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Carlo Ianigro

 

VERSI  SCIOLTI

IN

PENSIERI  VAGHI

(ad uso di coevi e posteri)

 

© Wiesbaden A.D.MMI

 

IT EQUES ET PLAUSU
CAVA CONCUTIT UNGULA TERRAM

( Virgilio)

 

A   CHI

DI  RAGIONE

 

(per quando viene qualcuno)

 

La loffa del muratore

La loffa del muratore
anche se non fa rumore
uscendo,
ha un odore
tremendo
e sconvolgente
che si sente
repente,
quando la loffa
esce dalla stoffa
della tuta
impolveruta.
E' una puzza mefitica
che certo non solletica
il naso
di chi, per caso,
armeggi
nei paraggi.
Un odore che olezza
di schifezza.
Eppure lui n'è fiero.
E non é forse vero?
Ché, se fosse inodore
la loffa del muratore
non sarebbe nota all'universo
col suo puzzo
perverso
che si spande attraverso
mattoni e calcestruzzo!
Ma offende l'odorato!
Peccato,
é un'indecenza!
Ma, che differenza
con la loffa del farmacista
(ché in questo, lui é un artista)
che, anche se causata
da faglioli
in insalata,
non odora di giaggioli.
E lui tuttavia
(ha tutto in farmacia)
gli dá una forma blanda:
un poco di lavanda,
un tantino di menta,
ché poco si senta,
scompaia dall'odorato,
grazie al laureato
che, spruzzando gli odorifici,
magari sintetici,
ne cancella l'odore,
il bravo dottore!
Ma il buon lavoratore,
il muratore,
ha solo calce, mattoni e cemento,
sul momento,
e niente altro.
Né è cosí scaltro
quando emette venti
cosí puzzolenti ,
dai calzoni di juta,
per chi li fiuta.
Orsú muratori
unitevi a schiera
sotto la bandiera
di stoffa,
ché si faccia onore
alla loffa
del muratore!

 

SAGGEZZE

 

 

Amore

Chi ama
chiama.
E chi non chiama ?
Sente.
L'amore é
possente
quando é
presente.
Ma, se é passato,
é andato
via col vento !
Che tormento
fetento !

Ceti

Il cafone
fa colazione
col mascarpone.
E il signorino ?
fa colazino
col mascarpino.

 

Matematica

Uno per uno
fa uno.
Infatti:
(anche se banale)
un po' per uno
non fa male
a nessuno.(c.v.d.)

 

Biologia

La marmellata
é frutta
schiacciata,
ma non é brutta
perché é tutta
piena di zucchero.
Un sollucchero !
Ma é un uso malefico
per il diabetico
che, tuttavia, non langue.
Lo zucchero
lui ce l'ha nel sangue.

 

Metereologia

La pioggia
é una lagna
che ti bagna
sul piú bello
se non hai
l'ombrello:
e son guai.
Peró é passabile
se hai
l'impermeabile.
E se non ce l'hai ?
Sono altri guai !
Povero tapino,
ti bagni
come un pulcino
e poi ti lagni
di questi bagni.
Peró hai ragione:
meglio il solleone
che l'acquazzone:
ti scotti tutto
ma almeno
sei asciutto.

 

Come passa il tempo !

Ieri
oggi
era domani.
Ma domani
oggi
sará ieri.
Peró !

Opalescenze

Il vetro
é un piacere :
ti fa vedere
avanti e indietro.
Ma, c'é un incoveniente.
Quando é smerigliato
od é offuscato
non vedi piú niente.

 

Computer

Il computer
é un cervello elettronico,
bello, policromo, efficiente ;
l'inconveniente
é che non pensa a niente.
Che oltraggio
per il saggio !

 

E, tanto per gradire, se viene qualcuno, ancora
qualche allitterazione, con un soffio di scatologia.

 

 

LA VECCHIAIA

La vecchiaia
no, non é piú gaia.
Non é come la giovinezza
ch'era una bellezza!
E, a che ti costringe?
Che non si minge
che a fatica.
E poi, ció che si riferisce
a quella cosa che fa rima
( o  era prima?)
con fatica
e forse ancora si concupisce,
vorresti farlo allora
come prima.
Ma, che malora,
non c'é piú sostanza
nel manico della panza,
che non si addrizza.
Mannaggia, che stizza
per il vecchietto
che, stando a letto,
ripensa ai bei momenti
da studenti,
quando fornicare
serviva a gustare
senza inconvenienti
quei momenti
immorituri
degli atti impuri
fatti in due.
E, delle sue brame,
non resta che la fame
e la coscienza
dell'impotenza,
pensa, stando a letto,
il vecchietto.

