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L’Italia del 12 novembre 2003
Italia: parola azzurra all’infinito
Da questa razza adolescente
Che ha sempre una poesia nuova da costruire
Una gloria nuova da conquistare.
Primavera di sillabe fiorite
Come le rose dei giardini,
stellata come i firmamenti
con immense arcate blu.
Italia: nome nostro e dei nostri figli,
che la vita hanno dato per Te in questo giorno,
via maestra del nostro amore,
rifugio dei nostri pensieri,
ultimo bacio sulle nostre palpebre
nel giorno della morte.
Voce profonda e di mistero,
richiamo insistente dell’aldilà,
dobbiamo, dobbiamo pensare
all’eternità.
Dolore di mamma
Non mi resta che il pianto per il conforto
mai più spero di esser lieta
da quando mio figlio è morto,
ho perduto la mia meta.
Ora vestirò sempre scura
Per coprire il mio corpo macerato,
che riveste l’anima mia mesta
d’esser lontana dal mio dolce nato.
Egli è fra gli eroi e santi benedetti
mai più potrà tornare
dagli innumerevoli eletti.
Volontari
(aquile della solidarietà)
eccoli:
dove la mente non conosce paura
e la testa si tiene alta e dura,
sempre pronti all’avventura;
dove il sapere è libero a tutti,
dove il mondo non è chiuso
dalle pareti di una casa,
dove le parole sgorgano
dalle profondità del vero,
con lo sforzo instancabile
e le braccia alla perfezione
dove la mente è indirizzata
verso pensieri e grandi azioni,
sotto il cielo della libertà
diretti volano
verso la solidarietà.
De Vivo Cristoforo
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