Menù principale

Racconti

Poesie

Pittori

Sculture

Musicisti e cantanti

Foto e fotografi

Fumetti

Dio e la fede

 

Consigli per scrittori

Consigli per gli aspiranti scrittori

Grammatica italiana

Agenzie letterarie

Case editrici per autori esordienti

 

 

Luca Gavarini

http://lucagavarini.blogspot.com


Cliccate sulle immagini per ingrandirle


             
  castelvittorio   la citta che cola se stessa      
  "castelvittorio" colori ad olio e matita su
tela 50 x 70 (agosto 2008)
  "la città che cola se stessa" colori ad olio e matite su
legno 90 x 90 (agosto 2008)
     
             
             
  il giorno colori ad olio   un sogno matita su tela      
  "Il giorno" colori ad olio su tela 50 x 70
(luglio 2008)
  "un sogno" colori ad olio e matita su tela 50 x 70
(aprile 2008)
     
             
             



Mi chiamo Luca Gavarini, nasco a Parma 37 anni fa.. precisamente il 10 Marzo del 1971. Ho studiato presso l'Istituto d' Atre della mia città, ma in verità dipingo da sempre: da bambino dipingevo su qualsiasi superficie mi capitasse a tiro. Da poco mi sono trasferito a Pigna, un piccolo borgo medievale.. che mi ha donato nuova linfa per le mie opere. Qui ora vivo e lavoro, occupandomi di arredamento di interni.. Null'altro da dire, se non riportare ciò che “altri” han detto di me..

Grazie per la visita. Luca http//lucagavarini.blogspot.com mail. lucagavarini@virgilio.it


Esposizioni


1998 ( 30 marzo/10 Aprile). Welcome to the Wonderful World. centro civico del comune di Sorbolo (parma) - 2000 ( 22/30 gennaio). Welcome to The Wonderful World. Spazi estemporanei per l'arte 3. Trento. Promart. - 2000 (10/27 giugno). Hic Sunt Visiones, Galleria 360 °, Montecchio Emilia (Re). - 2000/2001 ( 23 /12- 18/01) Controfigura, Bologna, Teatro del Navile.


Recensioni.


Welcome to the wonderful world - Benvenuti nel mondo fantastico. Come Alice di Carrol oltrepassando la porta della realtà entriamo in questo mondo fantastico, dove i colori dominanti: blu, rosso, giallo, acettano solo il nero per esseri umani nudi-abbozzati, impossibilitati a sfuggire a se stessi. Megaliti, idoli, creature dell'inconscio ci riportano alle radici dell'uomo: il sole, la luna, sullo stesso piano, dinamicamente scandiscono il correre del tempo e la carta dei quotidiani, il vinile, le vernici rutilanti, legano indissolubilmente passato e presente. L'arte è anche gioco e l'irridente statua della libertà richiama alla business art di Warhol. Il racconto interiore di Welcome to the Wonderful World, costruito sulle sensazioni, non racchiude in sè l'embrione della metamorfosi del mondo ma ci consente di spezzare la catena della realtà plasmandola con gli occhi della mente.


E.g. Welcome to the wonderful world


Come dice Guy Debord, tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un'immensa accumulazione di "spettacoli",e lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale mediato dalle immagini. Lo spettacolo è il momento in cui la merce è pervenuta all'occupazione totale della vita sociale. Non solo il rapporto con la merce non è più visibile, ma non si vede più quello: il mondo che si vede è il "suo" mondo. Superata la prima impressione sui lavori di Luca Gavarini, quando il caleidoscopio dei colori brillanti ( del nero che "contiene" instabilmente i blu, rossi e gialli delle superfici materiche) lascia la sua presa per concedere il tempo alla riflessione, per consentire un approccio non solo emotivo ma critico, ecco balzare in evidenza sorprendente il reticolo delle corrispondenze "spettacolari", le referenze non soltanto nominali che il "gioco" del giovane artista sottende, fatto di opposizioni simboliche che si azzerano nella compresenza, di invocazioni quasi alchemiche di elementi primari dell'inconscio, di presenze ricorrenti, di movimenti alternativi che racchiudono una presenza di significato non perentoria ne impositiva, ma (anche qui in opposizione all'urlato dei colori) quasi sommessa perchè continuamente stemperata dall'auto- ironia. Il sopravvento degli "esseri" nelle sue opere, monoliti enormi idoli, se ci induce immediatamente all'oggetto-immagine pittorica di tanta Pop-Art, visto in questa prospettiva ci fa ricredere poichè diverse appaiono le finalità: da quella parte si insisteva sulla demistificazione e sull'irrisione dell'oggetto di consumo mentre per Gavarini si può parlare di mitizzazione dello spettacolo che l'oggetto da consumare realizza in un aura di arcano, di astrale. L'artista sceglie questo elemento artificiale per potersi esprimere al meglio.E ancora l'ironia si situa nello svolgimento della visione e non nel soggetto in sè, nel passaggio diretto tra onirico e reale, tra cielo e terra, così che la materia sembra porsi con spessore dipinto incontenibile, come se ci fosse qualcosa che la urtasse alle spalle e la spingesse fuori a rappresentare ex- novo un mondo perduto, non ancora intaccato da incubi reali. Tilly Meazzi.


Hic sunt visiones

L'ultimo urlo che la storia dell'arte ha prodotto dopo la Pop Art, di significativo interesse per l'immediatezza e la suggestione che determina è stato ed è tuttora il graffitismo. Per Luca Gavarini, come per molti giovani artisti, la bomboletta spray è diventata la principale corda vocale di un malessere, la ribellione colorata, il rifiuto di uno schema di vita. Se isoliamo il lavoro di Luca dal suo contesto generazionale, possiamo leggerne insieme la natura dissacratoria e mistica. A differenza di molti, egli non scrive ma dipinge con la bomboletta, ogni dito è un colore, ogni riflesso si trasforma in una figura finita. Per i graffitisti il muro non è più un ostacolo o qualcosa da abbattere, ma la superficie ideale sulla quale spalmare l'ombra del proprio pensiero. Il Graffito è qualcosa di simile alla zampata della tigre: veloce, netto, unico, si infila nelle nostre 24 ore. Cerchiamo di togliere quella fastidiosa macchia colorata ma la sinopia è li, puntuale, in attesa del prossimo "artista notturno". Matilde Hernandez Lorente.

 

Commenti

 

leo2009 - Sabato, 3 Gennaio, 2009 alle ore 15:49:02

commento: ..troppe lodi......su qualche critica(costruttiva si intende) ^__^

 

obiter - Lunedi, 8 Dicembre, 2008 alle ore 15:02:45

commento: La città che cola se stessa...fluidità geniale, paradigma del presente!

 

leyle - Sabato, 22 Novembre, 2008 alle ore 17:15:22

commento: Sei veramente bravo, ho visto anche gli altri quadri sul tuo blog B,
mi sono piaciute molto le serie: nuovo mondo e tango..
con un tratto come il tuo..
il colore gli fa!!!

actionpainter - Giovedi, 23 Ottobre, 2008 alle ore 09:13:03


commento: Mi piacciono le miscele di colore che danno all'opera un'atmosfera onirica accattivante.