 

I CHIMICI

I chimici
non son come le cimici
(o i medici)
che ti succhiano il sangue,
ma inquacchiano
e combinano misture,
talvolta impure,
(che fanno male al sangue)
per l'industria che langue.
Tra i chimici
ci sono anche i cinici
che, in affanno,
sporcano e fanno
cose
che fanno danno.
Peró ci sono anche quelli
che fanno
cose per i lavelli
che si otturano
e li sturano.
E queste son rose
per l'ecologia!
Una magia!
Chiusi nei laboratori
questi dottori
tra storte e almbicchi,
magari non sono ricchi
sfondati,
ma ben pagati,
e con camici
talvolta sudici
a macchiati,
fanno i preparati,
emulsioni
e talora saponi
e tante compresse
per la gente
incompetente
che, se lo sapesse...
Eppure sono necessari.
come ignoti sicari,
alle industrie grandissime
che fanno anche cose pessime
per l'ecologia!
Ma, suvvia,
quelli morigerati
e bene addestrati
fanno preparati
atti agli odorati,
ottimi odori
ché, se vieni da fuori,
ti profumano il cesso
e con successo,
di gaggia!

 

LA VENA VARICOSA

La vena varicosa
é una cosa incresciosa
che deturpa la gamba
quando balli la samba
e ti dá impaccio
quando vuoi fare il macho.
Per esempio nella sala da ballo,
(quando vuoi fare il gallo
con una bella
pollastrella)
il polpaccio
sta malaccio,
la coscia
si ammoscia,
il garretto
si é ristretto,
l'estremitá
non fa piú cha-cha-cha!
E allora tutto finisce
con la donna che si concupisce!
Perché la fama
che tu hai,
con la dama,
come il meglio tacco
della sala,
subisce un sacco
di guai,
cala
e perisce miseramente.
E questo solamente
per che cosa?
Per la vena varicosa!

 

POLITICA

Il Re
o c'é
o non c'é.
E, se non c'é ?
Tutto a posto !
Ché tosto
la cosa pubblica
diventa una repubblica.

 

OMBRE (LLI)

L'ombrello
magari non é bello
peró é simpatico
(e, talora, simbolico)
ché ti ripara
se piove o nevica,
anche s'é Domenica,
per l'uso quotidiano
dell'essere umano
che impara
a tenerlo aperto
se il cielo é coperto.
Ma in Oriente,
dove la gente
é prudente
sotto il sole cocente,
e vuole ombra oscura,
per la frescura,
proprio per quello
si usa l'ombrello.
Poi, in altre occasioni,
ha funzioni
simboliche,
come nelle processioni
cattoliche
o, tanto per far un esempio,
in un tempio
di altre confessioni.
e, sulla testa del Rajá,
un ombrello sempre ci sta,
anche se in quei momenti
lui viaggia in elefenti*
Insomma l'ombrello,
che faccia brutto o bello,
viene sempre usato
nel creato,
dalla gente sapiente
o ignorente*.
(* licenza poetica,
serve all'estetica!).

 

 

STAMPA

Il giornale
é essenziale:
ti informa in tondo
su ció che nel mondo
succede,
(talora in mala fede).
Poi, nelle brutte giornate,
va usato,
se é del passato,
ad incartare
e buttare
le bucce delle patate.

IGIENE

Chi si lava la mattina
tutto il giorno si rovina

 

 

