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Controvetro, di Sandro Spallino      

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Vedo che controverto mi
guardi, io sto sotto e
faccio per andare via,
il sole e’un muto cristallo
mentre il sangue affluisce
alle tempie e le tue
parole restano padroni
nella mia testa, i tuoi
occhi penetrano nelle
mie lacrime di fango
e sempre piu’mi allontano
sull’asfalto di polvere
e caldo, tutto si muove
ovunque e’ vita, io sono
l’unico punto fermo,
inadeguato,vedo arancio,
bianco, forse uno strappo,
unghie, cosce, poi non
so quando amai te, perche’.
Non sei visibile piu’
appena un puntino scuro
che immagino senza
quella strana faccia,
vado come deformato,
ho una valigia piena d’amore
e d’ozio,un’anima spaccata,
ti amo, le mie scarpe ti
amano da sopra i ponti che
non attraverso, verro’da te
per non farmi piu’ guardare
da una finestra e vedere
il futuro,la scena del bacio,
ma per bere l’amore dal
tuo corpo di bottiglia
scavato,sudato.    

Sandro Spallino