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Altalena
Ho la forma di un vaso
E pensieri obliqui che non
Sanno starci dentro,
mi sento il cranio e una
inquietitudine bluastra,
osservo cio che sputo
da un’altalena
mentre il tuo ghigno luminoso
la mette in rotazione,
ho il vino e il vestito bordo’
che ha il suo carattere e il
suo stesso odore di demonio,
viola parete, e cicche sparse,
magnesio, penso che hai bucato
la mia vita, spogliata dinanzi
a me allora hai spogliato
la mia sorte, non sono niente,
non ho niente,
mi cerco continuamente
strappandomi le unghie
dall’anima,scorticandomi,
fuggirono
le mie passioni su ali
di farfalle e sono oggi
piantato a terra, devo leggere
le righe, neri scarabocchi,
Visione, attesa, ma tu dove
Sei strega infantile
Mentre si sformano le
Mie mani e mi spacco
Col tuo bastone d’indifferenza
E ti aspetto per farti leccare
Le ferite e il sangue.
“Oltre la tempesta”
Non vedremo più i tamerici
avvinti all’assetata luce,
nembo o vortice che assonna i lidi,
dal mare irrompe in spume.
Torneremo alla tempesta che
sparpaglia, un acqua a un suolo
che barbaglia, ricorderemo ch’era l’ambra
il presagio, il cane impazzito che abbaia.
Il tempo che tu pensi sovrano,dacchè inarchi le ciglia!
Qui si è fermato.
Qui non ti si raggiunge…la mente distoglie d’un tratto,
ogni suo atto, è l’istante in cui qualcosa
t’ha salvato con invisibile mano…
Mario puoi vederla nel buio agitarsi d’un ramo,
slegata all’esilio che la chiude
e discesa a te per finestre mal chiuse,
e trapela un presagio di ventura…dall’aldilà.
E’ la stampato su uno specchio di lago,
ciò che poteva essere di te altra sorte,
ma non è stato.
“Hai profonde le radici in me”
Hai profonde le radici in me,
come un salice che non ha tregue.
Hai linfa e sussurrate preghiere…
anche il tuo nome freme laddove sta scritto,
in rari abbagli di luce,
sott’acqua ove arde e traluce…
Così oggi ti penso
come a un bimbo schiuso a un evento,
mentre carezza e ti turba il vento
fuggire non posso,
ma il tuo irrequieto silenzio.
“Qui”
qui,
non si vive senza te
che inferti al sole
un lago di ferite…
per tua assenza qui
scorre lacrima e sangue,
muore la vite, la divinità,
l’uccello piange…
“Notte di settembre”
Vieni più vicino…sotto portici di luna a sentire la mia sete,
tra i flutti di laguna, in mezzo a isole i nostri corpi uniti splendenti brama.
Le tue labbra divenir più rosa piacenti impossibile cosa…
Ah! I miei occhi inzuppati di vino, muse, amo te, te…
E le tue gioie rivoli d’orgogli in fiume straripanti l’oceano infuocato a diluvi.
Amo te,nella notte di settembre,ladra d’ore,
col passar di nere cicogne a coppia ho sognato te Madelaine…
Trabocca l’anima mia di te che un prato di sorrisi in fiore sembra…ora soave ascendi il cielo come la colomba e poi carezzi me in infinito abbraccio.
“La mia vita”
Era la mia alla tua vita legata.
I nomi incisi su foglie di quercia
radiose ai getti di sole,
fra lo sviolinare di grilli e canti d’usignoli…
era cara la tua voce,
tenera a me nell’abbraccio,
armonia di natura,
poi un tuo soave sorriso,
e il tuo sguardo di cielo a me rivolto…
annunciazione di un bacio.
“La rugiada del mattino”
Ti sveglierai con le mie parole,
nella rugiada del mattino ove stormi di gabbiani avorio volano nel sole,anche tu t’avanzi con un cuore, tra fatiche che implorano un bagliore.
Così più esisti,fra vere e vane cose,le tue iridi ci innalzano a sortite nove…
Nascosta tra il giallo di belle margherite,
il tuo profilo a un cielo s’incide di madreperla.
Leggera fra meraviglie cammini sospesa da terra.
Credemmo così all’apparizione di una dea dell’amore stesa
tra la selva
“Siamo noi”
Siamo noi
quei gabbiani che
volano alti nella febbre di luce,
e approdano vertiginosi tra le spume…
Siamo noi un trasmigrare in diverse latitudini,
a cercare il fiore di felicità che duri…
“L’ignoto”
Qualcuno sa svelarmi fina
ove il mio destino mi conduca;
se mi aggirerò solitario per
entro le campagne passero
cinguettante, o se come la
foglia caduca fluttuerò sui litorali;
se sarò audace come la quercia,
o labile ai soffi autunnali come la candela...!
...O se sarò nel crepitare della terra sotto la
foresta, o nella notte che si adagia quietamente
su la corolla!!
Dentro i Tuoi Occhi
Neri occhi, sublime e magica la visione,
quando ti guardo il tuo nudo corpo vola dentro
e odora, le ali intagliate dell'anima sudano e
li abitano, sono di essi Presenza e sguardo.
L'anima aveva i tuoi occhi in
Infinite colorazioni, e i tuoi occhi mi svelarono
l'Anima e i misteri della notte dalle viscere,
e l'odore della terra bagnata sentì nei miei attoniti.
Crollarono le mura della mìa città indifesa,
l'aria immortale eruppe dalle vene delle tue iridi
e mi gridò un nome, un Dio udii e colombe
incatenate
fuggirono via lontano.
Chi sei tu sconosciuta che racchiudi
il segreto del mio destino?
Chi ti ha creata cosi? Sei la vìta e
la morte, un cielo troppo
lontano il veliero su cui vago,
ma non lo sai pietra
colorata di mare, nella tua spiaggia di
sabbia mi sono perso
e ho visto sorridere l'acqua e
il miracolo del suo tramutarsi
in vino, e letto le tue giornate in un libro,
ma non ti ho mai avuta, mai toccata,
mio Amore, mio Tutto, mai,
peccato e tu non lo sai.
I giorni dell’amore perduto
…Ora che non c’è più l’amore,
il nostro amore,
non ci sono più amori nelle strade,
solo vento nei cortili e vestigia
antiche di ciò che fu nostro,
il nostro cuore. Il cuore.
Camminavamo insieme,
insieme al nostro amore
e ai sogni dell’era,
svaniti come coriandoli,
col pensiero camminavamo
dell’abbraccio e dei soli baci.
C’era un sole,
un cielo e rose nostri a brillare, sempre,
tu le stringevi col pensiero dell’amore,
li prendevi in mezzo al profumo
dei fiori, delle stelle.
Sono fuggiti ora il cuore,
i sogni e i fiori nostri, loro,
dietro i cortili di stelle,
non li avremo più
i nostri intrecciati amori,
i giorni e le notti dell’abbandono…
Si libra l’anima al
mattino azzurro
tra le note di un piano,
e và con ali di gabbiano
su i verdi flutti e riposa in un lago
là puoi vederla vestita di un giglio
candido sussurrar a un prato,
le sue labbra si muovono
e in segreto capisci
ciò che dice: l’amore è un
giorno schiarito da un raggio
e verrà più alto più è stata
l’attesa più in fede mostriamo coraggio.
Così si invola il gabbiano
e asciuga lacrime tramutando in perle,
raccoglile in mano e tutta la luce
tutto l’amore per la vita avrai in viaggio.
Sandro Spallino
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