondo la sua presenza.
Possiede il coraggio e la paura di un bambino
quando tremante tende una mano all’universo
quest’uomo che si fa ogni giorno più nuovo
e che si plasma in ogni goccia del presente.
Sulle sue labbra ora giacciono parole
che presto potrò legger nel suo sguardo scuro,
piccolo segreto di un amore infinito
che lo muove, e brucia
come un fuoco ardente.
Ora ascoltami, mia dolce melodia,
volto immaginario di ogni cosa che ho sognato,
tu sei per me come una spada di luce
che lacera l’oscurità più profonda.
Continua a suonare, a tessere in me
la forza di quest’arte che sfiora il paradiso
e donami una parte della tua essenza
che adesso splende nella mia anima.
per Martino
Aprile 2007- Per Pigi
Respira,
ti vivo,
e sento la tua anima che scivola in me
con gocce sottili
canto monotono
che adesso rimbomba
nel silenzio.
Sussurra,
ancora,
è un movimento perpetuo,
acqua e sudore,
lacrime e rugiada,
pioggia;
lentamente
il tuo essere che scende
fluido
nelle vene,
pulsa
di vita e d’amore
e sa di mare
di pioggia
di brezza selvatica.
Respira,
immagine d’un idillio divino,
ch’entri dentro me,
m’avvolgi
di un alone chiaro
luminoso
nei tuoi occhi
oro
t’illumina di buio,
gocce d’argento
sul manto del cielo
che in questa notte vivremo
volando
con ali di cristallo
verso l’orizzonte
dalle lenzuola bianche
che col profumo di Marsiglia
terran con sé
il ricordo
del nostro amar proibito.
Maggio 2007- Per mamma
…E la sentivo
la sua flebile voce
che sussurrava nei miei orecchi
canti di angeli caduti.
Una carezza,
delicata onda di vita
profumo di mare, e gelsomini
sulla sua pelle di luna.
Coperta, com’era,
di una seta bianca,
sfiorava il mio viso
e poi cessava
perdutasi in un sonno infinito,
io fra le sue braccia,
la mia anima al ritmo del suo respiro.
Era la notte,
fra le lenzuola fresche,
il suo corpo baciato
dalla brezza e dalla chiarìa lunare,
io nelle sue mani,
mamma.
Bianca Greco
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