LIRICA

La poesia
ti porta via
il tempo prezioso
utile
(o futile)
per il riposo
della mente
effervescente.
Non serve a niente
ma ti consente
di scrivere
cose insigni
(credi tu ! )
che i maligni
con parolacce,
chiamano fregnacce
per lo piú.
Tu, ti arrovelli
come un drago
a far versi belli,
come un mago,
per lasciare
e tramandare
ai posteri che non sanno,
un pensiero vago
che dura forse un anno
e poi scompare,
nel lago
dell'oblio.
Ma, dico io,
poetare
é faticare!
Prima di tutto
cerchi il costrutto,
poi la rima
che non sopprima
il senso
intenso
pensato prima.
Poi, c'é il significato
e, se non l'hai trovato
sei fregato;
infine i versi
vanno persi,
se non trovi parole
che, da sole,
non bastano,
se si arrestano
senza un concetto
perfetto.
E va bene,
peró conviene
pensarcisi
prima di tuffarcisi
nella lirica
magnifica.
Ma, se non l'imbrocchi,
é una cacca
coi fiocchi
e non ti distacca
dal volgo ignorante
e cafone
che pensa solamente
al gioco del pallone:
ché i pensieri
non l'hanno
in testa
ma li fanno
in festa
coi piedi;
e che
te ne chiedi
il perché ?
Ma, se ti riesce
di mettere parole
sole,
per intero,
non ti rincresce
ma  sei fiero
di un pensiero vago
(in un lago
di mediocritá
di versi
persi
che fanno pietá).
Ma tu non te ne accorgi
e porgi
il tutto,
o in parte
come un frutto
dell'arte !
D'altra parte,
se dici al tuo coetaneo
che sei un estemporaneo,
lui ti dirá
(se non é gonzo):
A stronzo,
ma chi te lo fa fa:
Lascia stare !
Vatti a guardare
la TV,
ti rende di piú!

 

LOCOMOZIONE

La locomotiva,
quando era attiva,
sbuffava,
soffiava
e mandava
nuvole di vapore,
con l'odore
del carbone
che il fuochista
gettava
a profusione
con la pala
nella gola
capace
della fornace.
E poi c'era il fischio,
per non avere il rischio
di un incidente
di chi, imprudente,
correva sul piú bello
ad aprire lo sportello
del vagone
in moto.
(E' noto
che é proibito
in modo assoluto,
salire o scendere,
anche se lo devi perdere
sul momento,
dal treno in movimento !)
Poi gli stantuffi
(che nomi buffi!)
si agitavano
e muovevano
le ruote enormi
che, avevano,
come corni,
le mezzalune rosse
per segnarne le mosse;
il tutto tra sbuffi
di nuvole bianche.
Anche
io ricordo in eterno
che, da bambino
stavo vicino
a quell'inferno
di luce e rumore
che andavano al cuore.
Ma, oggi, preferisco,
e non ne arrossisco,
il locomotore
che non fa rumore
ma ti porta
velocemente
via,
ma senza poesia
Suvvia,
la locomotiva
non era poi,
se vuoi,
tanto cattiva!
Era un amore
la locomotiva
a vapore!

 

CAFFE'

L'espresso
lo chiamano adesso
cosí.
Ma, ai bei di',
che é o che non é,
era il caffé
fumante nella coppa e ti veniva
l'acquolina in bocca
a sentirne il sapore
giá dall'odore.
Magari pel bambino
c'era il cappuccino,
solo se grandicello
e non un monello
di pochi anni,
cui poteva far danni
la caffeina
alcaloidina
se la beveva
quando non doveva.
Ma, oggi, il raffinato
(a sentir lui,
ma sono affari sui)
beve latte macchiato,
ch'é un bacile di latte
dove ci si mette
un pochettino
ma pochino pochino
di caffé.
Per me
è infantile,
mi viene su la bile
a sentir dire
con arie sapute:
E' per dormire;
lo faccio per la salute !
Ma allora perché
non ti bevi il latte
solo, non corretto,
senza caffé ?
Stronzetto !
Ma, bando alle cose matte,
per me
il caffé
é caffé - caffé !
Ristretto
e, magari, corretto
con un goccetto
di liquorino
o di grappino.

 

 

AVVISO  AGLI  ITALIANI

A chi legge queste pagine
di versi sciolti
(e non sono molti ,
detto al margine !)
verranno, forse,
dopo aver scorse
le rime sparse,
perplessitá.
E ben vi sta !
Chi ve lo fa fa'
di leggere un pigro
a nome Ianigro?
O lo fate per pietá?
Allora andate a fare
nel buco del sedare.
(Licenza poetica
dovuta all'estetica
del verso
perso)
Comunque,
al dunque,
c'é la soluzione.
Buttateli al cesso,
tirate lo sciacquone,
e tutto il brutto
é distrutto!
Distinti saluti
a conosciuti
e sconosciuti,
(son tenuto a farlo!)
Ciao!

Carlo

Wiesbaden  -  Agosto 2001

© MMi